Xi a Trump: 'Io e Donald come persone che tracciano la rotta delle relazioni Cina-Usa'
Donald Trump ha detto a Xi Jinping che sarebbe "inaccettabile" per la Cina aiutare l'Iran. Lo ha detto l'ambasciatore americano in Cina David Purdue in un'intervista a Cnbc. "Abbiamo già chiarito settimane fa che qualsiasi forma di aiuto all'Iran, sia diretto che indiretto, sarebbe assolutamente inaccettabile. Il presidente lo ha ribadito con estrema chiarezza", ha spiegato Purdue.
Poco prima Trump aveva scritto sul suo social Truth che l'incontro con Xi è stato "molto produttivo. Accadranno cose straordinarie. Come quasi tutti gli altri, anche lui ha apprezzato l'idea di sostituire la definizione di "Intelligenza Artificiale" - un nome impreciso e inadeguato - con una denominazione molto più corretta e significativa: Super intelligenza. Sarebbe davvero "Super"! Ieri sera tutti si sono trovati d'accordo".
La Cina e gli Stati Uniti hanno compiuto progressi nell'ambito di una gestione concordata degli scambi commerciali e hanno raggiunto accordi in numerose aree del commercio. I dettagli saranno duffusi lunedì. Lo ha detto il rappresentante americano al Commercio, Jamieson Greer in un'intervista a Cnbc.
Video Trump-Xi, terminato il bilaterale nello Studio Ovale della Casa Bianca
Xi propone l'aumento di collegamenti diretti con Usa, ma le compagnie americane frenano
Più voli diretti tra Cina e Usa per favorire gli scambi e i viaggi, come proposto dal presidente cinese Xi Jinping durante la sua visita a Washington, ma le compagnie aeree statunitensi restano contrarie a un aumento dei collegamenti finché persiste lo squilibrio legato all'utilizzo dello spazio aereo russo. Durante la cerimonia alla Casa Bianca, Xi ha affermato che i due Paesi "potrebbero anche aumentare i voli diretti" per facilitare i viaggi e il commercio bilaterali.
Secondo gli analisti, esiste una domanda sufficiente per ampliare l'offerta, oggi fortemente ridotta rispetto ai livelli precedenti alla pandemia. Attualmente i vettori cinesi e statunitensi sono autorizzati a operare circa 50 voli di andata e ritorno alla settimana ciascuno, contro oltre 320 collegamenti settimanali complessivi prima del Covid. Secondo Brendan Sobie, fondatore della società di consulenza Sobie Aviation, la domanda non è tornata ai livelli pre-pandemia, ma l'offerta è talmente limitata che esiste comunque spazio per un aumento dei voli diretti.
A frenare le compagnie Usa è soprattutto il vantaggio competitivo dei vettori cinesi, che possono sorvolare lo spazio aereo russo. Le compagnie statunitensi devono invece evitarlo, con rotte più lunghe, maggiori consumi di carburante e costi operativi più elevati. Le principali compagnie Usa hanno già contestato alle autorità di Washington i voli aggiuntivi operati da vettori cinesi, sostenendo che l'accesso allo spazio aereo russo crea condizioni di concorrenza squilibrate.
I grandi media ridimensionano il vertice Trump-Xi,la pomposità prevale sulla sostanza'
Tappeto rosso, cena di Stato, grandi onori ma poca sostanza. E' abbastanza unanime il giudizio dei grandi media americani e internazionali sulla visita del presidente cinese Xi Jinping a Washington, accolto con grande attenzione ai dettagli da Donald Trump e dalla moglie Melania che, uscendo dal suo ruolo solitamente defilato, ha fatto gli onori di casa. "La pomposità prevale sulla sostanza", scrive il Financial Times nella sua analisi come il Wsj che parla di una "visita ricca di cerimonie ma povera di risultati, celando i profondi disaccordi tra i due paesi in materia di commercio, tecnologia e sostegno di Pechino all'Iran'. Stessa lettura del Nyt per il quale "sorvoli aerei, panda e pomposità hanno mascherato le divisioni nel vertice" tra Usa e Cina. Reuters sul suo sito allarga l'analisi alla settimana diplomatica del presidente americano affermando che "ha messo a nudo i limiti del suo potere". "La visita di Stato di Xi - scrive il corrispondente da Washington - è stata caratterizzata da sfarzo e cerimonie ma povera di contenuti, nonostante una serie di questioni spinose come l'intelligenza artificiale, il commercio, Taiwan e l'Iran. Il risultato più tangibile sembra essersi limitato a una proroga di due mesi della tregua commerciale, originariamente in scadenza a novembre, tra le due maggiori economie mondiali".
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