Ucraina. Il pg Kravchenko, coinvolto nello scandalo call center, mette sotto inchiesta gli organi anti-corruzione. Poi vola all’estero
Non c’è pace per il sistema giudiziario dell’Ucraina, paese che punta sulla carta a entrare nell’Unione europea. L’ultimo terremoto è legato a due avvisi di garanzia. Uno per Semen Kryvonos, capo dell’Autorità nazionale anti-corruzione (Nabu). L’altro per “una persona a lui vicina”. Li ha firmati Ruslan Kravchenko, il dimissionario procuratore generale coinvolto nell’inchiesta “Cartagine” condotta dalla Nabu e dalla Procura speciale anti-corruzione (Sapo) che la scorsa settimana ha portato in carcere uno dei suoi vice. Kravchenko ha potuto firmarli in virtù del fatto che il Parlamento non si era ancora espresso sulle sue dimissioni e lo ha fatto poco prima di lasciare l’Ucraina, ufficialmente per un “viaggio di lavoro”.
L’ultima puntata dello scontro tra Kravchenko, scelto e nominato il 21 giugno 2025 da Volodymyr Zelensky, e gli organi anti-corruzione, che più volte nell’ultimo anno hanno messo a dura prova i governi di Kiev con le loro inchieste, si è consumata questa mattina. Alle 7 italiane il procuratore generale ha postato un video su Telegram. “La cosiddetta Operazione Cartagine non era diretta solo contro di me – ha detto -. Il suo vero obiettivo era quello di ottenere l’accesso agli atti dei procedimenti penali in atto contro i dirigenti e i dipendenti della Nabu e della Sapo. E dopo, di rimuovere il procuratore generale e bloccare l’adozione di decisioni procedurali in questi casi…”. “La Procura generale – ha proseguito Kravchenko – sta gestendo decine di procedimenti penali nell’ambito dei quali vengono indagati reati gravi e particolarmente gravi commessi da dipendenti della Nabu e della Sapo (…). Sulla base delle prove raccolte, ho firmato l’avviso di garanzia contro il direttore della Nabu, Semen Kryvonos”.
Un’ora più tardi, alle 8 in punto, Kravchenko ha pubblicato le foto dei due provvedimenti, uno dei quali che mira a colpire la stessa nomina di Kryvonos alla guida della Nabu. Secondo le accuse, nell’aprile 2008 Kryvonos avrebbe partecipato a un piano per fare propaganda elettorale illegale pagando studenti dell’Università nazionale linguistica di Kiev e dell’Università nazionale Taras Shevchenko, sempre nella capitale. Nel video pubblicato da Kravchenko si parla di 90.000 grivne (1.750 euro secondo il cambio attuale) consegnate a Kryvonos e a un complice, destinate a corrompere gli studenti. Il procedimento, ricorda lo stesso filmato, fu chiuso nel 2010 ma secondo Kravchenko questa storia riemerse quando Kryvonos partecipò alla selezione per diventare direttore della Nabu.
Durante il colloquio sostenuto dinanzi alla commissione che doveva confrontare i profili dei candidati, prosegue il procuratore generale, un commissario contestò a Kryvonos che tra il 2008 e il 2009 egli era stato ricercato in relazione alla consegna di 15.000 grivne ad alcuni studenti affinché votassero per il BYuT, il Blocco Julija Tymošenko. Kryvonos rispose che il procedimento era una montatura politica nata dopo una sua protesta organizzata nel 2007 insieme ad altri studenti, contro l’amministrazione universitaria. Negò di aver comprato voti, disse di non sapere di essere ricercato e di non essersi mai nascosto per evitare la giustizia.
Qui arriva la seconda accusa. Sapendo di aver sospesa sul proprio capo una responsabilità penale che avrebbe potuto compromettere la sua nomina alla guida dell’Autorità nazionale anti-corruzione, Kryvonos avrebbe escogitato un sistema per ottenere l’amnistia: adottare un bambino. Il direttore capo della Nabu avrebbe convinto una madre single (che nei documenti è indicata con lo pseudonimo di “Reya“) a presentare una domanda congiunta all’Ufficio di Stato Civile per il riconoscimento di paternità del figlio della donna da parte di Kryvonos, con la successiva emissione di un falso certificato di nascita che lo indicava come padre del piccolo. A quel punto il magistrato anti-corruzione avrebbe “presentato una richiesta di amnistia al Tribunale distrettuale di Holosiivskyi a Kiev allegando il falso certificato e affermando di avere un figlio minorenne a suo carico”.
Nel pomeriggio Kryvonos ha detto di non aver ricevuto alcun “avviso di sospetto”, secondo la terminologia dell’ordinamento ucraino. In una nota congiunta i due organi anti-corruzione hanno risposto parlando di un attacco che “non è cominciato oggi. La sua fase attiva è iniziata la scorsa estate, quando uno degli obiettivi principali era il tentativo di subordinare la Nabu e la Sapo alla Procura Generale”. Il 22 luglio 2025 la Verkhovna Rada aveva approvato una legge che limitava l’indipendenza dei due organi, sottoponendoli di fatto al controllo della Procura federale, e solo le prime proteste di piazza dall’inizio della guerra e l’intervento dell’Ue avevano costretto Zelensky a ritirarla.
Nel primo pomeriggio il leader ucraino ha rimosso dall’incarico Kravchenko con un decreto presidenziali e diversi commentatori hanno fatto notare che le sue dimissioni risalgono al 7 settembre: il procuratore generale, sostengono, avrebbe avuto così il tempo di preparare il contrattacco contro Nabu e Sapo, per poi lasciare indisturbato l’Ucraina.
Sì, perché in tutto ciò Kravchenko è espatriato. “Attualmente mi trovo all’estero per un viaggio di lavoro, nell’ambito del quale sono previsti diversi incontri, durante i quali intendo informare i partner internazionali sulla reale situazione degli organi anticorruzione”, ha confermato il magistrato su Telegram, facendo poi trapelare che si sarebbe recato a Parigi per 5 giorni “per partecipare alle audizioni dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (PACE) sui bambini ucraini”. M il suo nome non figurerebbe nell’agenda dei relatori. Secondo Ukrainska Pravda, Kravchenko si troverebbe in Lituania. Sua moglie, invece, avrebbe attraversato il confine e ora sarebbe in Moldova.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.