Elezioni Csm, sorpresa in Cassazione: il più votato è l’indipendente Nardecchia. Resta fuori la “destra” di Mi con Casciaro
È un mini-terremoto il primo verdetto uscito dall’elezione dei membri togati del nuovo Consiglio superiore della magistratura. Il candidato indipendente progressista Giovanni Nardecchia, sostituto procuratore generale in Cassazione, è stato a sorpresa il più votato nel collegio unico nazionale che elegge i due consiglieri magistrati (su venti) riservati alla Suprema Corte. Nardecchia, 62 anni, ha ottenuto 1.759 voti, scalzando uno dei due favoriti della vigilia, il giudice ed ex segretario generale dell’Associazione nazionale magistrati Salvatore Casciaro, candidato per i “conservatori” di Magistratura indipendente (Mi): Casciaro si è piazzato terzo con 1.704 voti, appena sei in meno della giudice Egle Pilla di Area, la maggiore corrente progressista, che si è aggiudicata il secondo seggio a quota 1.710. La “sinistra giudiziaria” conquista così entrambi i primi due posti in palio: anche Nardecchia infatti è un magistrato di orientamento progressista, a lungo aderente al Movimento per la giustizia fondato da Armando Spataro e Giovanni Falcone. La sua candidatura è stata lanciata dalla rete “Autogoverno diffuso”, che si rifà all’esperienza del consigliere uscente Roberto Fontana, ma ha ottenuto il sostegno anche di Magistratura democratica, storica corrente “di sinistra”.
Il risultato è traumatico per Magistratura indipendente, che storicamente ha occupato uno dei due seggi di Cassazione. Casciaro, che era uno dei candidati di punta dei conservatori, è stato azzoppato dal “fuoco amico” di Luisa De Renzis, sostituta pg vicina alla corrente ma candidata in solitaria con l’appoggio dell’ex segretario Claudio Galoppi, già consigliere giuridico della ministra Elisabetta Casellati ai tempi in cui era presidente del Senato. De Renzis ha ottenuto 992 voti, una montagna di consensi sottratti in gran parte a Mi: la sua corsa, sostenuto anche dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, era considerata un cavallo di Troia per danneggiare il gruppo, favorendo un ritorno in sella di Galoppi contro l’attuale dirigenza “rinnovatrice” (il cui volto simbolo è il preisdente dell’Anm Giuseppe Tango). Ottimo anche il risultato di Elisabetta Ceniccola, sostituta pg candidata per i “centristi” di UniCost, quarta con 1.308 voti: ultimo con 202 voti il giudice Luca Lorenzetti, della lista “anti-correnti” AltraProposta, che ha sorteggiato i candidati di fronte a un notaio.
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