Albania nel caos, le piazze contro Edi Rama

Le ruspe davanti all'ufficio del premier Edi Rama. Tolgono i sampietrini dal viale dei Martiri della Nazione, perché non diventino altri proiettili nelle mani dei manifestanti. Sassi, molotov e razzi pirotecnici contro gli agenti. Lacrimogeni, idranti e proiettili di gomma: è la risposta della polizia. A Tirana è guerriglia urbana da giorni.
Il governo parla di 272 feriti, 169 sono agenti. Gli arrestati sono 194. La polizia conta anche 388 denunciati.
Nel mirino ci sono ministeri, il Parlamento, la Corte suprema, una sede della Banca centrale e un commissariato. Perfino l'ingresso della nunziatura della Santa Sede.
La protesta è partita dagli studenti: rette alte, atenei fatiscenti, poco lavoro. E poi la corruzione.
Ma affonda le radici nella "rivoluzione dei fenicotteri". Le piazze contro il resort di lusso sull'isola di Sazan, legato a Jared Kushner, genero di Trump. La richiesta è una sola: le dimissioni di Rama. Rilanciata anche l'opposizione di Sali Berisha.
Il premier resta al suo posto. In un videomessaggio parla di una non precisata "mano straniera". Sostiene che nei giorni scorsi sia stato neutralizzato un drone esplosivo diretto al suo ufficio. Circostanza non verificata. In gioco, dice, c'è l'adesione all'Europa. Da Bruxelles la condanna delle violenze, mentre l'ambasciata Usa chiede moderazione. Nel 2018, il precedente: dopo un'altra rivolta studentesca, Rama fu costretto a sostituire otto ministri.
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