Araghchi: "Nostre condizioni per riapertura Hormuz chiare. Aspettiamo risposta definitiva Trump"

AFP
Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump all'Assemblea generale dell'Onu
Bessent, blocco finanziario Iran sta funzionando
Dopo le rivelazioni dei media americani che, nelle ultime settimane, hanno parlato di rappresentanti dell'amministrazione Trump in missione in Europa e in Medio Oriente per chiedere ai governi di non fare affari con Teheran, il ministro del Tesoro, Scott Bessent, ha confermato di aver inviato emissari in tutto il mondo per chiedere l'adozione di misure volte a isolare economicamente l'Iran, esprimendo soddisfazione per una serie di restrizioni che hanno colpito le banche e le compagnie aeree iraniane. "Su mia istruzione, squadre sono state inviate in tutto il mondo per discutere con i Paesi e chiedere misure contro il regime iraniano", ha scritto Bessent su X. "Questi sforzi stanno dando i loro frutti". Il Segretario al Tesoro ha citato la sospensione dei voli della compagnia privata iraniana Mahan Air da parte di Turchia e Oman, nonché lo stop a tutti i voli delle compagnie iraniane da parte degli Emirati Arabi Uniti. Abu Dhabi aveva annunciato giovedì questa misura per adeguarsi alle nuove sanzioni americane. Bessent ha sottolineato le misure adottate contro alcune banche iraniane. Mercoledì la banca centrale degli Emirati ha vietato alle filiali della banca statale Melli di effettuare qualsiasi transazione con l'Iran, accusandole tra l'altro di aver violato le norme contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. Secondo quanto ha rivelato il Wall Street Journal, Jonathan Burke, sottosegretario al Tesoro responsabile della lotta al finanziamento del terrorismo, ha effettuato questo mese un tour di due settimane in Medio Oriente e in Europa, portando un messaggio netto a governi e istituti finanziari "o fate affari con l'Iran o li fate con noi". Allo stesso tempo, il Tesoro americano ha avuto colloqui con più di cinquanta Paesi. All'inizio della scorsa settimana Bessent aveva assicurato che tutte le compagnie aeree iraniane sarebbero state messe fuori servizio "in tutto il mondo" a partire dal 23 settembre. Il blocco finanziario, però, non appare granitico. Secondo quanto aveva rivelato il Wall Street Journal in un articolo pubblicato all'inizio di settembre, un flusso di denaro iraniano continua a fluire grazie anche a banche americane che fanno affari con entità estere legate non ufficialmente a Teheran ma con cui collaborano. Soltanto nel 024 erano transitati in questo modo dai conti americani circa 9 miliardi di dollari destinati all'Iran. Quanto quella cifra sia adesso cambiata, ridotta o totalmente bloccata non è chiaro, ma il sospetto è che i canali per aggirare il blocco siano ancora attivi. In ogni caso, Bessent anche da questo punto di vista ha voluto lanciare un messaggio diverso: Washington sta tagliando i rubinetti anche li'. L'isolamento finanziario è diventato lo strumento principale per gli Stati Uniti, che vogliono evitare di restare impantanati in modo ulteriore nella crisi nel Golfo. Trump ha rifiutato l'ultima proposta lanciata da Teheran, sostenendo che il conflitto si concluderà dopo le elezioni di medio termine, in programma a novembre negli Stati Uniti, per il rinnovo del Congresso. Trump vorrebbe arrivare a dichiarare l'Iran ufficialmente in "ginocchio" e sconfitto prima del voto, per poter capitalizzare il successo ed evitare quella che, al momento, stando ai sondaggi, sembra una sconfitta
inevitabile.
Leader Hamas, Israele non sfrutti sangue palestinese in elezioni
Il leader di Hamas, Khalil al-Hayya, ha liquidato l'ipotesi che le imminenti elezioni in Israele possano portare a un cambiamento. "Che vada al potere questa o quella persona, questo o quel partito, il nostro popolo ha sofferto per mano di tutte le forze politiche israeliane", ha affermato in un'intervista all'emittente qatariota Al-Araby. "Rifiutiamo categoricamente che il sangue, la sofferenza e la causa del popolo palestinese servano da carburante per le elezioni israeliane. Ciò che conta per noi è che il nostro popolo raggiunga i propri obiettivi, realizzi le proprie aspirazioni e veda riconosciuti i propri diritti legittimi", ha proseguito. Quanto alle elezioni legislative indette dall'Autorità nazionale palestinese per il 28 novembre, le prime dopo due decenni, Hamas è "pronto a sedersi al tavolo con il presidente Abu Mazen per gettare le basi di un programma nazionale e raggiungere una reale unita'", ha dichiarato Hayya. "Se le elezioni palestinesi dovessero essere rinviate, tale passo dovrà servire da punto di partenza per riordinare la casa palestinese". Hamas sta lavorando a un'alleanza con Mohammed Dahlan, ex esponente di Fatah originario di Gaza che ha agito da interlocutore con gli Stati Uniti in merito al loro piano di pace per la Striscia. "In caso di rinvio, l'alleanza rimarrà intatta e aperta a tutti, con l'obiettivo di creare un fronte nazionale unificato", ha aggiunto il leader del gruppo militante islamico. Resta incerto se Hamas possa effettivamente partecipare alle elezioni, dato che il leader dell'Anp ha imposto a tutti i candidati di accettare la piattaforma dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (Olp), la quale riconosce il diritto di esistenza di Israele sin dal 1993, all'epoca degli accordi di pace di Oslo. Dallo statuto del 1988 Hamas ha come obiettivo la distruzione dello Stato ebraico. Nel 2017 ha pubblicato un nuovo documento che accetta l'istituzione di uno Stato palestinese provvisorio lungo i confini del 1967, senza tuttavia riconoscere Israele.
Cisgiordania, coloni attaccano ambulanza a nord-est di Ramallah
Coloni israeliani hanno attaccato un'ambulanza e rubato attrezzature agricole durante un'incursione nel villaggio di Al-Mughayyir, a nord-est di Ramallah. Lo ha riferito il capo del consiglio del villaggio, Amin Abu Alia, precisando che i coloni, protetti dalle forze israeliane, hanno causato danni all'ambulanza
Araghchi: "Condizioni chiare, aspettiamo risposta formale di Trump"
Teheran ha preso atto della reazione del presidente Usa Donald Trump alla sua proposta di tregua volta a riaprire lo Stretto di Hormuz entro sette giorni, ma non ha ancora ricevuto una risposta formale tramite i mediatori. Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, citato da Reuters. "L'Iran è in attesa che i mediatori comunichino la posizione definitiva degli Stati Uniti" prima di prendere una decisione conclusiva in merito, ha dichiarato, sottolineando che le "condizioni (di Teheran) sono chiare e qualsiasi iniziativa volta a riaprire lo Stretto di Hormuz è subordinata al loro soddisfacimento". "Solo una soluzione negoziata può farli uscire (gli Stati Uniti) da questo stallo: questa è la nostra posizione".
Media, un morto in raid Idf su campo di Nuseirat a Gaza
Un palestinese è morto e altri sono rimasti feriti a causa di un bombardamento israeliano nel campo rifugiati di Nuseirat nella Striscia di Gaza. Lo ha riferito l'agenzia di stampa palestinese Wafa, precisando che droni israeliani hanno preso di mira il sito alla fine di Julis Street, vicino alla Torre Al-Nouri, a ovest del campo.
L'israeliana Channel 13 afferma che alcuni giorni prima del 7 ottobre Netanyahu ordinò di ridurre escalation a Gaza
Il giorno dopo che, secondo la ricostruzione di The Atlantic, il capo dei servizi segreti egiziani atterrò all’aeroporto Ben Gurion per avvertire che Hamas si stava mobilitando a Gaza e per consigliare ulteriori concessioni israeliane al gruppo al potere a Gaza al fine di evitare un conflitto, il primo ministro Benjamin Netanyahu ordinò che Israele evitasse misure che potessero portare a un’escalation militare. È quanto riferito dal tg di Channel 13, che cita il verbale della riunione del 27 settembre, in cui "il primo ministro ha stabilito che deve agire per contenere e ridurre al minimo l’escalation, avvalendosi dei servizi di intelligence e di un uso controllato della forza". Lo riporta il Times of Israel. Netanyahu avrebbe inoltre chiesto di "rafforzare" gli avvertimenti contro il lancio di palloni incendiari da Gaza verso Israele e di intensificare gli aiuti umanitari; quest’ultimo punto sembra riferirsi alla riapertura da parte di Israele, avvenuta il giorno successivo, del valico per i lavoratori palestinesi impiegati in Israele, nell’ambito di un accordo mediato dall’Egitto per indurre Hamas a porre fine alle rivolte al confine. Channel 13 cita inoltre un documento del 1° ottobre in cui si afferma che Israele era sul punto di raggiungere un accordo di pace con l’Arabia Saudita e che avrebbe quindi dovuto "mantenere un livello misurato di attività di sicurezza", facendo eco a quanto riportato dal New York Times secondo cui Netanyahu non voleva autorizzare attacchi a Gaza per timore che potessero danneggiare gli sforzi di normalizzazione nei confronti di Riad. La notizia aggiunge che uno dei documenti contiene una frase sulla necessità di "portare avanti la preparazione operativa per le uccisioni mirate raccomandate nei confronti dei leader di Hamas", ma non specifica se provenga dalla riunione del 27 settembre o da quella del 1° ottobre, né indica chi abbia formulato tale raccomandazione.
L'IDF conferma di aver ucciso un comandante di Hamas e un militante in due diversi attacchi a Gaza
Un comandante di Hamas e un militante del gruppo sono stati uccisi in attacchi separati nella Striscia di Gaza, ha annunciato l'esercito israeliano. In un attacco nelle campagne di Nuseirat, nella Striscia centrale di Gaza, è stato ucciso Ibrahim Fawzi Ismail Mohsen, identificato dalle Forze di difesa israeliane come membro della Forza Nukhba, l'unità d'e'lite di Hamas. In un altro attacco, avvenuto ieri a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, è stato ucciso Mohammed Kamel Suleiman Mohsen, militante di Hamas
L'ufficio Netanyahu: "Falso che l'Egitto abbia avvisato dell' attacco di Hamas"
L'ufficio del premier israeliano ha bollato come "falso" quanto riportato dalla rivista americana "The Atlantic", secondo cui il capo dell'intelligence egiziana, Abbas Kamel, avvertì alti funzionari israeliani di un imminente attacco di Hamas a fine settembre del 2023.In una nota, l'ufficio ha dichiarato che la notizia "era già stata smentita all'epoca e viene ora riproposta per manipolare l'opinione pubblica israeliana", ricordando che "l'11 ottobre 2023, l'Egitto smentì ufficialmente di aver avvertito Israele dell'attacco del 7 ottobre".
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