Nasce la Carta di Firenze per le Foreste

Sono una ventina di enti pubblici, società scientifiche e associazioni del terzo settore i primi firmatari del documento programmatico, presentato da FSC Italia. L'impegno a tradurre la gestione forestale in azioni concrete contro il cambiamento climatico e a favore dell'economia circolare
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Non c’è comunità senza foreste e Firenze ne è una chiara testimonianza storica. In occasione dei 25 anni di Fsc Italia, ong che promuove la gestione forestale responsabile (celebrati nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio con l’evento "Radici comuni - Un patto tra comunità e foreste"), è stata presentata ufficialmente la Carta di Firenze per le Foreste, un documento programmatico volto a rinnovare la tutela, la gestione e il valore strategico del patrimonio forestale italiano. La Carta mette in luce un legame indissolubile e millenario: le travi delle basiliche fiorentine, i ponteggi per la costruzione della Cupola del Duomo e i soffitti a cassettoni dello stesso Salone dei Cinquecento provengono storicamente dai boschi del Casentino e dell'Appennino, i cui tronchi furono trasportati lungo l'Arno. Una grandezza, quella del Rinascimento, nata non solo dall'ingegno artistico, ma anche da una gestione sapiente e sostenibile delle risorse naturali.
Le parole di Giuseppe Bonanno, direttore di Fsc Italia
A cosa è ispirata la Carta
La Carta richiama l'eredità spirituale e pratica del territorio, citando anche le antiche regole dei monaci di Camaldoli racchiuse nel celebre Codice Forestale Camaldolese, gli statuti delle comunità appenniniche e la storica attenzione degli Stati pre-unitari — come i catasti dedicati della Repubblica di Venezia dal Cansiglio al Cadore. Un filo conduttore che nel 1869 portò alla nascita a Vallombrosa della prima scuola forestale dell'Italia unita, ponendo le basi per la moderna scienza forestale oggi radicata nelle università e nei centri di ricerca nazionali. Il documento non si limita a celebrare il passato ma guarda al futuro, tracciando una precisa serie di impegni differenziati per tutti gli attori della società. Consultabile nel sito pubblico fsc-italia.it/radici-comuni/carta-firenze-per-le-foreste/, la Carta rappresenta un documento vivo e una piattaforma di cooperazione nazionale, e traduce i principi ideali in impegni secondo la natura e la missione di ciascun sottoscrittore.
Le parole di Maria Rita Gallozzi, presidente di Fsc Italia
I valori della Carta
Istituzioni pubbliche e territoriali si impegnano a integrare il riconoscimento dei benefici ecosistemici forestali nei propri strumenti di pianificazione e, nelle politiche di acquisto, ad adottare criteri di sostenibilità e tracciabilità fondati su certificazioni riconosciute o strumenti equivalenti, nel rispetto delle norme sulla concorrenza e sugli appalti, e a promuovere il rapporto tra aree urbane e territori forestali di riferimento. Parchi e aree protette: si impegnano a valorizzare la gestione forestale responsabile come strumento di conservazione attiva e a fare dei propri territori laboratori di misurazione e riconoscimento dei benefici ecosistemici.
Università ed enti di ricerca: si impegnano a sviluppare conoscenza, metriche e strumenti di verifica dei benefici ecosistemici, e a formare le competenze necessarie alla gestione responsabile. Professionisti e ordini professionali: si impegnano a mettere le proprie competenze al servizio della pianificazione e della gestione forestale responsabile, a curarne il costante aggiornamento e a garantire la qualità tecnica delle scelte che riguardano il patrimonio forestale e l'uso circolare dei prodotti che ne derivano. Associazioni ambientaliste e culturali: si impegnano a promuovere una cultura forestale fondata su rigore e verificabilità, contrastando le semplificazioni opportunistiche. Imprese della filiera: si impegnano alla tracciabilità e alla provenienza responsabile lungo la catena di custodia. Cittadini: si impegnano a scelte di consumo e fruizione consapevoli.
La vicesindaca di Firenze: "Storico legame della città con foreste"
“Il legame di Firenze con le foreste - ha commentato la vicesindaca del Comune di Firenze Paola Galgani - è un legame che torna indietro nei secoli. Parte dal passato, si misura con il presente e quindi con il rapporto fra l'area urbana e ciò che le sta intorno per provare a costruire il futuro. Siamo in una stagione in cui la crisi climatica è ormai chiara a tutti, in cui il rapporto fra la città e il suo ambiente circostante è strategico, anche per la città stessa per affrontare gli effetti della crisi climatica. Dobbiamo affrontare questa complessità partendo dalle conoscenze, dalle competenze e dal confronto. Un'occasione come quella di oggi, con i 25 anni di FSC, credo che serva anche a fare questo”.
Chi sostiene la Carta
I primi firmatari della Carta di Firenze sono: Comune di Firenze - Città Metropolitana di Firenze - Regione Campania - Regione Toscana - Regione Sardegna - Anci Toscana - Uncem - FAI Fondo per l'Ambiente Italiano - Club Alpino Italiano - Slow Food Italia - Università degli Studi di Firenze - Crea Foreste e Legno - Compagnia delle Foreste - Accademia Italiana di Scienze Forestali - Accademia dei Georgofili - Federparchi - Opera di Santa Maria del Fiore - FederlegnoArredo - ASviS - Cluster Italia Foresta Legno - Fondazione AlberItalia - Ordine e Fondazione Architetti di Firenze.
Questo rappresenta solo il primo passo. La Carta è infatti aperta alla sottoscrizione di chiunque ne condivida i principi, attraverso modalità digitali semplici gestite da FSC Italia. Per garantire che il documento rimanga un motore di cambiamento concreto, è stato istituito un tavolo di confronto periodico per fare il punto sugli obiettivi e condividere le migliori pratiche. Il primo incontro collegiale è già fissato entro i prossimi 12 mesi.
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