“A Brescia facevamo delle iniezioni endovenose rosa. Al Milan i medici davano delle pasticche. Ogni tanto le prendevo: dicevano fossero vitamine”: la rivelazione di Raducioiu
“A Brescia facevamo delle iniezioni endovenose di un liquido rosa. Non ho mai capito bene che cosa fosse”. A parlare è Florin Raducioiu, ex calciatore rumeno e oggi opinionista sportivo, che negli anni ’90 ha anche giocato in Serie A con le maglie di Bari, Verona, Brescia e Milan. Nel corso di un’intervista a La Gazzetta dello Sport, Raducioiu ha parlato anche di iniezioni e pasticche prese nel corso delle sue esperienze italiane. “Nessuno era obbligato a farle. I medici dicevano che erano sali minerali e la seduta durava circa mezz’ora”, ha svelato l’attaccante, soprannominato il “Van Basten dell’est” per le sue caratteristiche tecniche.
Al Brescia, le iniezioni endovenose, al Milan le pasticche. A parlarne è lo stesso Raducioiu, che ha spiegato: “Al Milan, invece, i medici davano a chi voleva delle pasticche. Ogni tanto le prendevo: mi dicevano che erano vitamine. Pareva che aumentassero il fiato durante la partita”. Inevitabile così chiedergli se sia mai stato sottoposto a controlli antidoping: “A Brescia, Bari e Verona venivano spesso i commissari antidoping dopo le partite e molte volte ero io il prescelto. Non ho mai avuto problemi”. Non la prima volta che Raducioiu manifesta dubbi del genere. Lo aveva fatto anche parlando della morte di Vialli. “Dobbiamo chiederci perché si verificano queste morti premature, in un’età piuttosto giovane”, aveva detto.
Un giocatore che ha sempre vissuto la sua vita da calciatore al limite e che – ammette – ha spesso sperperato soldi: “Da giocatore ho sicuramente avuto dei vizi. Al Monaco andavo pazzo per il vino: compravo bottiglie da 10mila euro, facevo cene di lusso a Montecarlo. Vivevo da pensionato, un po’ me ne pento. Potevo risparmiare qualche soldo e investirlo. Erano tempi in cui guadagnavi 80mila euro al mese, all’epoca erano tantissimi. Voglio precisare che ora sto comunque bene economicamente“. Vino, vizi e anche donne, spiega Raducioiu: “A Milano facevamo le feste all’Hollywood quando si poteva, Maldini era il più ambito. A Verona, invece, persi la testa per una fotomodella romena. Avevo 21 anni, ero bello e ricco (ride). Ero un personaggio da circo. Quella relazione durò un anno e non mi manteneva lucido durante le partite. A fine anno retrocedemmo”.
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