Bagarre in Aula su stragi e depistaggi. È scontro tra il Movimento 5 Stelle e Fratelli d'Italia

Scoppia la bagarre in Aula della Camera ed è scontro aperto tra M5s e FdI. Al centro le stragi e i depistaggi.
La lite tra M5s e FdI si era consumata a distanza nei giorni scorsi con lettere e contro lettere, con i secondi che chiedevano le dimissioni di Scarpinato dal Copasir e i primi che rilanciavano che le dimissioni in massa dei componenti FdI dall'Antimafia.
A portare in Aula la vicenda è il capogruppo M5s Riccardo Ricciardi che, subito dopo il voto sull'articolo 8 della legge elettorale, esordisce: "Noi non solo ce lo teniamo stretto Scarpinato ma se tutta commissione Antimafia fosse composta da esponenti come Scarpinato... si farebbe chiarezza sulle stragi". Protestano i deputati di FdI, interviene il presidente Fontana che tenta di riportare la calma.
Ma Ricciardi prosegue: "Vediamo chi ha depistato, a partire da Portella della Ginestra passando per piazza della Loggia e la stazione di Bologna, tutte quelle stragi portano a casa vostra...", dice rivolgendosi ai banchi di FdI, "tutti depistaggi di Stato. Tutto quello che fate è infangare persone come Scarpinato e vi appellate alle sentenze, bene quello che la commissione Antimafia deve fare è unire il filo delle sentenze, M5s vi ha fatto delle domande e voi le avete stracciate...", insiste il capogruppo M5s, citando alcuni nomi di esponenti storici e non del centrodestra (come Dell'Utri ma anche l'attuale presidente dell'Antimafia Colosimo).
Insorgono i deputati di FdI, Fontana richiama Ricciardi invitandolo "a moderare i toni, non urliamo, non è uno stadio". Ma è bagarre. Replica il capogruppo di FdI Galeazzo Bignami: "Innanzitutto segnalo l'ignoranza sul tema, è Ciavardini e non Ciavardelli", puntualizza riferendosi a uno degli esponenti del terrorismo di destra citati da Ricciardi. E prosegue: "Perché quando l'Antimafia era guidata da M5s non avete fatto chiarezza? A parte che ad esempio la strage di Portella è del '47 e difficilmente coinvolge noi" per una questione anche anagrafica, "ma non venivano certo da casa nostra e però vennero a casa nostra, anzi a casa mia sparando a mio padre e cercando di ucciderlo. Non abbiamo nessun tipo di fumus persecutionis nei confronti di Scarpinato ma ne chiediamo la rimozione dal Copasir perché secondo un giudice e non secondo noi, ma secondo un giudice ha compiuto azioni di depistaggio e portate rispetto nei confronti della magistratura. Voi siete lo strumento di chi sta dalla parte sbagliata, adesso abbiamo capito perché avete messo la testa sotto la sabbia, chi avete messo in Antimafia depista indagini e inquina le prove delle stragi contro tutti i servitori dello stato. Sia ben chiaro, se M5s vuole essere strumento in mano a persone che vogliono depistare le indagini sulla morte di Borsellino" FdI non ci sta perche' "le istituzioni non possono permettersi di essere strumento in mano alla criminalita' organizzata, presidente Fontana intervenga", conclude Bignami tornando su Scarpinato e la richiesta di dimissioni.
Poco dopo, lo scontro si ripete al Senato, dove i parlamentari di M5s mostrano nell'emiciclo una foto che ritrae la presidente della commissione Antimafia, Chiara Colosimo, di FdI, assieme al terrorista di estrema destra Luigi Ciavardini, "condannato per la strage di Bologna con 85 morti e 200 feriti. Questa è Chiara Colosimo mentre si abbraccia con Luigi Ciavardini. Vergognatevi", ha detto il capogruppo Luca Pirondini. Al centro sempre la vicenda del parlamentare M5s Scarpinato e la richiesta di sue dimissioni avanzata da FdI e difeso a spada tratta dai pentastellati, "è un eroe dell'antimafia".
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