Rinnovo contratto medici e sanitari, dagli aumenti alle aggressioni: cosa prevede la bozza

Sta prendendo forma il nuovo Ccnl dell'Area Sanità, il contratto nazionale dei medici riferito al triennio dal 2025 al 2027. Oggi è previsto un incontro importante all’Aran - Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni - durante il quale l’Ente dovrebbe presentare ai sindacati il testo del nuovo accordo (la cui firma comunque non sarà immediata). Nell’attesa sono già filtrate diverse informazioni sulla bozza del nuovo contratto e sulle novità previste dal documento.
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Quello che devi sapere
Gli aumenti di stipendio
In primo luogo, c’è il tema legato agli aumenti di stipendio. Per il rinnovo del contratto sono stati stanziati 968 milioni di euro a regime, che permetteranno di portare la retribuzione fissa della dirigenza media ad aumentare di 240 euro lordi al mese in media. Aggiungendo a questa cifra gli stanziamenti aggiuntivi, si dovrebbe arrivare a circa 380 euro lordi mensili.
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Aumentano anche le indennità
La bozza prevede poi ulteriori cambiamenti dal punto di vista economico. Il nuovo contratto infatti dispone l’incremento dell’indennità di pronto soccorso per la dirigenza medica - stanziati a tale scopo 15 milioni di euro - e anche per l’indennità medico veterinaria - altri 362 milioni - a cui vanno aggiunti altri 8 milioni per l'indennità di specificità sanitaria.
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Cosa cambia in caso di aggressioni
Nella bozza presentata finora è previsto anche il patrocinio legale e l'obbligo di supporto psicologico per i professionisti vittime di aggressioni. Inoltre sarà possibile utilizzare ferie e riposi solidali per un periodo massimo di 30 giorni. Si tratta di 30 giorni in più rispetto a quelli per infortunio, che vengono messi a disposizione della vittima da parte dei colleghi con lo scopo di consentire un pieno recupero.
Gli scatti di anzianità
E ancora, un altro elemento del rinnovo del contratto è quello legato alle progressioni degli incarichi professionali. Il nuovo sistema punterebbe a garantire un processo più trasparente, maggiore valorizzazione delle competenze e tempi certi per l'attribuzione degli incarichi. Nel dettaglio, i sindacati hanno chiesto che il testo preveda il primo scatto di anzianità dopo tre anni dall’assunzione, il secondo dopo 5 anni e il terzo dopo 10 anni.
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La posizione di Aran sul contratto
L’incontro tra Aran e sindacati, come detto, è previsto per oggi e in questa occasione “capiremo a che punto siamo e potremo verificare concretamente se ci sono le condizioni per arrivare alla chiusura del contratto”, ha spiegato ieri al Messaggero il presidente dell'Aran, Antonio Naddeo. L’intenzione dell’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni, come detto, è quella di riuscire a sottoscrivere l’intesa prima della fine dell’autunno.
La posizione di Anaao Assomed
Sempre ieri Pierino Di Silverio, segretario nazionale di Anaao Assomed, ha detto a LaPresse che “il problema è chiaro: non possiamo sederci a un tavolo con troppe indecisioni su elementi importanti. La bozza è arrivata da pochissimo e la stiamo leggendo. Oggettivamente però posso dire che presenta ancora dei bias di cui dobbiamo parlare. Di certo la firma non è vicina”.
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“Vengano sciolti tutti i nodi”
“Dobbiamo lavorare ancora molto su alcuni elementi”, ha spiegato ancora Di Silverio. “Intanto c’è la questione delle carriere, poi c’è la parte inerente i fondi contrattuali, che ancora non ha trovato una soluzione. E ancora, c’è la questione dell’organizzazione del lavoro con l’articolo 27, che deve essere ancora aggiustata. Insomma, i temi da discutere ci sono e non sono pochi”. E sull’appuntamento di oggi ha ribadito che “ancora non c’è nulla di deciso: si sta, appunto, discutendo. E di certo posso ribadire che la firma del Contratto non è vicina”, auspicando che “vengano sciolti tutti i nodi, al più presto”.
La posizione di Cimo-Fesmed
Nelle scorse settimane sul tema era intervenuto anche Guido Quici, presidente della federazione Cimo-Fesmed. “La nostra intenzione è quella di chiudere il contratto dei medici e dei dirigenti sanitari 2025-2027 il prima possibile, ma diventa difficile farlo se continuiamo a ricevere bozze di testo peggiori delle precedenti”, aveva detto a inizio settembre. Il presidente dell'organizzazione sindacale aveva sottolineato che "la trattativa finora sia proseguita in un clima positivo e costruttivo", "ma non accetteremo che siano i medici a dover pagare il prezzo di un contratto che arretra sul piano normativo e non riconosce adeguatamente il loro lavoro".
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