Il racconto del pilota-eroe: "Se non avessi avuto coraggio 170 sarebbero morti"

Le autorità israeliane interrogheranno il copilota che mercoledì scorso, 30 settembre, avrebbe tentato di far precipitare il volo 1073 della Flydubai diretto da Dubai a Tel Aviv. Lo scrive Reuters citando fonti informate. Ieri il copilota è stato trasferito dall'Arabia Saudita, dov'era atterrato l'aereo, negli Emirati Arabi Uniti. Un rappresentante del governo di Israele ha riferito che gli investigatori israeliani dovrebbero prendere parte all'indagine condotta dagli Emirati, affiancando le autorità locali nel tentativo di ricostruire l'accaduto ed esaminare le motivazioni e il profilo del sospettato. La fonte non ha voluto specificare quale agenzia o autorità israeliana parteciperà all'interrogatorio. Il Ministero degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti non ha risposto nell'immediato a una richiesta di commento sulla possibilità che funzionari israeliani interroghino il copilota.
Proseguono le indagini per far chiarezza dunque sulla matrice di quello che è subito apparso un attentato sventato dall'intervento del comandante indiano dell'aereo, Smit Machchar, considerato un eroe dal presidente Trump. Pilota da 17 anni e comandante da 11, Smit Machchhar ha raccontato al premier indiano Modi, che si è collegato online con l'ospedale dove è ricoverato, di essersi reso conto che l’aereo stava precipitando mentre giaceva ferito nella cabina di pilotaggio, di cui è riuscito a sbloccare la porta, consentendo agli altri passeggeri a bordo di intervenire per riprendere il controllo del velivolo. «Sapevo che era la mia ultima possibilità e che la porta era proprio lì», ha raccontato. «Stavo ancora subendo dei colpi, ma ho semplicemente aperto la porta e tutti sono entrati». Il signor Modi ha affermato che il suo «immenso coraggio» ha permesso di evitare «una grande tragedia».Gli israeliani cercano la pista iraniana, convinti che ci sia la mano di Teheran dietro l'attacco al volo, composto in maggioranza da passeggeri israeliani, che partito da Dubai avrebbe dovuto arrivare a Tel Aviv ma che il copilota omanita, un islamista radicalizzato pare, voleva dirottare e far precipitare in un attentato suicida, sventato grazie all'intervento del comandante indiano che ha dovuto subire colpi di coltello finendo in condizioni serie in ospedale.. "Non potevo lasciare che 170 persone morissero" avrebbe affermato dall'ospedale Machchar al premier indiano Modi che ha voluto collegarsi con lui per complimentarsi dell'impresa. Un'impresa per la quale il comandante indiano ha incassato anche gli elogi del premier israeliano Netanyahu. L'aereo non si è schiantato anche grazie l'intervento di altre quattro persone che si sono avventate contro il copilota omanita e d è poi atterrato in emergenza nell'aeroporto di Tubak in Arabia Saudita. I 170 passeggeri sono poi stati evacuati da Tobuk su un altro aereo Flydubai che li ha riportati a casa a Tel Aviv.
L'altro eroe della vicenda è stato un idraulico israeliano, Yaniv Hayon, l'uomo che ha preso il controllo della cabina di pilotaggio del volo dopo che il pilota omanita aveva accoltellato il comandante e tentato di far precipitare l'aereo. Netanyahu ha voluto incontrarlo, così come l'ambasciatore USA in Israele Mike Huckabee, mentre il presidente Isaac Herzog ha promesso la medaglia al valor civile agli altri tre israeliani che con Hayon hanno bloccato il pilota,.
Il premier indiano Modi online con il comandante eroe Machchar in ospedale (Tg1)
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