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Saturday, September 26, 2026

Trump esalta i progressi con Xi, ma dal vertice è fumata grigia

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Donald Trump ha ospitato il presidente cinese Xi Jinping per un vertice ricco di cerimoniale ma povero di risultati concreti, celando i profondi disaccordi tra le due superpotenze su commercio, tecnologia e sostegno di Pechino all'Iran. Alla fine è stata concordata la modesta proroga di due mesi, fino al 10 gennaio, alla tregua commerciale già in vigore e in scadenza il 10 novembre, e sono state avviate le discussioni sulle minacce legate all'intelligenza artificiale. Mentre solo lunedì il rappresentante Usa al Commercio, Jamieson Greer, illustrerà i dettagli dei progressi compiuti e gli accordi raggiunti in numerose aree. Il contrasto tra gli approcci di Trump, che ha esaltato i progressi fatti, e di Xi è stato piuttosto evidente. Per il tycoon la spettacolarità è stato il punto centrale, con l'obiettivo di creare legami personali e dare il segnale che entrambi i leader sono in grado di tenere sotto controllo la competizione sinoamericana. Il padrone di casa ha fatto stendere il tappeto rosso, si è recato personalmente a riceverlo sul tarmac della Joint Base Andrews e ha preparato una cena di Stato con il meglio di Big Tech e Wall Street. 

Ha organizzato la gran parte della giornata di giovedì, quella centrale della visita di Stato di tre giorni, con un tour della Casa Bianca e dei lavori di ristrutturazione in corso, e una rassegna di esibizioni militari. Ha incentrato i suoi interventi sul rapporto personale con Xi e sul rispetto che nutre nei suoi confronti. Il leader comunista ha partecipato in qualità di ospite, ma ha affrontato la visita con obiettivi precisi: si è espresso in termini di relazioni tra Stati e di potenza nazionale. Il resoconto diffuso dalla parte cinese, dopo il bilaterale nello Studio Ovale, ha dato le priorità: consolidare la base di "stabilità strategica costruttiva" e usarlo per definire i confini di comportamento accettabile, limitare le restrizioni tecnologiche, prorogare la tregua commerciale, dimostrare che la Cina punta su un approccio responsabile verso l'IA e spingere Trump a opporsi all'indipendenza di Taiwan "così da gettare basi positive per lo sviluppo delle relazioni bilaterali". Desiderata che in larga parte si sono scontrati con l'innegabile divergenza di interessi. Trump ha detto a Xi che sarebbe "inaccettabile" per la Cina aiutare l'Iran, ha riferito l'ambasciatore americano a Pechino David Perdue, col sostegno di armi e intelligence costato la vita ai militari americani nel Golfo. Xi ha messo in guardia contro una più ampia "sfida gladiatoria a somma zero" e la necessità di puntare sulla convivenza e di evitare la "trappola di Tucidide", la teoria che descrive il rischio di guerra quando una potenza nuova ed emergente sfida una già dominante. 

Poche ore prima di riprendere il Boeing Air China per il rientro a Pechino, il leader comunista ha svelato l'obiettivo della visita: "Quando il presidente Trump ha visitato la Cina a maggio, abbiamo concordato sulla visione di costruire una relazione costruttiva e stabilità strategica tra Cina e Usa. Questa volta, abbiamo concordato di arricchire la relazione di nuovi contenuti. Sarà una relazione costruttiva, basata sulla stabilità strategica, sul rispetto, sull'equità e sulla reciprocità". E le prospettive "saranno sempre più luminose". Non a caso, c'è l'impegno già confermato da entrambi, come segnale di una amicizia ostentata, di rivedersi altre due volte nel 2026: all'Apec in Cina e al G20 in Florida. Unanime il parere dei media Usa: "Scarsi progressi visibili", ha scritto il New York Times; "Un vertice ricco di cerimoniale ma povero di risultati concreti", ha notato il Wall Street Journal; "Sfarzo e simbolismo", secondo il Washington Post.

Video Trump-Xi, terminato il bilaterale nello Studio Ovale della Casa Bianca

Il presidente cinese Xi Jinping e la consorte Peng Liyuan sono appena ritornati alla Casa Bianca per un tè. Sono stati accolti al South Portico da Donald e Melania Trump. Dopo i saluti, le due coppie presidenziali hanno posato per le foto di rito prima del loro ingresso nella Casa Bianca, senza rispondere alla domande su Iran e altri temi fatte dai giornalisti. Subito dopo è prevista la visita agli Archivi Nazionali, ultimi atto in programma della visita di stato della coppia presidenziale cinese negli Stati Uniti.

Xi propone l'aumento di collegamenti diretti con Usa, ma le compagnie americane frenano

Più voli diretti tra Cina e Usa per favorire gli scambi e i viaggi, come proposto dal presidente cinese Xi Jinping durante la sua visita a Washington, ma le compagnie aeree statunitensi restano contrarie a un aumento dei collegamenti finché persiste lo squilibrio legato all'utilizzo dello spazio aereo russo. Durante la cerimonia alla Casa Bianca, Xi ha affermato che i due Paesi "potrebbero anche aumentare i voli diretti" per facilitare i viaggi e il commercio bilaterali.

Secondo gli analisti, esiste una domanda sufficiente per ampliare l'offerta, oggi fortemente ridotta rispetto ai livelli precedenti alla pandemia. Attualmente i vettori cinesi e statunitensi sono autorizzati a operare circa 50 voli di andata e ritorno alla settimana ciascuno, contro oltre 320 collegamenti settimanali complessivi prima del Covid. Secondo Brendan Sobie, fondatore della società di consulenza Sobie Aviation, la domanda non è tornata ai livelli pre-pandemia, ma l'offerta è talmente limitata che esiste comunque spazio per un aumento dei voli diretti.

A frenare le compagnie Usa è soprattutto il vantaggio competitivo dei vettori cinesi, che possono sorvolare lo spazio aereo russo. Le compagnie statunitensi devono invece evitarlo, con rotte più lunghe, maggiori consumi di carburante e costi operativi più elevati. Le principali compagnie Usa hanno già contestato alle autorità di Washington i voli aggiuntivi operati da vettori cinesi, sostenendo che l'accesso allo spazio aereo russo crea condizioni di concorrenza squilibrate. 

I grandi media ridimensionano il vertice Trump-Xi,la pomposità prevale sulla sostanza'

Tappeto rosso, cena di Stato, grandi onori ma poca sostanza. E' abbastanza unanime il giudizio dei grandi media americani e internazionali sulla visita del presidente cinese Xi Jinping a Washington, accolto con grande attenzione ai dettagli da Donald Trump e dalla moglie Melania che, uscendo dal suo ruolo solitamente defilato, ha fatto gli onori di casa. "La pomposità prevale sulla sostanza", scrive il Financial Times nella sua analisi come il Wsj che parla di una "visita ricca di cerimonie ma povera di risultati, celando i profondi disaccordi tra i due paesi in materia di commercio, tecnologia e sostegno di Pechino all'Iran'. Stessa lettura del Nyt per il quale "sorvoli aerei, panda e pomposità hanno mascherato le divisioni nel vertice" tra Usa e Cina. Reuters sul suo sito allarga l'analisi alla settimana diplomatica del presidente americano affermando che "ha messo a nudo i limiti del suo potere". "La visita di Stato di Xi - scrive il corrispondente da Washington - è stata caratterizzata da sfarzo e cerimonie ma povera di contenuti, nonostante una serie di questioni spinose come l'intelligenza artificiale, il commercio, Taiwan e l'Iran. Il risultato più tangibile sembra essersi limitato a una proroga di due mesi della tregua commerciale, originariamente in scadenza a novembre, tra le due maggiori economie mondiali".

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