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Tuesday, October 13, 2026

Giovanni Allevi ricorda la morte della sorella: "È dentro di me, le dedico una sinfonia"

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La diagnosi di mieloma e la morte della sorella a poche settimane di distanza. Per tre anni Giovanni Allevi ha tenuto dentro di sé un dolore che non riusciva a trasformare in lacrime. Nel giugno 2022 gli era stato diagnosticato un mieloma; poche settimane dopo, il 18 luglio, aveva perso la sorella Stella, con cui condivideva un legame profondissimo. Due ferite ravvicinate, una battaglia contro la malattia e l'assenza improvvisa di una delle persone più importanti della sua vita. Ora quel silenzio prende forma in una sinfonia, Lost Time Symphony, dedicata a Stella, che dà voce a ciò che per troppo tempo è rimasto inespresso.

"La sua voce io la sento dentro nel cuore, il dialogo non si è mai interrotto", ha raccontato Allevi in un'intervista al Corriere della Sera. La Lost Time Symphony, la sua nuova composizione, nasce proprio dal bisogno di dare un'espressione a una sofferenza rimasta a lungo compressa e dal tentativo di ritrovare attraverso la musica il filo di un rapporto che la morte non ha cancellato.

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La diagnosi di mieloma e la morte di Stella

 Il 2 giugno 2022, al termine di un concerto a Vienna, Allevi avverte dolori fortissimi. Gli accertamenti portano alla diagnosi di mieloma, la malattia con cui convive da allora. Poco più di un mese dopo, la tragedia familiare: Stella viene trovata senza vita nella sua abitazione ad Ascoli Piceno, a 57 anni. "In pochi giorni ho conosciuto il buio, l'esistenza nella sua veste più cruda", ha raccontato il compositore.

Allevi non ha voluto entrare nei dettagli della morte della sorella, scegliendo di proteggere la riservatezza della vicenda, ma ha preferito parlare di chi era Stella: quattro anni più grande di lui, musicista di talento, appassionata di Beethoven, filosofa esperta di bioetica e amante della letteratura, da Baudelaire in poi. Soprattutto, era una presenza quotidiana. I due si sentivano ogni giorno e condividevano un'intesa che andava oltre gli affetti familiari. Stella era stata al suo fianco anche nei momenti difficili della carriera, quando il mondo accademico contestava la sua musica, considerandola troppo vicina al pop. Il suo sostegno gli aveva permesso di affrontare le critiche e guardare oltre il giudizio degli altri.

Te anni di dolore trattenuto

 La reazione di Allevi alla morte di Stella è stata inizialmente quella di chi tenta di mantenere il controllo mentre affronta una situazione più grande delle proprie forze: "Tra lo sgomento della sua perdita e il mio tumore non ho versato una lacrima, poi il dolore si è manifestato in questa sinfonia" ha raccontato. Per lungo tempo, la sofferenza non è riuscita a trovare una via d'uscita. Il compositore ha ricordato anche il confronto con una psichiatra dell'Istituto dei Tumori, dove era in cura. Quando lei gli chiese come stesse, lui continuò a rispondere che andava tutto bene. La specialista, però, intuì che dietro quelle rassicurazioni si nascondeva una situazione emotiva pericolosa e lo mise in guardia dal rischio di precipitare in un baratro.

Il rimpianto più grande

 Nel racconto di Allevi, il ricordo di Stella non è fatto soltanto di assenza e sofferenza. Ci sono anche le immagini di un'infanzia spensierata, quando i due giocavano all'aperto, si arrampicavano sugli alberi e suonavano il pianoforte a quattro mani. Sono frammenti di felicità che riaffiorano nella nuova sinfonia, intrecciandosi con la consapevolezza di non poter tornare a quei giorni. C'è poi una frase che il compositore pronuncia con particolare intensità, rispondendo alla domanda sui rimpianti: "Non aver detto a mia sorella 'ti voglio bene'".

Lost Time Symphony come liberazione dal dolore

 La nuova composizione dura appena dieci minuti ed è costruita come un unico movimento. Allevi ha spiegato al Corriere della Sera di essersi ispirato alla riflessione di Marcel Proust sul tempo perduto e sulla capacità delle sensazioni di riportare alla luce ciò che sembrava lontano: "La musica è stata la mia Madeleine. Ha aperto un interruttore dentro di me".

Dopo il debutto in Germania, l'opera arriva in Italia mercoledì 14 ottobre alla Sala Verdi del Conservatorio di Milano. Sarà eseguita dalla NWD Philharmonie, diretta da Jonathan Bloxham, nell'ambito della stagione concertistica della Fondazione La Società dei Concerti. Per Allevi si tratta di un ritorno particolarmente significativo, perché proprio quella sala rappresenta una delle prime porte aperte nella sua carriera.

Il nuovo rapporto col dolore

 "Sono uscito da questo buio con un amore sconfinato per la vita" ha affermato poi il compositore che ha anche ricordato una donna incontrata all'Istituto dei Tumori, in attesa di cure per il figlio di nove anni. Quando la donna si è messa a piangere, Allevi l'ha abbracciata e ha pianto con lei. Un momento che gli ha fatto comprendere quanto la propria esperienza lo abbia reso più capace di avvicinarsi al dolore altrui: "Il dolore aumenta la consapevolezza del dolore degli altri" ha aggiunto. 

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