Putin vince senza avversari, pioggia di bombe ucraine sulla Russia

Elezioni in Russia, murale di Putin in un seggio elettorale a Donetsk (nell'Ucraina sotto controllo russo) - 20 settembre 2026
Voto in Russia, il partito di Putin verso una maggioranza di due terzi
Il partito di governo Russia Unita si avvia verso un'ampia maggioranza di due terzi alle elezioni per il rinnovo della Duma di Stato, le prime dall'inizio dell'offensiva su larga scala in Ucraina nel 2022.
Con oltre la metà delle schede scrutinate, la formazione vicina a Vladimir Putin attesta il proprio consenso al 57,8% dei voti, assicurandosi la facoltà di promuovere riforme costituzionali. Staccati i comunisti del KPRF (13,7%) e i nazionalisti del LDPR (8,7%), in una consultazione che ha visto l'esclusione di qualsiasi forza aperta d'opposizione o contraria al conflitto, come la lista Jabloko, ed estesa anche alle regioni ucraine annesse.
La giornata elettorale di domenica è stata funestata da un imponente attacco ucraino condotto con oltre mille droni, che ha provocato almeno due vittime nella regione di Mosca, colpendo una raffineria della capitale e un autobus nel Kherson occupato.
La Russia ha votato sotto le bombe ucraine, Putin vince senza avversari
Axios: Trump ha chiesto a Zelensky di fermare i raid contro le raffinerie russe
Doanld Trump ha chiesto ripetutamente a Volodymyr Zelesnky durante la loro ultima conversazione telefonica di fermare gli attacchi alle raffinerie russe. Lo riporta Axios citando alcune fonti. Trump e Zelensky, secondo quanto riferito da Kiev, si incontreranno a margine dell'assemblea generale dell'Onu.
Russia: partito di Putin in testa con il 57,3% dei voti con il 17,05% di schede scrutinate
Il partito del Cremlino, Russia Unita (RU), ha vinto le elezioni legislative svoltesi nel Paese negli ultimi tre giorni, ottenendo il 57,31% dei voti secondo i primi risultati ufficiali diffusi oggi. Il partito di governo - la cui campagna elettorale e' stata guidata dal presidente russo Vladimir Putin - ha raggiunto questo risultato nel voto proporzionale di lista, che assegna meta' (250) dei seggi della Duma, la camera bassa del parlamento (composta da 450 seggi in totale).
Secondo la Commissione Elettorale Centrale (CEC), che ha scrutinato il 17,05% delle schede, il Partito Comunista della Federazione Russa si e' piazzato al secondo posto con il 13,89% dei voti. Poi gli ultranazionalisti del Partito Liberal-Democratico di Russia con il 9,29% e i liberali di "Nuova Gente" con il 7,97%. Infine, "Russia Giusta" avrebbe un posto in parlamento come quinto partito, con il 5,09%.
Subito dopo l'annuncio dei primi risultati, il leader di RU, Dmitry Medvedev, ha dichiarato che "i cittadini del nostro Paese mantengono la fiducia nella principale forza politica". La CEC ha stimato un'affluenza alle urne superiore al 56% degli aventi diritto, superando i dati registrati nelle due precedenti elezioni legislative (2016 e 2021). Per quanto riguarda il voto elettronico - un meccanismo che secondo l'opposizione e' soggetto a frodi - RU ha ottenuto il 49,06% dei voti, seguita da "Nuova Gente" con il 15,42% e dai comunisti con il 12,26%.
Il ministro degli Esteri Sergey Lavrov ha espresso fiducia nel fatto che la linea diplomatica del Paese non cambiera' in seguito alle prime elezioni legislative tenutesi durante la guerra, affermando che la Russia ha respinto tutti i tentativi delle nazioni occidentali di interferire nel voto e di "dipingerlo come antidemocratico".
Intanto, il sindaco di Mosca Sergei Sobyanin ha dichiarato - dopo il piu' massiccio attacco di droni e missili contro la capitale dall'inizio del conflitto, avvenuto oggi - che Kiev "ha fatto di tutto per far fallire le elezioni", ma il risultato e' stato "esattamente l'opposto".
Yabloko, l'unico partito pacifista russo escluso dalla competizione elettorale per la quota proporzionale ha segnalato numerose irregolarita', in particolare riguardo all'impossibilita' per molti russi di utilizzare schede cartacee e all'obbligo di votare per via elettronica.
L'opposizione in esilio aveva esortato i russi contrari alla guerra a sostenere Yabloko nei collegi uninominali e qualsiasi partito in grado di sottrarre seggi a Russia Unita nel voto proporzionale, nell'ambito dell'iniziativa "Mezzogiorno contro la guerra", che prevedeva di recarsi alle urne oggi alle ore 12:00.
Secondo i sondaggi condotti dall'organizzazione non governativa Vesna, il partito che ha ottenuto piu' voti presso i seggi allestiti dai consolati russi all'estero e' stato Nuova Gente, seguito dai comunisti.
Zelensky: “Ho appena parlato con Trump, ci vedremo a New York”
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato su X di avere "appena parlato con il Presidente Trump. Una conversazione importante, e abbiamo affrontato molti temi. Abbiamo concordato di incontrarci a New York, e questo incontro potrebbe cambiare molte cose. C'è un momento diplomatico favorevole". Zelensky ha poi reso noto di avere "ringraziato il presidente per la visita di Steve Witkoff e Jared Kushner a Kiev. Abbiamo esaminato a fondo i dettagli chiave, e loro hanno visto di persona la situazione in Ucraina. La via della pace è la nostra priorità assoluta". "Ci sono idee per una de-escalation e per affrontare le questioni fondamentali di sicurezza - sicurezza energetica, sicurezza alimentare e la protezione della vita umana. Stiamo lavorando insieme al team americano e siamo pronti a intraprendere passi davvero seri", ha aggiunto il presidente ucraino, che ha poi ringraziato il presidente americano per aver firmato la legge sul disegno di legge Lindsey Graham. "Concordiamo tutti: deve esserci la pace. Grazie a tutti coloro che stanno con l'Ucraina! Grazie a tutti coloro che stanno aiutando!".
Mosca: oltre mille attacchi informatici sul voto
La presidente della Commissione elettorale centrale russa, Ella Pamfilova, ha riferito che sono stati registrati oltre 1.000 attacchi informatici di tipo DDoS contro le infrastrutture elettorali russe e 124 attacchi contro il sistema di voto elettronico da remoto.
Russia, il leader di Yabloko annulla la scheda e scrive: "Per la pace"
Il leader del partito pacifista russo Yabloko, escluso dalle liste proporzionali nelle elezioni parlamentari in corso nel paese, si è recato al seggio a San Pietroburgo. Come indicato dal partito, Nikolai Rybakov ha espresso il suo voto di protesta annullando la scheda con le scritte "Per la pace" e "Per un accordo di cessate il fuoco". Una foto che circola sui media indipendenti russi lo ritrae mentre inserisce nell'urna la scheda aperta, con gli slogan ben in vista.
"Seimila persone stanno morendo di fame a Oleshky occupata", chiese e organizzazioni religiose ucraine fanno appello per l'evacuazione
Il Consiglio panucraino delle Chiese e delle organizzazioni religiose, che riunisce ortodossi, cattolici romani e greco-cattolici, protestanti, musulmani ed ebrei, ha denunciato una “catastrofe umanitaria” nella città di Oleshky, occupata dalla Russia, nella regione di Kherson. Oleshky, si legge, “è sottoposta a un blocco umanitario e si trova sull’orlo di una catastrofe umanitaria. Le ultime forniture di generi alimentari in questa zona risalgono alla fine di maggio 2026, pertanto gli abitanti stanno morendo di fame e i militari russi impediscono loro di abbandonare la città. In base a diverse fonti, nella città di Oleshky e nell’area circostante potrebbero trovarsi ancora oltre 6000 persone, tra cui circa 200 bambini”, mentre “le infrastrutture essenziali della città sono di fatto distrutte e mancano le forniture di elettricità e gas”.
“Le autorità ucraine e le organizzazioni internazionali - prosegue il Consiglio - stanno cercando di concordare l’evacuazione degli abitanti della città, ma la parte russa sta sfruttando la catastrofe umanitaria per diffondere propaganda che costituisce una palese manipolazione e una menzogna. La Russia ha ripetutamente ignorato il diritto internazionale umanitario, esponendo gli abitanti della città di Oleshky a sofferenze e fame. Alla luce di quanto sopra, il Consiglio delle Chiese e delle Organizzazioni Religiosi dell’Ucraina (VRCiRO) si rivolge al Papa Leone XIV, al Consiglio Ecumenico delle Chiese, all’Alleanza Evangelica Mondiale, ad altri leader religiosi, ai rappresentanti delle diverse confessioni e alle organizzazioni non governative per i diritti umani, esortandoli a far sentire la propria voce e a utilizzare tutte le possibilità per salvare dalla morte per fame gli abitanti della città di Oleshky, esorta gli Stati membri dell’ONU e il Comitato Internazionale della Croce Rossa ad adottare le misure necessarie per l’organizzazione di una missione umanitaria volta all’evacuazione verso il territorio ucraino sotto il controllo delle autorità ucraine".
Tre acciaierie colpite a settembre, “l'Ucraina non ha più un'industria siderurgica”
A inizio settembre missili balistici russi hanno messo fuori uso le tre principali acciaierie rimaste in Ucraina, situate nei cuori industriali delle regioni di Zaporizhzhia e Dnipropetrovsk, causando la morte di 17 lavoratori. “A oggi, l’Ucraina non ha più un’industria siderurgica”, ha dichiarato al Financial Times Oleksandr Vodoviz, capo dell’ufficio del direttore generale di Metinvest, una società siderurgica e mineraria proprietaria di due dei tre impianti colpiti dai recenti attacchi.
A Mosca file in qualche seggio all'ora indicata dagli oppositori
In alcuni seggi in quartieri periferici e semiperiferici di Mosca file di elettori ai seggi, in particolare giovani, si sono formate a mezzogiorno esatto, l'ora per la quale alcuni esponenti dell'opposizione all'estero avevano fatto appello ai cittadini perché si recassero alle urne per farsi vedere in una forma silenziosa e non rischiosa di protesta contro il Cremlino. Secondo quanto constato dall'agenzia Ansa, in un seggio davanti all'ingresso del grande spazio espositivo Vdnkh, a nord del centro, si è formata una fila di alcune decine di persone, mentre fino a pochi minuti prima si registrava l'arrivo di un elettore ogni qualche minuto. Anche in un seggio in un quartiere sud-occidentale, a mezzogiorno si vedeva un assembramento di elettori in attesa. Quando una addetta all'organizzazione è uscita per invitare la gente a tornare a casa e votare online, un gruppo di giovani ha risposto 'no' in coro e la fila non si è mossa. Un seggio vicino, invece, risultava deserto. Nei giorni scorsi Yulia Navalnaya, la vedova dell'oppositore Alexei Navalny, morto nel 2024 in una colonia penale artica, e un altro noto oppositore all'estero, Ilya Yashin, aveva chiesto ai russi di recarsi in massa alle urne alle 12 precise di oggi. Un'iniziativa che doveva ricalcare quella del 'mezzogiorno contro Putin' indetta nelle presidenziali del 2024, nelle quali il capo del Cremlino venne riconfermato per un quinto mandato da presidente.
Volodymyr Zelensky rivendica gli attacchi sulle regioni di Mosca e Voronezh: "La Russia scelga la pace"
“Le nostre risposte a lungo raggio hanno avuto un impatto molto significativo nella regione di Mosca la scorsa notte. Sono stati colpiti uno dei principali impianti dell’industria petrolifera russa e una struttura logistica dell’aggressore. Si tratta di miliardi di dollari che alimentano la macchina da guerra. I sistemi utilizzati includevano FP-1, RZ-100, MICH-2000, Palianytsia, Vendetta, Liutyi, Bars, Flamingo, Sichen e Pelican. Ringrazio i nostri combattenti per la loro precisione: il Servizio di Sicurezza dell’Ucraina insieme alle Forze dei Sistemi senza Pilota, alle Forze Operazioni Speciali, all’Intelligence della Difesa dell’Ucraina e al Servizio di Intelligence Estero. Sono state inoltre imposte sanzioni a una struttura nella regione di Voronezh. Mosca deve porre fine alla sua guerra brutale e scegliere la pace invece di costruire anelli stratificati di difesa aerea a spese di altre regioni. Sono sul tavolo misure volte all’allentamento delle tensioni – in materia di sicurezza energetica e alimentare. Ciò che serve è la volontà politica”. Così sui social media il presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky.
Maxi raid in Russia, 1600 droni ucraini su Mosca
Il sindaco di Mosca, Serghei Sobyanin, ha accusato l'Ucraina di aver lanciato un attacco "senza precedenti" con "oltre 1.600 droni contro la Russia" con l'obiettivo di "sabotare le elezioni". Per il sindaco si tratta del "più grande attacco di droni nemici mai sferrato contro Mosca" che è stato, tuttavia "respinto". "Da ieri, oltre 1.600 droni sono stati respinti su tutte le linee del fronte scrive su Telegram Sobyanin.
Di questi, 450 erano diretti verso Mosca. Un ringraziamento alle forze di difesa aerea per il loro impegno. Tuttavia, diversi droni hanno raggiunto la raffineria di petrolio di Mosca e uno ha colpito un edificio residenziale. Non ci sono state vittime. Questo attacco senza precedenti era chiaramente pianificato per sabotare le elezioni. Il nemico ha fallito", conclude il sindaco.
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