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Sunday, October 4, 2026

Mancini cambia ancora l’Italia: “Al talento va concessa fiducia”. Giovani, 4-3-3 e più difesa: contro la Turchia la prova del nove dopo Parigi

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Mancini cambia ancora l’Italia: “Al talento va concessa fiducia”. Giovani, 4-3-3 e più difesa: contro la Turchia la prova del nove dopo Parigi

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La partita contro la Turchia in quel di Bologna, dove nel lontano 5 giugno 1999 Vincenzo Montella debuttò in nazionale, potrebbe consegnare agli azzurri il secondo posto nel gruppo di Nations League, iniziato malissimo con lo 0-2 incassato a Roma il 25 settembre, ma potrebbe anche essere il capolinea della brevissima presidenza di Giovanni Malagò alla guida della Federcalcio. Poche ore dopo, martedì, si svolgerà infatti la Giunta Coni, dove potrebbe votare il commissariamento di Via Allegri. Sarà il primo atto della commedia: quello successivo, il Consiglio Nazionale, potrebbe “decidere se deliberare in conformità al verdetto della stessa Giunta, oppure bocciare la richiesta”.

La partita in corso sulla pelle dello sport più popolare d’Italia è ancora aperta, ma la sensazione è che chi vuole sfruttare il famoso cavillo del mancato tesseramento di Giovanni Malagò (e cioè la destra dell’attuale governo) ha perso il vantaggio acquisito nelle ultime due settimane. Ai quattro esperti schierati dal presidente del Coni Luciano Buonfiglio, secondo i quali la questione della tessera era un requisito fondamentale per candidarsi – ma la segreteria generale della Federcalcio aveva invece giudicato regolari le carte presentate da Malagò, ex presidente del Coni e attuale membro Cio -, lo stesso Malagò ha risposto con un pool di altrettanti legali di prestigio. Tutto questo, sotto gli occhi infastiditi dell’Uefa, che in teoria potrebbe sfilare all’Italia l’organizzazione degli europei in tandem con la Turchia, nel 2032. I nemici di Malagò invocano il rispetto delle regole, ma in diversi casi questi portatori di sani principi, compresi alcuni sottosegretari del governo Meloni, agiscono in pieno conflitto d’interessi: basta seguire le loro vicende professionali e sportive.

La squadra è riuscita a non lasciarsi coinvolgere da queste miserie. Il 4-1 in Turchia e l’1-1 in casa della Francia sono stati la migliore delle risposte possibili al disastro belga. Mancini è intervenuto subito, affidandosi ai giovani (Kayode, Sebastiano Esposito, Vergara), sfruttando la rinascita di Frattesi, aiutando Bastoni a liberarsi dai suoi incubi e scegliendo una linea di gioco in cui si attacca, ma non si rinuncia, per principio, alla difesa. Il 4-3-3, che nella fase di copertura a Parigi è diventato 4-5-1, pare un vestito cucito su misura per questo gruppo. La squadra indossa il suo nuovo abito con eleganza: ha smesso i panni ormai fuori moda del 3-5-2.

Il match di Bologna deve confermare i progressi, ma è importante anche per la questione–punti. L’Italia potrebbe ritrovarsi al secondo posto dopo questa maratona di quattro gare e giocarsi le chance per accedere ai quarti negli ultimi due appuntamenti, in programma a novembre. Contro la Turchia, Mancini cambierà diverse pedine: quattro sfide in undici giorni non sono uno scherzo: “Vedrete una squadra con più di un interprete diverso”, ammette il ct. Probabili novità: Scamacca al posto di Pio Esposito (Kean è rientrato a Como per un problemino fisico), possibile nuova chance per Romano in regia, Barella titolare, ballottaggio Tonali-Fagioli per la terza maglia a metà campo, sulle corsie esterne Vergara dall’inizio, forse con Cambiaghi.

“Prima di pensare a vincere, una squadra – spiega Mancini – deve ritrovare il gruppo: nel calcio è sempre andata così. Piano piano ci stiamo riuscendo, ma ci vorrà ancora del tempo. Ai giovani, se hanno talento, va concessa fiducia. Io proprio a Bologna debuttai a sedici anni. Montella? È un amico, sta vivendo un momento complicato perché alla Turchia mancano giocatori importanti. Noi vogliamo vincere, ma il risultato non cambierà il mio rapporto con Vincenzo”.

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