Cosa succede se il Papa è ricoverato, come vengono prese le decisioni del Capo dello Stato Vaticano

Mercoledì mattina la celebrazione eucaristica nella Basilica di San Pietro a conclusione dell'Incontro internazionale in occasione dei dieci anni dalla pubblicazione di Amoris Laetitia sarà presieduta dal cardinale Luis Antonio Tagle, decano del Collegio cardinalizio, che sostituirà Papa Leone XIV il cui ricovero è in programma da martedì al Policlinico Gemelli. Ma oltre a questi impegni che, per forza di cose devono essere sospesi per il Papa, cosa cambia nella gestione dello Stato Vaticano?
Il ricovero in ospedale in attesa dell'intervento per rimuovere il nodulo polmonare, non sospende le prerogative del Papa né trasferisce automaticamente i suoi poteri a un'altra autorità della Chiesa. Anche quando deve sottoporsi a un intervento chirurgico o affrontare una degenza prolungata, il Pontefice resta titolare del proprio ufficio e puo' continuare a esercitarlo nei limiti consentiti dalle condizioni di salute.
La storia recente offre diversi precedenti, da Giovanni Paolo II a Benedetto XVI fino a Francesco, che affrontarono ricoveri e operazioni senza che questo comportasse una sospensione del pontificato. La questione torna d'attualita' con le notizie sulla salute di Leone XIV e invita a distinguere la capacita' concreta di svolgere determinate attivita' dalla titolarita' dell'ufficio pontificio. Quest'ultima viene meno con la morte o con una rinuncia validamente presentata, non per il semplice fatto di essere ricoverati
Il precedente più noto è quello di Giovanni Paolo II, ricoverato al Policlinico Gemelli dopo l'attentato del 13 maggio 1981 e sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Wojtyla tornò più volte nella struttura romana, anche per affrontare altri problemi di salute, senza rinunciare alle proprie prerogative. Il Gemelli divenne un riferimento durante un pontificato segnato da interventi, cadute e dal progressivo indebolimento fisico degli ultimi anni. Anche Benedetto XVI fu ricoverato durante il pontificato: il 17 luglio 2009 venne operato all'ospedale regionale Umberto Parini di Aosta per una frattura scomposta del polso destro, conseguenza di una caduta nella residenza estiva di Les Combes.
Bergoglio, a sua volta, affrontò diversi ricoveri al Gemelli, compreso quello del luglio 2021 per un intervento al colon e la lunga degenza del 2025 per una polmonite bilaterale. In tutti questi casi, l'assistenza medica e la necessità di ridurre gli impegni non comportarono un trasferimento dell'ufficio pontificio.
Un precedente particolare riguarda però Giovanni Paolo II e il cardinale Paolo Bertoli, allora camerlengo di Santa Romana Chiesa. In vista del viaggio apostolico in Polonia del 2-10 giugno 1979, che avveniva in un contesto internazionale molto delicato, il Pontefice gli affidò alcune facoltà per far fronte a eventuali necessità durante la propria assenza. Si trattava di competenze circoscritte, da esercitare secondo le condizioni stabilite, e non di un trasferimento generale dei poteri pontifici. Il caso aiuta a chiarire anche il ruolo del camerlengo, che non diventa automaticamente vicario del Papa durante un ricovero. Le sue funzioni riguardano soprattutto l'amministrazione dei beni temporali della Santa Sede e gli adempimenti previsti quando la Sede diventa vacante.
Non esiste infatti una reggenza automatica in caso di malattia del Pontefice, né una procedura generale che trasferisca a un altro cardinale l'intero governo della Chiesa in caso di incapacità prolungata. Il principio resta quindi quello della continuità dell'ufficio: un Papa ricoverato rimane titolare delle proprie prerogative, pur potendo delegare singole attività o affidare compiti specifici ai suoi collaboratori.
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