Rossi Albertini e l'esempio del Dna: "Con la chiralità risolto un grosso mistero"

l Nobel per la Chimica 2026 è assegnato al francese Henri Kagan e al giapponese Kenso Soari per la scoperta dell'effetto non lineare dell'autocatalisi nella sintesi organica. Premiati i loro studi e scoperte sul fenomeno della chiralità.
In studio con Marco Dedola Valerio Rossi Albertini spiega in cosa consiste e perché è una scoperta importante: “Il premio Nobel per quest’anno è stato dato per lo studio di alcune molecole che si chiamano chirali, perché cheirós è la mano in greco ed è l’esempio classico. Abbiamo due mani sono sovrapponibili ma non sono identiche. È la prima volta che viene eseguita la sintesi, ma abbiamo un esempio straordinario di chiralità, è il nostro Dna. Il nostro Dna è un’elica. È come se il Dna fosse una mano sinistra, non esiste un Dna confrontabile con una mano destra. Immaginiamo che i ricettori che abbiano la stessa configurazione della mano sinistra: se le molecole che noi immettiamo sono, immaginiamo, dei guanti, allora soltanto i guanti sinistri potranno adattarsi alla molecola ricettrice, non potranno quelli destri. Ecco che abbiamo creato una simmetria, che in realtà è già presente in natura, per quello è un grosso mistero perché tutto quanto il Dna si è avvitato in un verso e non in un altro”.
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