L'Inter cerca il colpo a Roma, Chivu perde Stones: dubbi in porta
In Viale della Liberazione la definizione "partita-scudetto" rappresenta un tabù: è solo settembre, è solo la quinta giornata, si sussurra in sede, contestando il peso specifico dato al big match di sabato. Roma-Inter, capoliste a punteggio pieno, è però una sfida ad alta quota e possiede tutti i crismi di un vero dualismo per la lunga rincorsa al titolo.
Chivu sfoglia la margherita: Stones si aggiunge a Calhanoglu e Spence in infermeria per un risentimento al flessore della coscia sinistra, mentre il tecnico ha già ammesso una certa "preoccupazione" per una difesa troppo allegra che ha costretto l'attacco agli straordinari e a due rimonte consecutive e mozzafiato contro Napoli e Udinese.
Contro la Roma vietato essere svagati: Malen e Dybala non permettono svarioni. L'Inter porta in grembo tre dubbi di formazione: se Diouf e Jones partono favoriti su Luis Henrique e Susic, il ballottaggio tra Martinez e Provedel è degno dell'Amleto. "Lo difenderò alla morte", le parole con cui Chivu ha fatto da scudo al portiere spagnolo. Eppure, le immagini degli errori su Valverde e Ekkelenkamp aleggiano come spettri e l'idea di promuovere l'ex Lazio in una gara da sei punti non appare così peregrina.
Inoltre l'Olimpico non è certo uno stadio che ha mai accolto Chivu con baci e carezze, dopo il "tradimento" alla Roma: a ritroso nel tempo, gli oggetti del contendere sono un presunto flirt con la Juventus nel 2005 e il mancato rinnovo con i giallorossi nel 2007. Il trasferimento all'Inter mai perdonato dai tifosi, 'salutati' con gestacci dopo aver vinto la Coppa Italia nel 2010, primo trofeo nell'incredibile anno del Triplete. Chivu a Roma ha imparato il mestiere da allenatore, con maestri come Capello e Spalletti, ma ha anche subito la pressione di una piazza esigente: "Venivo fischiato e vomitavo dopo ogni partita. Ne uscii grazie a uno psicologo".
Ma la Roma evoca anche un dolce ricordo. Il 5-2 a San Siro, ad aprile, per reagire al momento più difficile della stagione e involarsi verso lo scudetto. "La svolta per la Roma", secondo Gasperini, ma la presa di consapevolezza anche per Lautaro e compagni, da allora invincibili tra campionato e Coppa Italia e sconfitti solo dal Real Madrid in Champions. Proprio il capitano nerazzurro - il cui sorriso con tanto di pollice alto campeggia per primo tra le foto dell'allenamento - tornerà come punto di riferimento davanti, al fianco di Thuram, dopo il turno di riposo per alcuni fastidi alla schiena. Un undici collaudato per mantenere una doppia striscia aperta: l'Inter non perde contro Gasperini da 17 gare e con la Roma in trasferta da 10 anni.
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