Iran, Axios: amministrazione Trump ha aperto canale segreto con i Pasdaran a maggio. LIVE
L'Iran ha messo una taglia sui soldati americani. Ad annunciarlo è stato il comandante dell'esercito iraniano Amir Hatami, specificando che "qualunque forza iraniana riuscirà a catturare o uccidere un aggressore americano, riceverà una ricompensa di 30.000 dollari".
Dopo il raid di Israele nel Sud del Libano, dove sono morte almeno 11 persone e altre 19 sono rimaste ferite, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha minacciato nuovi attacchi contro Hezbollah e chiunque colpisca soldati o cittadini israeliani. "Colpiremo con tutta la forza coloro che danneggiano i nostri soldati e i nostri cittadini", ha scritto su X.
Il Papa ha rinnovato all'Angelus da Castel Gandolfo il suo appello perché cessino "le ripetute violenze" contro i palestinesi in Cisgiordania e la richiesta "urgente" alla comunità internazionale di fare in modo che "progredisca la soluzione a due Stati per una pace giusta e duratura".
L'ultimo attacco israeliano in Libano ha registrato il più grave bilancio di vittime nel Paese dall'accordo per la riduzione delle ostilità siglato a giugno con Israele. Il portavoce dell'Idf ha confermato il raid, specificando però che è stato colpito il quartier generale dell'unità Radwan di Hezbollah e che nell'attacco sono stati eliminati il terrorista Ali Samir Al-Haj Hassan, comandante di battaglione dell'unità Radwan di Hezbollah e diversi altri terroristi". Intanto, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu accusa Hezbollah di usare scudi umani: "Hanno deliberatamente fatto entrare dei civili in quel complesso militare".
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Kushner ha incontrato al-Sisi, discussa tregua a Gaza
L'inviato del presidente statunitense e genero di Donald Trump, Jared Kushner, ha incontrato il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi per discutere l'attuazione del cessate il fuoco a Gaza, ha dichiarato un portavoce della presidenza egiziana. L'incontro, svoltosi nella citta' di El Alamein, "ha sottolineato la necessita' che tutte le parti rispettino i propri obblighi previsti dall'accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza", ha affermato il portavoce Mohamed El Shennawy in un comunicato.
Media: "Ucciso palestinese nel campo profughi di Nuseirat a Gaza"
Un uomo è morto a causa di un attacco israeliano contro un'abitazione nel campo profughi di Nuseirat, nella Striscia di Gaza centrale. Lo riferiscono fonti palestinesi. Da parte sua, l'Idf ha dichiarato di aver colpito poco fa un "terrorista" nella Striscia di Gaza centrale. Secondo i media palestinesi, l'attacco a Nuseirat ha causato anche diversi feriti.
Iran, allerta in A.Saudita per possibili attacchi Houthi
La Protezione civile saudita ha emesso un allarme per “potenziale pericolo” nella provincia meridionale di Jazan, al confine con lo Yemen, recentemente bersaglio di attacchi da parte dei ribelli yemeniti. "È stato emesso un allarme dalla Piattaforma nazionale di allerta nella provincia di Jazan per segnalare un potenziale pericolo", ha scritto l’agenzia in un comunicato.
Iran, capo esercito a Trump: "Difensori di Hormuz ti spezzeranno le gambe"
"I difensori di Hormuz ti spezzeranno le gambe". Lo ha detto il generale Amir Hatami, comandante dell'esercito iraniano, rivolgendosi al presidente statunitense Donald Trump dopo le sue dichiarazioni sullo Stretto di Hormuz, sulla minaccia di trasformare lo Stretto in un territorio statunitense. Secondo quanto riferito dall'emittente Irib, il capo dell'esercito iraniano ha aggiunto che "scherzare con simili affermazioni è un grave errore", dicendo ancora che le forze statunitensi sono state "di fatto cacciate" e non hanno più il permesso di entrare nel Golfo, nel Mar d'Oman o nello Stretto di Hormuz. Hatami ha inoltre affermato che alle basi statunitensi non sarà consentito tornare al loro status precedente, aggiungendo che "l'Iran non lo permetterà mai".
Al-Sisi riceve Kushner, focus su Gaza e stabilità regione
Il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, ha ricevuto nella città di El Alamein Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, per un colloquio incentrato sui rapporti bilaterali e sugli sviluppi della situazione in Medio Oriente, con particolare attenzione alla questione palestinese e alla Striscia di Gaza. All'incontro hanno partecipato il ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty, ed il capo dei servizi segreti, Hassan Rashad. Secondo quanto riferito dalla presidenza egiziana, Kushner ha trasmesso ad al-Sisi i saluti di Trump. Il presidente egiziano ha ricambiato, sottolineando il carattere strategico delle relazioni tra Egitto e Stati Uniti e l'importanza del coordinamento tra i due Paesi sui temi di interesse comune. Nel corso del colloquio si è discusso anche degli sviluppi regionali. Al-Sisi ha ribadito la necessità di proseguire gli sforzi per affrontare le crisi e le sfide che interessano il Medio Oriente, con l'obiettivo di rafforzare la sicurezza e la stabilità a livello regionale e internazionale. Ampio spazio è stato dedicato alla questione palestinese e alla situazione nella Striscia di Gaza. Secondo la presidenza egiziana, è stata sottolineata la necessità che tutte le parti rispettino gli impegni previsti dall'accordo per il cessate il fuoco a Gaza, raggiunto durante il vertice di Sharm el-Sheikh nell'ottobre 2025. Kushner, da parte sua, ha espresso apprezzamento per lo stretto coordinamento tra Egitto e Stati Uniti e per gli sforzi compiuti dal Cairo e dallo stesso al-Sisi sui diversi dossier regionali. Il genero di Trump ha inoltre sottolineato il ruolo dell'Egitto come partner centrale degli Stati Uniti in Medio Oriente.
Riad: "Allerta per potenziale pericolo lungo il confine con lo Yemen"
La Protezione civile saudita ha diramato un'allerta segnalando un "potenziale pericolo" nella provincia meridionale di Jazan, al confine con lo Yemen, recentemente bersaglio di attacchi da parte dei ribelli yemeniti. "Un avviso è stato emesso dalla Piattaforma nazionale di allerta (...) nella provincia di Jazan per segnalare un potenziale pericolo", ha dichiarato l'agenzia in un comunicato. Tali allerte vengono solitamente diramate in previsione di possibili attacchi.
Media: Kushner incontrerà Hamas al Cairo a breve
Jared Kushner, genero e inviato di Donald Trump, incontrerà a breve la leadership di Hamas al Cairo, alla presenza di funzionari qatarioti, egiziani e turchi, poco prima di recarsi in Israele, dove incontrerà Benjamin Netanyahu. Lo riporta Al Jazeera, citando una fonte palestinese.
Iran, capo Centcom visita Lincoln dopo denunce condizioni critiche a bordo portaerei
"La storia ricorderà questo dispiegamento come il più intenso dal punto di vista operativo e importante dell'era moderna". Così il comandante dell'Us Central Command (Centcom), l'ammiraglio Brad Cooper, ha lodato la "straordinaria dedizione e coraggio" dell'equipaggio della Uss Abraham Lincoln, durante la visita della portaerei da giorni al centro di polemiche e denunce per la situazione estremante critica a bordo e la preoccupazione per la salute mentale dei 5mila marinai e marines che, con il protrarsi del conflitto con l'Iran, sono arrivati al nono mese di dispiegamento in mare. "Il Lincoln Carrier Strike Group è composto da un team forte di americani che puntano in alto e che hanno un immenso e giustificato orgoglio per tutto quello che hanno compiuto", ha detto ancora Cooper nella dichiarazione diffusa dopo la sua seconda visita sulla portaerei, dopo quella di febbraio insieme all'inviato di Donald Trump, Steve Witkoff, e al genero del tycoon, Jared Kushner, lodando le "migliaia di voli di combattimento a sostegno dell'Operazione Epic Fury, missioni per la sicurezza regionale e il blocco navale in corso contro l'Iran". La visita arriva dopo che i media americani hanno denunciato le condizioni sempre più critiche a bordo della Lincoln, parlando di carenze di cibo e beni essenziali, muffa nelle docce, servizi igienici fuori uso e una crescente crisi psicologica tra l'equipaggio. A destare particolare allarme sono le notizie, riportate da Navy Times e Stars and Stripes, giornali militari indipendenti, di diversi marinai che sarebbero stati fermati nel tentativo di gettarsi in mare. Il capo del Pentagono Pete Hegseth ha definito "completamente travisate" le denunce dei media. "Alcuni dispiegamenti sono più lunghi di altri e nutro per quei marinai più rispetto e gratitudine di chiunque altro. Quello che fanno in alto mare, in quelle condizioni difficili e con meno scali nei porti, è incredibile", ha detto, mentre il Wall Street Journal ha rivelato nei giorni scorsi che gli Usa si perparano ad inviare la portaerei Uss George Washington per sostituire la Lincoln.
Al-Jazeera: "150 coloni irrompono su Spianata Moschee e pregano sotto protezione polizia"
Oltre 150 coloni israeliani hanno fatto irruzione nel complesso della moschea di Al-Aqsa a Gerusalemme Est, sotto la protezione della polizia israeliana, e vi hanno celebrato preghiere ebraiche, secondo quanto riferito da al-Jazeera. Ai non musulmani è vietato pregare nel sito, in virtù dell'assetto giuridico in vigore dal 1967 in una città sacra per le tre religioni abramitiche. Gli ebrei, tuttavia, sono autorizzati a visitare il complesso. Il complesso della moschea di Al-Aqsa sorge su un altopiano a Gerusalemme Est, conquistato da Israele durante la Guerra dei Sei Giorni del 1967 e successivamente annesso con una mossa non riconosciuta dalla comunità internazionale. Per i musulmani, il complesso è il terzo luogo più sacro dell'Islam. Ospita la Cupola della Roccia e la moschea di Al-Aqsa ed è il luogo in cui si crede che il profeta Maometto sia asceso al cielo. È anche il luogo più sacro dell'ebraismo, noto come Monte del Tempio, dove un tempo sorgeva l'antico Tempio di Gerusalemme.
Mo, media: "7 feriti in raid drone israeliano su tende sfollati palestinesi nel sud di Gaza"
Un drone israeliano ha colpito delle tende che ospitavano sfollati palestinesi nella zona di Muwasi, nel sud della Striscia di Gaza, ferendo sette persone. Lo riportano i media palestinesi.
Iran, media: "Usa hanno cercato canale negoziale con Pasdaran"
Funzionari dell'amministrazione Trump hanno aggirato i negoziatori iraniani e cercato un canale diretto con il capo dei Guardiani della Rivoluzione, Ahmad Vahidi, per raggiungere un accordo sulla fine della guerra, Lo riferisce in un'esclusiva il sito di notizie Axios, secondo il quale la mossa e' stata dettata dalla necessita', sorta a meta' maggio, di capire se le persone sedute di fronte a loro parlassero effettivamente a nome del potente Corpo dei Guardiani della Rivoluzione islamica, anche noti come Pasdaran. Secondo Axios, la persona a cui si sono rivolti per aprire questo canale informale e' stata Nechirvan Barzani, presidente della regione del Kurdistan in Iraq, che gode della fiducia sia degli Usa che dei Pasdaran. L'episodio, descritto nei dettagli da tre fonti con conoscenza diretta dei fatti e finora inedito, dimostra quanto sia difficile per gli Stati Uniti negoziare con un Paese dove Washington non e' certa di chi detenga effettivamente il potere. Gli Stati Uniti e l'Iran hanno poi raggiunto un memorandum d'intesa, dissoltosi velocemente. A sondare Barzai a meta' maggio e' stata l'allora direttrice dell'intelligence nazionale, Tulsi Gabbard. Secondo Axios, Gabbard avrebbe spiegato a Barzani che la Casa Bianca voleva sapere se Vahidi e la leadership dei Pasdaran fossero d'accordo con quanto il capo negoziatore Ghalibaf e il ministro degli Esteri Araghchi avevano negoziato, o se avessero idee o richieste diverse. Gabbard ha fatto notare che i mediatori non sono riusciti a contattare Vahidi per chiarire la questione. Il 14 maggio, un funzionario dei Pasdaran si e' presentato nell'ufficio di Barzani a Erbil, capitale del Kurdistan iracheno, portando con se' un telefono criptato per effettuare una chiamata sicura. Barzani ha chiesto a Vahidi se fosse dalla parte dei negoziatori iraniani. Il generale iraniano ha risposto in modo affermativo. "Li sostengo pienamente e questa e' anche la posizione dei Guardiani della Rivoluzione. Preferiamo risolvere questa crisi attraverso i negoziati", ha dichiarato Vahidi, secondo una fonte a conoscenza diretta dei fatti. Tre fonti, tra cui un funzionario della Casa Bianca, hanno affermato che Barzani ha chiamato Gabbard subito dopo la sua conversazione con Vahidi e l'ha informata della risposta iraniana. Gabbard ha poi informato la Casa Bianca: dopo aver ricevuto la risposta iraniana, l'amministrazione Trump ha presentato un'altra proposta, secondo una fonte a conoscenza dei colloqui informali. Gi Stati Uniti volevano che Barzani ospitasse colloqui segreti tra alti negoziatori statunitensi e iraniani a Erbil. Barzani ha parlato di nuovo con gli iraniani e ha trasmesso loro il messaggio. Gli iraniani non hanno escluso la possibilita', ma erano preoccupati per la loro sicurezza, ritenendo che l'intelligence israeliana abbia molte fonti nel Kurdistan iracheno. L'incontro di Erbil non si e' mai concretizzato.
Media, nuovo bavaglio in Iran: vietate interviste con media Usa e Israele
Il parlamento iraniano ha approvato una serie di disposizioni che rafforzano il controllo sui media e imbavagliano ancora di più la libertà di parola. La legge vieta interviste o altri contatti con organi di stampa stranieri considerati "ostili", tra cui media americani e israeliani e organizzazioni finanziate dai due Paesi, secondo quanto riportato dai media iraniani, ripresi da Iran International. Il provvedimento vieta inoltre qualsiasi contatto non autorizzato con ambasciate, organizzazioni e istituzioni straniere, sia all'interno che all'esterno dell'Iran, a meno che il ministero degli Esteri non ne venga informato e non conceda un'autorizzazione scritta. Il provvedimento prende di mira inoltre film, documentari, produzioni teatrali, musica e libri ritenuti promotori di una "cultura anti-islamica" o che ritraggono l'Iran in modo negativo, prevedendo che i responsabili vengano esclusi dal mondo della cultura.
Idf colpisce con un drone Khan Younis. Media palestinesi: almeno 7 feriti
L'Idf riferisce di aver effettuato un raid con un drone contro un ''terrorista nel sud della Striscia di Gaza''. I media palestinesi riportano che l'attacco ha colpito una tenda nella zona di Khan Younis, ferendo almeno sette persone.
Iran: "30.000 dollari per ogni soldato Usa ucciso o catturato"
Il comandante in capo dell'esercito iraniano, Amir Hatami, ha annunciato una ricompensa di 30.000 dollari a qualsiasi iraniano che catturi o uccida un militare statunitense. Hatami ha spiegato che i fondi per la taglia sarebbero stati forniti "dal popolo iraniano". In passato, i funzionari iraniani hanno offerto ricompense per l'uccisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il 15 maggio, il deputato Ebrahim Azizi aveva dichiarato che una proposta di legge parlamentare prevedeva una ricompensa di 50 milioni di euro per l'assassinio di Trump.
Hamas: "Incontri al Cairo per garanzie su rispetto Israele roadmap del Board of Peace"
'L'incontro con i nostri fratelli in Egitto si inserisce nel quadro delle nostre continue attività di comunicazione e diplomazia con i mediatori, per informarli delle violazioni commesse dall'occupazione (Israele, ndr) e assicurare che rispetti la roadmap concordata con il Board of Peace''. Lo ha affermato il portavoce di Hamas Hazem Qassem in una nota ripresa dai media arabi. Il leader di Hamas Khalil al-Hayya ha incontrato al Cairo il capo dell'intelligence egiziana Hassan Rashad.
Axios: "Amministrazione Trump ha aperto canale segreto con i pasdaran a maggio"
L'amministrazione Trump ha stabilito a metà maggio un canale segreto con il comandante della Guardia Rivoluzionaria iraniana Ahmad Vahidi attraverso il presidente del Kurdistan iracheno Nechirvan Barzani. Lo rivela Axios citando tre fonti a conoscenza diretta dei fatti.
Delegazione Hamas ha incontrato capo intelligence Egitto
Una delegazione di Hamas ha incontrato oggi il capo dell'intelligence egiziana Hassan Rashad per discutere le modalità per promuovere l'attuazione di un piano postbellico per Gaza, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale egiziana. La Middle East News Agency ha affermato che la delegazione guidata dal leader di Hamas Khalil al-Hayya "ha ribadito l'impegno a portare a termine il piano del presidente statunitense Donald Trump". Hamas aveva dichiarato a fine luglio di essere pronta a consegnare le proprie armi a un nascente comitato tecnico incaricato di governare Gaza, nell'ambito di un piano in 15 punti annunciato dal Board of Peace di Trump. Tuttavia, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha respinto il piano, promettendo che non ci sarebbe stato alcun ritiro delle forze israeliane da Gaza fino al completo disarmo di Hamas. La delegazione è arrivata in Egitto ieri sera, prima della visita dell'inviato di Trump Jared Kushner nella regione. Un funzionario di Hamas ha dichiarato che i colloqui nella città mediterranea di El-Alamein avrebbero riguardato "gli ultimi sviluppi nei negoziati e gli sforzi compiuti per costringere Israele a rispettare l'accordo, che include la tabella di marcia in 15 punti, e ad avviarne l'attuazione". "La delegazione informerà i funzionari egiziani sulle violazioni israeliane dell'accordo di cessate il fuoco e Hayya sottolineerà l'impegno e la disponibilità del movimento ad attuare l'accordo non appena Israele annuncerà il proprio impegno". Un'altra fonte di Hamas ha riferito che è in programma un incontro tra la delegazione negoziale di Hamas, l'alto rappresentante del Board of Peace per Gaza, Nickolay Mladenov, e funzionari statunitensi durante la visita di Kushner in Egitto questa settimana, per discutere degli ostacoli relativi all'accordo. La fonte ha aggiunto che sono in corso contatti con mediatori egiziani, qatarioti e turchi "per costringere Israele a rispettare l'accordo". Kushner dovrebbe visitare Israele ed Egitto la prossima settimana nel tentativo di non far naufragare l'accordo di cessate il fuoco a Gaza, respinto da Netanyahu.
Papa: "Cessino le violenze contro i palestinesi in Cisgiordania"
"Rinnovo il mio appello affinché cessino le ripetute violenze contro la popolazione civile palestinese in Cisgiordania e chiedo con urgenza alla comunità internazionale di fare in modo che progredisca la soluzione a due Stati per una pace giusta e duratura". E' l'appello lanciato all'Angelus da Papa Leone XIV, accolto con un lungo applauso dai fedeli a Castel Gandolfo.
Papa Leone XIV: 'Cessino violenze contro palestinesi in Cisgiordania'
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Al-Arabiya: "Kushner incontrerà rappresentanti di Hamas"
Jared Kushner, inviato e genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, incontrerà i rappresentanti di Hamas alla presenza di mediatori al termine dei suoi incontri in Israele. Lo hanno riferito fonti ad Al Arabiya.
Iran: "30.000 dollari a chiunque catturi o uccida un soldato americano"
L'Iran mette una taglia sui soldati americani. "Qualunque forza iraniana riuscirà a catturare o uccidere un aggressore americano, riceverà una ricompensa di 30.000 dollari, ha dichirato il comandante dell'esercito iraniano Amir Hatami, citato dall'agenzia Fars.
Axios: "Usa si rivolsero a presidente Kurdistan iracheno per trattare con i Pasdaran"
Di fronte all'incertezza se i mediatori iraniani parlassero effettivamente a nome dei Pasdaran, i funzionari dell'amministrazione Trump aggirarono il problema, cercando di arrivare direttamente ai vertici dei Guardiani della Rivoluzione. Il modo 'inconvenzionale' degli Stati Uniti di portare avanti le trattative con Teheran è stato messo in luce da Axios, secondo cui a metà maggio i negoziatori americani che cercavano di raggiungere un accordo con l'Iran per porre fine alla guerra non riuscivano a capire se le persone sedute di fronte a loro parlassero effettivamente a nome dei Pasdaran.
La persona a cui l'amministrazione americana si rivolse è stata Nechirvan Barzani, presidente della regione del Kurdistan in Iraq, che possedeva un privilegio che pochissimi altri hanno: la fiducia sia dei leader statunitensi che di quelli dei Guardiani della Rivoluzione. L'episodio, descritto nei dettagli da tre fonti con conoscenza diretta dei fatti e finora inedito, dimostra quanto sia stato difficile per gli Stati Uniti negoziare con un Paese in cui Washington non è certa di chi detenga effettivamente il potere. Gli Stati Uniti e l'Iran raggiunsero un memorandum d'intesa, ma questo si dissolse rapidamente.
Il problema principale dell'amministrazione Trump, oggi come in qualsiasi futura negoziazione, sarà quello di assicurarsi di parlare con chi detiene effettivamente il potere decisionale. Ciò significa anche trovare mediatori che godano della fiducia sia della Casa Bianca che del regime iraniano. Dopo l'uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei e di altri alti dirigenti politici, e i 40 giorni di combattimenti che ne sono seguiti - così come l'incertezza sulle condizioni della nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei durante le prime settimane di guerra e la sua assenza dalla scena pubblica - il peso dei Pasdaran sulle leve del potere, comprese quello relativo alla sicurezza nazionale e alla politica estera, si è ulteriormente rafforzato.
L'Iran accusa il Qatar di ostacolare le indagini sui piloti iraniani
Il capo del comitato delle forze armate iraniane per la ricerca dei dispersi, Mohammad Bagherzadeh, ha dichiarato oggi che "a causa dei continui sabotaggi e ritardi delle autorità del Qatar, non sono ancora state predisposte le condizioni per il ritorno in Iran dei tre piloti iraniani". Ha aggiunto che "un team di esperti dell'aeronautica iraniana è in attesa di recarsi in Qatar per indagare sulla cattura dei piloti da parte di quel Paese, dopo che i loro jet sono precipitati durante un attacco contro il Qatar a marzo". Bagherzadeh aveva inviato una lettera al Comitato internazionale della Croce Rossa sulla vicenda. Il ministero degli Esteri del Qatar ha respinto ieri le accuse, definendole "dichiarazioni fuorvianti". Doha ha affermato di aver invitato in aprile una delegazione iraniana per essere informata sulle operazioni di ricerca, ma che questa non ha risposto all'invito.
Pizzaballa a Taybeh: "Farò il possibile per tutelare presenza cristiana"
Il Patriarca di Gerusalemme, il card. Pierbattista Pizzaballa, si è recato a Teybeh, il villaggio derlla Cisgiordania interamente cristiano che, dopo gli assalti dei coloni, è stato di fatto 'chiuso' dall'Idf. Non possono entrare israeliani ma neanche stranieri o giornalisti. "Continueremo a fare tutto ciò che è in nostro potere per preservare la presenza ecclesiale qui, a ogni livello, in tutta la Terra Santa", ha detto nella messa di ieri. "Ma vogliamo rimanere una comunità che dà alla luce la vita, senza rinunciare né abbandonare i nostri diritti, il nostro diritto alla vita. Quindi siate coraggiosi. Non abbiate paura".
Israele: "L'ntelligence iraniana aumenta i tentativi di hackerare nostri giornalisti"
Lo Shin Bet, l'agenzia di intelligence interna, e il Direttorato per il Cyber hanno avvertito oggi diversi giornalisti israeliani dell'incremento del tentativo da parte dell'intelligence iraniana di hackerare i loro telefoni e account social media. Lo riporta Haaretz, secondo cui i tentativi avvengono principalmente attraverso approcci di elementi iraniani che contattano i giornalisti israeliani sotto mentite spoglie - spesso sotto finta identità di colleghi giornalisti - principalmente tramite WhatsApp o Telegram.
Esercito Iran: "Combatteremo fino a sconfitta di Usa e Israele"
Lo Stato Maggiore delle Forze Armate iraniane ha dichiarato che non si arrendera' fino alla "sconfitta completa" dei suoi nemici, Stati Uniti e Israele. In una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa Fars e rilanciata dai media arbi, in occasione dell'anniversario del ritorno dei prigionieri di guerra iraniani dall'Iraq nel 1990, l'esercito iraniano afferma che l'eredita' della "resistenza" è stata tramandata a una nuova generazione di iraniani che si sono opposti all'esercito più pesantemente equipaggiato al mondo. L'Iran continuerà a perseguire i legittimi diritti del Paese e le richieste della sua leadership "fino alla resa del nemico". ha anche elogiato il sostegno pubblico alle forze armate iraniane e ha accusato gli Stati Uniti di aggressione e dominio nella regione.
Scontri nella notte a Hebron tra coloni e palestinesi, diversi feriti
Due palestinesi sono stati colpiti da spari e altri otto sono rimasti feriti questa notte a seguito di scontri nel quartiere di Hebron sotto il controllo israeliano (H2). Lo riferisce l'agenzia palestinese Wafa, citando la Mezzaluna Rossa palestinese. Lo scontro è stato innescato da un assalto dei residenti israeliani della zona contro palestinesi residenti nell'area, nelle vicinanze del quartiere di al-Ras, nella città vecchia di Hebron, in cui poi sono intervenuti soldati dell'Idf. Secondo quanto riportato da Wafa, un palestinese di 60 anni è stato colpito alla schiena e a una mano. Un secondo uomo, di 46 anni, è stato ferito da colpi d'arma da fuoco e poi arrestato dall'Idf. Il portavoce dell'Idf riferisce che i soldati sono giunti nella zona dopo la segnalazioni di spari nella zona, a seguito di scontri tra civili israeliani e palestinesi. Due civili israeliani sono rimasti feriti dal lancio di pietre e uno dei civili israeliani ha sparato in aria. In seguito - riferisce l'Idf - alcuni palestinesi hanno circondato i soldati tentando di aggredirli e, in risposta, i soldati hanno aperto il fuoco contro due sospetti e ne hanno arrestati altri. Il portavoce dell'Idf riporta che l'episodio è sotto indagine.
Pasdaran: "L'85% dei sistemi di difesa aerea rimasti intatti"
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane afferma che l'85% della produzione di sistemi di difesa a erea è rimasta intatta durante la guerra. In un'intervista pubblicata dall'agenzia di stampa Fars, il funzionario dei Pasdaran ha affermato che, nonostante gli attacchi alle infrastrutture di produzione militare iraniane, il ritmo di produzione e consegna di missili e sistemi di difesa aerea non è diminuito rispetto ai livelli pre-bellici. Il funzionario ha aggiunto che gran parte dell'equipaggiamento di difesa aerea dell'IRGC è prodotto dall'organizzazione interna per l'autosufficienza e ha sostenuto che la produzione in alcune aree è addirittura aumentata. Il funzionario ha inoltre affermato che l'attuale stock di sistemi di difesa aerea operativi dell'Iran si trova in una situazione migliore rispetto all'inizio del conflitto.
Ben Gvir: "Prigionieri palestinesi spero vengano impiccati uno per uno"
Il ministro israeliano della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir, ha dichiarato che farà tutto il possibile per garantire l'esecuzione dei prigionieri palestinesi, aggiungendo di sperare che vengano impiccati "uno per uno". Parlando con Rom Braslavski, ex ostaggio israeliano, Ben-Gvir ha affermato che l'impiccagione sarebbe il metodo di esecuzione previsto dalla legge sulla pena di morte che lui stesso sta promuovendo. "Faro' l'impossibile quando arriverà il momento", ha detto. "Vi prometto che farò tutto ciò che è in mio potere e che sconvolgerò il mondo per far sì che questo accada". Ben-Gvir ha anche affermato di essere "felice" che i prigionieri palestinesi stiano ora soffrendo in condizioni più dure nelle carceri israeliane. Il 30 marzo 2026 il parlamento israeliano ha approvato una legge che prevede la pena di morte per impiccagione per i palestinesi condannati per l'uccisione di israeliani, qualora un tribunale militare stabilisca che l'atto costituisca "terrorismo" o sia motivato dalla "negazione dell'esistenza dello Stato di Israele".
Forze armate Iran: "Non ci fermeremo finché Usa e Israele non saranno sconfitti"
"Non ci fermeremo finché i nostri nemici, Stati Uniti e Israele, non saranno completamente sconfitti nella regione e i diritti dell'Iran non saranno riconosciuti". Lo ha dichiarato il Comando generale delle forze armate iraniane in un comunicato, citato da Mehr.
Deputato iraniano: "Trump dovrebbe preoccuparsi della sua sicurezza, non di Hormuz"
"Il presidente Usa dovrebbe preoccuparsi della propria sicurezza invece di continuare a bluffare sullo Stretto di Hormuz, prima di finire a nascondersi in un furgone per la vendita di cibo", ha scritto su X Ebrahim Azizi, esponente ultraconservatore e presidente della Commissione Sicurezza nazionale e Politica estera del Parlamento iraniano. Le dichiarazioni di Azizi arrivano dopo le recenti parole del presidente Donald Trump, che ha affermato: "Dopo aver finito di sconfiggere l'Iran, dichiareremo lo Stretto di Hormuz territorio degli Stati Uniti". Azizi ha fatto riferimento al "food truck" in relazione a quanto riportato dai media statunitensi, secondo cui Trump, durante la sua visita ad Ankara il mese scorso, sarebbe stato trasferito dall'Air Force One a un aereo più piccolo a bordo di un mezzo per il catering, per il timore di un possibile attacco da parte dell'Iran.
La Spagna condanna l'assedio dei coloni israeliani a famiglie palestinesi a Qusra
La Spagna "condanna in maniera energica l'assedio" imposto da coloni israeliani a famiglie palestinesi nel villaggio di Qusra, in Cisgiordania, e chiede a Israele di intervenire per proteggere la popolazione sotto occupazione. Lo afferma il ministero degli Esteri spagnolo in un comunicato diffuso dopo le violenze dei giorni scorsi. Nella nota, Madrid "esorta Israele a rispettare i suoi obblighi in quanto potenza occupante, impedire la violenza arbitraria e l'intimidazione dei coloni contro i palestinesi, porre fine allo loro impunità e proteggere l'integrità fisica e i mezzi di sussistenza della popolazione palestinese sotto occupazione, conformemente al diritto umanitario". La Spagna chiede inoltre a Israele di "porre fine a tutti gli insediamenti nel territorio occupato della Palestina, che sono contrari al diritto internazionale". E ribadisce il suo fermo impegno per l'attuazione della soluzione dei due Stati, "con Israele e Palestina che vivano insieme in pace e sicurezza, come unica via per una pace giusta, sostenibile e duratura nella regione".
Il Parlamento iraniano discuterà oggi il disegno di legge sullo Stretto di Hormuz
Il Parlamento iraniano discuterà oggi un disegno di legge sulla "garanzia della sicurezza duratura e dello sviluppo dello Stretto di Hormuz e del Golfo Persico", oltre a un altro provvedimento sul "contrasto alle ingerenze straniere". Secondo l'agenzia Irna, il primo disegno di legge contiene un articolo che vieterebbe il transito nello Stretto di Hormuz a "qualsiasi imbarcazione che trasporti equipaggiamenti e carichi di proprietà degli Usa, di Israele e dei Paesi ostili all'Iran". Le linee generali dei due disegni di legge sono state approvate dalla Commissione per la Sicurezza nazionale e la Politica estera del Parlamento.
Teheran ironizza su Trump: "N ascosto in un furgoncino del catering"
"Il presidente degli Stati Uniti dovrebbe preoccuparsi della propria sicurezza piuttosto che dei suoi infiniti bluff sullo Stretto di Hormuz, prima di finire nascosto in un camioncino del cibo". Lo dice il capo della Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera del parlamento iraniano, Ebrahim Azizi, ironizzando sulle affermazioni di Donald Trump sullo Stretto di Hormuz. La frecciata segue le recenti dichiarazioni di Trump, secondo cui "dopo aver sconfitto l'Iran" avrebbe presto dichiarato lo Stretto "territorio degli Stati Uniti". Il riferimento di Azizi al camioncino del cibo allude alle notizie diffuse dai media statunitensi secondo cui Trump avrebbe utilizzato un camioncino per il catering per spostarsi dall'Air Force One a un aereo governativo più piccolo durante una visita ad Ankara il mese scorso per il vertice NATO, a causa dei timori di un attacco iraniano.
Kushner, Blair e Mladenov attesi oggi al Cairo, incontri sul piano Trump per Gaza
E' previsto oggi l'arrivo al Cairo dell'inviato di Donald Trump Jared Kushner, insieme all'ex premier britannico Tony Blair e a Nikolay Mladenov, rappresentante del Board of Peace per Gaza, per discutere con il capo dell'intelligence egiziana Hassan Rashad dell'implementazione della fase 2 del piano Usa per la Striscia. I media israeliani riportano che i tre sono attesi domani anche in Israele, dove incontreranno il premier Benjamin Netanyahu. Parallelamente è arrivata ieri sera nella capitale egiziana anche una delegazione di Hamas, guidata dal capo dell'ufficio politico, Khalil al-Hayya. Per al-Hayya si tratta della prima visita in Egitto da quando è stato eletto il mese scorso alla carica. Anche la delegazione di Hamas incontrerà Rashad.
Katz minaccia nuovi attacchi in Libano: "Colpiremo con tutta la forza"
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha minacciato nuovi attacchi contro Hezbollah e chiunque colpisca soldati o cittadini israeliani, mentre si intensifica l'escalation nel sud del Libano. "Nessun conto, in nessun fronte, resterà aperto. Colpiremo con tutta la forza coloro che danneggiano i nostri soldati e i nostri cittadini", ha scritto Katz su X. Le sue parole arrivano dopo una nuova ondata di attacchi israeliani ieri nel sud del Libano che secondo l'agenzia libanese Ani ha ucciso almeno 11 persone. L'Idf ha dichiarato di aver colpito infrastrutture di Hezbollah in risposta a un attacco contro le sue truppe, in cui sono rimasti gravemente feriti tre soldati. L'escalation rappresenta una delle più gravi dalla tregua raggiunta a giugno tra Israele e Hezbollah.
Leader di Hamas al Cairo per colloqui cessate il fuoco
Il nuovo leader di Hamas, Khalil al-Hayya, è arrivato al Cairo alla guida di una delegazione di alti funzionari del movimento islamista palestinese, in quella che è ritenuto la sua prima visita in Egitto da quando è stato eletto capo dell'organizzazione. La delegazione dovrebbe discutere del cessate il fuoco a Gaza e delle questioni relative alla prossima fase dell'accordo. Secondo quanto riportato, la delegazione dovrebbe incontrare il capo dei servizi segreti egiziani, Hassan Rashad.
La delegazione comprende anche Mohammed Darwish, presidente del Consiglio della Shura di Hamas, Khaled Meshal, responsabile delle relazioni internazionali del gruppo, Zaher Jabarin, capo di Hamas in Cisgiordania, e Basem Naim, responsabile dell'Ufficio per le relazioni arabe e islamiche dell'organizzazione.
Idf attaccano nella notte obiettivi sulla cresta di Ali al-Taher
Le forze israeliane hanno condotto attacchi nella notte sulla cresta di Ali al-Taher, nel Libano meridionale. Lo riportano i media israeliani, che citano fonti locali. I raid avvengono dopo che le Idf hanno colpito un quartier generale di Hezbollah nella zona di Ansar, nel Libano meridionale, in seguito all'attacco che ha gravemente ferito tre soldati dell'esercito israeliano vicino alla cresta di Ali al-Taher.
Mezzaluna Rossa: "Attacchi di coloni a Hebron, feriti 10 palestinesi"
La Mezzaluna Rossa Palestinese ha riferito che le sue squadre a Hebron hanno prestato soccorso a 10 feriti in seguito ad attacchi da parte di coloni. Secondo fonti palestinesi, i coloni, con il coinvolgimento delle Forze di Difesa israeliane (Idf), hanno attaccato i residenti del quartiere di al-Ja'abari nelle prime ore del mattino. Sul posto sono stati uditi anche colpi d'arma da fuoco. Una fonte dell'Idf ha parlato di lanci di pietre reciproci nell'insediamento ebraico di Hebron. Secondo l'esercito israeliano, un civile ha sparato in aria, la forza militare è giunta sul posto e i palestinesi hanno tentato di impossessarsi di un'arma di un soldato.
Axios: "Trump si è rifiutato di sostenere Netanyahu a 75 giorni dal voto in Israele"
Donald Trump si è rifiutato di esprimere il suo sostegno a Benjamin Netanyahu a 75 giorni dalle elezioni israeliane. La coalizione del premier è ferma a 49-53 seggi, meno dei 68 che detiene oggi e dei 61 necessari per insediare un governo. Nello Studio Ovale, quando si sono incontrati due settimane fa, il tycoon gli ha chiesto dei sondaggi, ha riferito Axios. Netanyahu ha esitato e un suo consigliere ha risposto: "Signor presidente, sta vincendo". Il principale rivale di Netanyahu, l'ex capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane Gadi Eizenkot, lo supera in termini di gradimento nella maggior parte dei sondaggi: i partiti di opposizione contano tra i 67 e i 70 seggi. L'obiettivo del premier ora è di impedire all'opposizione di formare un governo. Se nessuno dei due schieramenti sarà in grado di raggiungere i 61 seggi, lui rimarrà in carica ad interim e Israele tornerà al voto. Il presidente americano, tuttavia, potrebbe ancora cambiare idea. Ma, a soli 75 giorni dalle elezioni, il tempo stringe per Netanyahu.
Usa: "Hezbollah responsabile della presenza di Israele in Libano"
"Hezbollah è responsabile della presenza israeliana in Libano". Lo ha detto un portavoce del Dipartimento di Stato americano ad Al Jazeera. Secondo il funzionario Usa, Hezbollah è il principale ostacolo alla ripresa economica del Libano e ha affermato che il programma "zona pilota" rimane l'unica via percorribile per la pace. La dichiarazione è giunta dopo che le forze israeliane hanno ucciso 11 persone nel Libano meridionale, negli attacchi più sanguinosi dall'accordo quadro mediato dagli Stati Uniti tra i due Paesi a giugno.
Teheran giustizia un uomo per le proteste di gennaio
La magistratura iraniana ha annunciato che un uomo, Shahram Sadeghi, è stato giustiziato questa mattina a Karaj con l'accusa di aver colpito e ferito sette agenti di polizia durante gli scontri tra forze dell'ordine e manifestanti nelle proteste dell'8 gennaio. "Sadeghi ha dato fuoco alla sua auto dopo l'attacco ed è fuggito, ma è stato arrestato e ha confessato il reato", si legge in una dichiarazione della magistratura citata dall'agenzia Irna. L'uomo era stato condannato a morte e alla confisca dei suoi beni per "operazioni a favore di Israele, degli Usa e di gruppi dissidenti ostili".
Raid di Israele sul Libano, almeno 11 morti. Colpito quartier generale di Hezbollah
Raid di Israele nel Sud del Libano, dove si contano almeno 11 morti e 19 feriti. Si tratta del bilancio più grave registrato nel Paese dall'accordo per la riduzione delle ostilità siglato a giugno con Israele. Il portavoce dell'Idf ha confermato il raid, specificando però che è stato colpito il quartier generale dell'unità Radwan di Hezbollah e che nell'attacco, "sono stati eliminati il terrorista Ali Samir Al-Haj Hassan, comandante di battaglione dell'unità Radwan di Hezbollah e diversi altri terroristi".
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