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Saturday, September 19, 2026

Prodi: “In Ue si fanno solo bei discorsi senza prendere decisioni. Se Afd prende l’Europa, è finita”

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Prodi: “In Ue si fanno solo bei discorsi senza prendere decisioni. Se Afd prende l’Europa, è finita”

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È da sempre convinto sostenitore della centralità dell’Europa, vissuta come baluardo a difesa della democrazia, dei diritti e della pace duratura dopo i conflitti mondiali. Ma a partire dalla crisi finanziaria, ha ripetutamente sottolineato come Bruxelles abbia perso progressivamente terreno, arrivando ad assumere posizioni deboli o asservite di fronte alle grandi superpotenze come Stati Uniti e Cina. E oggi Romano Prodi, ex premier e già presidente della Commissione Europea dal 1999 al 2004, riconosce apertamente quanto in Ue si facciano “bei discorsi e poi si fermano lì”. E guardando al successo di Afd in Sassonia-Anhalt, considera che se il partito “prendesse la maggioranza dell’Ue è finita”. Prodi, parlando a ‘Immagini, uno sguardo sulla attualità‘ su Radio24, è arrivato a criticare le istituzioni comunitarie partendo dall’intervento del premier Mark Carney davanti alla plenaria a Strasburgo, all’indomani dell’annuncio di Ottawa nuovo “membro associato dell’Ue”.

“Il problema dell’Europa, ed è stato tutto il discorso bello della von der Leyen, è che si fanno bei discorsi e poi si fermano lì, perché non sono capaci di mettere in atto le decisioni prese”, ha dichiarato l’ex Presidente del Consiglio. “Il discorso del premier canadese era perfetto, ha entusiasmato tutti. È stato ben proseguito nell’incontro durante il discorso alla von der Leyen. Però, voglio dire, qui il problema è di metterlo in atto. Cioè, deve essere concreto, deve essere sui fatti. Ad esempio, la proposta di avere in qualche modo legati, in modo istituzionale, il Canada e l’Unione Europea, non esiste la figura che veniva presentata. Bisogna quindi, secondo me, lavorarci dentro, sapere benissimo che è importante, perché altrimenti il Canada diventa una colonia degli Stati Uniti, che si allontana dall’Europa, però il passo da compiere è molto lungo e soprattutto gli europei non credo che siano molto entusiasti o d’accordo”. Il problema è il veto dell’unanimità del voto? “Il veto dell’unanimità, ma poi anche dove non c’è il veto – spiega -, è passato tutto verso il Consiglio. Cioè in poche parole, la Commissione è diventata un organo che fa proposte e poi si ferma lì e in secondo luogo la Commissione finisce con il rifugiarsi nel moltiplicare i regolamenti, le istruttorie, cioè tante cose di cui può avere la competenza e che in qualche modo sostituiscono gli aspetti che le sono già sfuggiti. Questo è il problema”.

Guardando invece alla Germania, alla vigilia del voto a Berlino e nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, commenta: “Se AFD prendesse la maggioranza dell’Unione Europea è finita semplicemente”. In questo caso, prosegue, “i valori vanno a farsi friggere, come si dice in linguaggio popolare, perché AFD ha altri valori. Però attenzione che queste elezioni sono un allarme elevatissimo, però riguardano tutta la Germania orientale che in un periodo con una particolare tensione, quasi un senso di inferiorità rispetto all’ex Germania occidentale, quindi non generalizziamoli anche se il pericolo si sta estendendo verso tutto il paese. Se AFD prendesse la maggioranza dell’Unione Europea è finita, semplicemente. Non posso fare altro commento perché questa è la realtà, è antieuropea, è massicciamente contro le istituzioni multinazionali, è nazionalista, è razzista, non c’è più nulla di Europa. Siccome la Germania non solo è la potenza economica più importante d’Europa, ma da quando è cominciata la guerra di Ucraina ha messo su un programma per cui diventerà la più grande potenza, ha detto il cancelliere stesso, sia militare che politica, se succede questo il problema, la risposta mia è molto semplice, è finita l’Europa, amen“.

Guardando invece all’Italia, giudica “assolutamente di buonsenso” la proposta di collaborazione avanzata dalla segretaria del Pd alla premier Meloni sul cambiamento climatico, mossa criticata da alcuni alleati di Schlein. “Proposte come quella di Schlein – ha affermato Prodi – devono avere un po’ delle esplorazioni precedenti, se no vengono prese sempre con sospetto. Il contenuto della proposta secondo me è abbastanza giusto perché abbiamo un’emergenza nazionale impressionante che tocca tutti, vediamo ad esempio come è stata questa emergenza, in fondo ha generato anche la proposta dell’abolizione del bollo, riguarda qualsiasi cosa. Quindi l’idea che possa essere affrontata in modo un po’ condiviso, secondo me venendo da un pericolo esterno, mi sembra buonsenso. Non lo so se sia stata preparata adeguatamente perché il rifiuto di queste offerte più spesso viene dal fatto che non sono state interpellate o interessate prima più che dal contenuto delle cose. Le alleanze sono un dialogo quotidiano, non sono il problema solo dei contenuti, questa è la politica vera”.

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