Gli addii diversi di Ronaldo e Messi: Jesus riapre a CR7, Leo saluta l'Argentina

Il Portogallo senza Cristiano Ronaldo sa solo vincere: 1-2 in Norvegia con CR7 in panchina per tutta la partita e poi, dopo la sua decisione di abbandonare il ritiro, 2-4 in Danimarca 2-1 e 2-1 a Oporto di nuovo contro la Norvegia: risultati che hanno permesso alla squadra lusitana di staccare per prima il "pass" per i quarti di finale di Nations League.
Jorge Jesus, però, ha riaperto la porta della nazionale alla leggenda portoghese: "Non so cosa possa decidere Cris - ha detto il ct -, ma per me non è mai stato un caso. Ci sono principi, come allenatore, che considero non negoziabili, ma siccome non c'è stato nulla di particolare per quanto riguarda la mia autorità, per me Cris nella prossima finestra sarà convocabile se starà giocando all'Al Nassr".
Secondo Jesus, la questione è stata esasperata solo perché Ronaldo rappresenta un simbolo: "Una delle cose che gli ho detto è che non poteva smettere di giocare in Nazionale ai Mondiali perdendo e piangendo. Doveva chiudere la sua esperienza in Nazionale giocando, e per questo ha giocato nella prima partita all'Alvalade e doveva giocare a Oporto. Lui sa che finirà, che non durerà per sempre, ma mi piacerebbe che concludesse la sua esperienza in Nazionale come vuole lui. Sarà lui a decidere".
Dall'altra parte del mondo, intanto, Lionel Messi si appresta a concludere il suo lungo viaggio con l'Argentina dando l'addio alla nazionale nell'amichevole contro il Benin in programma allo stadio Monumental di Buenos Aires nella notte italiana tra mercoledì e mercoledì.
Alla sua ultima partita - in cui comunque avrà la possibilità di ritoccare un'ultima volta i suoi record - Messi arriva con uno score di 125 gol e 68 assist in 207 partite, avendo conquistato un Mondiale, due Coppe America e la Finalissima. Nel suo curriculum anche altre due finali mondiali perse, quella del 2014 contro la Germania e l'ultima, quella giocata tre mesi fa contro la Spagna e conclusa tra le lacrime.
Messi, che resta sotto contratto con l'Inter Miami fino al 2028, ma dopo la morte (due mesi fa) del padre Jorge, ha rivelato che potrebbe appendere le scarpette al chiodo prima del previsto. Intanto, però, è pronto a prendersi l'abbraccio del suo Paese: allo stadio sono attesi 85.000 spettatori, i biglietti sono andati esauriti dopo 4 minuti dalla messa in vendita. Ci saranno tanti ex compagni di squadra, verranno proiettati video celebrativi, e a fine partita è previsto che la "Pulce" prenda il microfono per un saluto finale.
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