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Monday, September 14, 2026

Dalla riserva nei concorsi pubblici al calo degli inattivi: gli effetti del servizio civile universale

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Un anno di servizio alla comunità che, a distanza di dodici mesi, si traduce con maggior frequenza in un contratto di lavoro o in un posto vinto al concorso pubblico. È quanto emerge dalla seconda indagine sugli esiti del Servizio Civile Universale, promossa dal ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, attraverso il Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio civile universale, e realizzata alla fine del 2025 su un campione di 8.975 giovani, pari al 17,4% dell’universo di riferimento - tutti ex volontari che hanno concluso l’esperienza da oltre un anno.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La riserva dei posti nei concorsi pubblici

Il dato più concreto riguarda la riserva del 15% dei posti nei concorsi pubblici, introdotta dalla legge n. 74 del 21 giugno 2023 per chi ha completato il Servizio civile universale senza demerito. A due anni dall’entrata in vigore della norma, l’85% degli intervistati dichiara di conoscerla, ma solo il 13% l’ha già utilizzata partecipando a un concorso. Su 1.181 giovani che hanno fatto ricorso alla riserva, 302 - il 25,6% - sono risultati vincitori del concorso per cui l’avevano attivata.

Il calo dell’inattività

Sul fronte occupazionale, il 46% degli intervistati dichiara di trovarsi in una condizione lavorativa a un anno dalla fine del servizio. Il cambiamento più netto riguarda però l’inattività, crollata dal 3% rilevato nel 2024 allo 0,4% nel 2025. Anche la qualità dei contratti cambia: calano le forme più precarie - tempo determinato, lavoro occasionale, collaborazioni senza partita Iva - mentre i contratti a tempo indeterminato salgono dal 13,5% del 2024 al 18,1% del 2025.

La ricerca del lavoro

Alle competenze acquisite durante il servizio i giovani riconoscono un peso specifico nella ricerca di lavoro: il 72% le ritiene utili ad aumentare le proprie opportunità occupazionali. Un dato che l’indagine legge anche in chiave di consapevolezza civica: per il 35,8% degli intervistati il Servizio civile ha rafforzato la percezione del proprio ruolo nel miglioramento delle condizioni di vita della comunità di appartenenza; per il 29,5% ha spinto verso una maggiore partecipazione ad attività di solidarietà e sostegno a persone in difficoltà. Rispetto alle forme tradizionali di volontariato, l’indagine segnala inoltre una crescita delle attività orientate alla promozione e alla tutela dei diritti dei cittadini.

«Servizio civile universale esperienza che lascia un segno concreto»

«Il Servizio civile universale è un’esperienza che lascia un segno concreto nei ragazzi e nelle ragazze che decidono di dedicare un anno della loro vita al servizio della comunità», ha dichiarato il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, sottolineando come «il dato sulla riserva nei concorsi pubblici» e «la crescita dei contratti a tempo indeterminato al termine dell’esperienza del Servizio» siano tra gli indicatori più significativi della seconda indagine.

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