ESPN DeportesLa "Fe" de Dave Roberts en sus estrellas lo tiene esperando un milagro para los DodgersInquirerNortheasterly winds, ITCZ to bring rains in PH on FridayDaily MaverickEXTREME WEATHER : Agriculture Minister sounds ‘super El Niño’ warning bell and calls for water restrictionsESPNWhat would a 24-team College Football Playoff bracket look like?RTP DesportoSporting assegura Ronda Principal, FC Porto afastado da `Champions` de andebolThe Jerusalem PostUS midterms could reshape support for Israel as anti-Israel sentiment grows among votersZDF heuteEntdecken Sie das ZDF-NachrichtenstudioThe South AfricanSt. Anne’s Diocesan College’s matric learner takes life before examsColliderAll 5 Zombie Movies of 2026, RankedBillboard‘BTS Recipe Book Volume 2’: K-Pop Superstars Break Down Even More of Their Favorite Korean DishesGlobal NewsFact Check: Elections Alberta restricts referendum scrutineers due to limited spaceMintTrump claims Iran's first- and second-string leaders are gone, questions who US is negotiating with
The Daily Newsstand · Free, Always
Thursday, October 15, 2026

L'offensiva di Meloni sulla flessibilità, sull'energia è scontro aperto in Ue

Translate

Capitolo uno, paragrafo nove delle conclusioni. Tema, gli Ets. Non è neanche arrivata l'ora di pranzo e il Vertice Ue si arena al primo intoppo. Sul tavolo non c'è solo il mercato di scambio di emissioni di Co2. C'è il concetto di strategia energetica in senso lato, in bilico tra chi non vuole arretrare dalla transizione Green e la spinta di chi, come Giorgia Meloni, chiede con crescente vigore un freno, o comunque delle eccezioni, alle politiche europee sulle rinnovabili. Lo stallo è durato praticamente tutto il giorno, lasciando aperto il testo delle conclusioni.

E apertissimo è anche il capitolo della flessibilità. La premier, il tema lo ha posto, precisando che considerare il caro prezzi come fattore esterno determinante, da parte della Commissione, sarebbe necessario, sia pur entro le regole fiscali. Ad appoggiarla in maniera aperta c'è stata solo la Grecia. E Ursula von der Leyen è tornata a sottolineare la necessità della cautela sui conti pubblici, spiegando, al tempo stesso, come l'unica misura "nel brevissimo periodo" possa essere la proroga del regime degli aiuti di Stato per la crisi energetica.

All'Europa Building l'impressione è che il vento delle campagne elettorali che impegneranno i principali Paesi europei sia già arrivato. I Nordici, che da tempo hanno fatto delle politiche green una bandiera, non hanno alcuna intenzione di cedere sul dossier. E perfino l'idillio tra la danese Mette Frederiksen e Meloni, su questo fronte, ha traballato. Germania e Francia si sono trasvestiti da mediatori. E hanno accelerato un percorso di convergenza che li porterebbe - mancano ancora le conferme ufficiali - ad un'intesa sul futuro dell'automotive che é destinata ad incidere sulle politiche Ue nei prossimi mesi.

Roma, sul fronte Ets, ha fatto asse con i Paesi Visegrad, chiedendo che nelle conclusioni vadano considerati degli aggiustamenti necessari per la crisi dell'energia senza deviare dagli obiettivi climatici. L'Italia non vuole smantellare l'Ets 1 né vuole rinviare ulteriormente gli Ets 2 (che riguardano immobili e trasporti, e scatteranno nel 2028), sapendo bene che la partita sarebbe persa. Anche perché, sul punto, non ha la sponda di Commissione, Berlino e Parigi. E delle tanti capitali convinte che la vera causa del caro energia sia la dipendenza dalle fonti fossili.

L'unico spiraglio, per Meloni, potrebbe essere puntare a "un'eccezione temporanea nazionale", sull'onda dell'eccezione iberica del 2023 con la quale l'Ue concesse a Spagna e Portogallo un price cap al prezzo dell'elettricità. Le tensioni, tra i 27, non si esauriranno con il Consiglio europeo di ottobre, a prescindere dalle conclusioni finali del summit. Con una postilla: l'eliminazione tout court del punto sugli Ets.

E sul bilancio pluriennale 2028-34 il clima non è certo più sereno. Meloni, prima di approdare al summit, ha riunito nuovamente il gruppo degli Amici della Coesione (17 Paesi in totale) facendo un passo avanti in vista delle fasi decisive del negoziato. E' stata redatta una dichiarazione comune per puntellare le condizioni senza le quali, per 'i coesionisti', non può esserci accordo. "Risorse sufficienti per affrontare tutte le priorità comuni, tutela della Pac sia sul piano delle risorse sia su quello delle regole di finanziamento, contribuzioni eque da parte degli Stati membri per le risorse proprie, no agli sconti sui contributi nazionali", i punti chiave rimarcati dalla premier. Roma vuole un bilancio "ambizioso" ma non vuole rimetterci.

Ma sul bilancio tutti i leader, di fatto, navigano a vista, restando sulle proprie posizioni. A cominciare da Friedrich Merz, che è tornato a chiedere nuovi - e netti - tagli al bilancio rispetto a quelli già messi in campo nella nuova proposta dalla presidenza irlandese. "Biosgna trovare l'intesa entro l'anno o non ci sarà spazio politico", ha avvertito Emmanuel Macron. Tradotto: 'Attenti, ma potreste vedervela con Marine Le Pen". Ma a Bruxelles l'idea che si arrivi ad un'intesa sul bilancio al summit di dicembre sta perdendo di giorno in giorno più concretezza. 

View the original on ANSA →

KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.