A Madrid tornano gli 'indignados', lotta contro gli sfratti
Tende da campeggio, coperte, sacchi a pelo. Ragazzi che raccolgono i rifiuti e distribuiscono viveri. Turisti e influencer che si fermano a fotografare la scena, quasi increduli davanti a un'immagine che Madrid conosce già: Puerta del Sol, il cuore della capitale, è tornata a essere una piazza occupata. Oltre 500 persone hanno trascorso qui la scorsa notte, pronti a passare la seconda, sotto le tende allestite dal Sindicato de las Inquilinas, per protestare contro l'emergenza abitativa in Spagna, che ha il volto dell'87enne Maricarmen Abascal, invalida sfrattata mercoledì dalla casa nel quartiere Retiro in cui ha vissuto per 7 decenni.
"Resteremo qui per tutto il tempo necessario. Non ce ne andremo fino a quando non avremo soluzioni concrete", hanno assicurato, mentre l'accampamento cresce e si organizza di ora in ora, con assemblee e il 'Fuck Rent Fest', festival di rock star e volti celebri del grande schermo, in programma di fronte alla sede della presidenza della Comunità di Madrid, con Marwan, Juan Diego Botto e Carlos Bardemo, fra gli altri.
Non poteva mancare Almodovar, il 'mostro' spagnolo del cinema, venuto a dare solidarietà ai nuovi "indignados", 15 anni dopo il celebre movimento del 15-M nel 2011 di protesta sociale, nella stessa piazza, occupata per settimane contro i tagli al welfare, nel pieno della crisi economica. Il regista di 'Volver' ha evidenziato la dimensione "assolutamente trasversale della protesta" ricordando che, per il movimento 15-M, quello della casa "non era il problema prioritario", ma dopo 15 anni "resta ancora irrisolto".
"E assolutamente importante la miccia accesa dal caso di Maricarmen" con l'ondata di indignazione suscitata, che "ha fatto in modo che questa questione venga affrontata senza più dilazioni", ha dichiarato Almodovar, nel fare riferimento al decreto di misure anti-sfratti che sarà varato martedì dal Consiglio dei ministri. "Aspetteremo qui l'approvazione e, se necessario, anche la convalida del Parlamento. Non abbiamo fretta di andarcene", ha assicurato Valeria Racu, portavoce del Sindicato de Inquilinas.
Rivendicano il rinnovo automatico dei contratti di affitto, oltre a maggiori restrizioni agli sfratti, il contenimento dei canoni, limiti agli affitti turistici e interventi massicci di edilizia pubblica. Il premier Pedro Sanchez ha assicurato oggi che il governo lavora "senza sosta" per varare il provvedimento nella seduta di martedì. Ma lo tsunami sociale scuote l'esecutivo progressista - con le elezioni municipali, regionali e politiche dietro l'angolo, nel 2027 - che non ha i numeri sufficienti per l'approvazione in Parlamento, dove il precedente decreto è stato bocciato nel febbraio scorso con i voti del Partito Popolare e di Vox, ai quali si sono uniti quelli decisivi di Junts per Catalunya.
"Non è una questione di ideologia, è una questione di umanità", ha detto il premier nel fare appello a "un ultimo sforzo" dei gruppi parlamentari per convalidare in aula il 'decreto Maricarmen'. Le posizioni, tuttavia, restano distanti. L'alleato Sumar preme per una moratoria sugli sfratti senza alternativa abitativa, la proroga dei contratti e, nel caso di Maricarmen, ha chiesto anche l'esproprio dell'immobile. Minacciando di disertare il Cdm di martedì se non sarà approvato un pacchetto di misure "effettive" e non semplici "cerotti". Junts, interlocutore decisivo per i numeri al Congresso, punta invece su incentivi fiscali ai proprietari e misure per aumentare l'offerta abitativa. Il governo lavora "contro il tempo" per trovare una sintesi. Con la piazza occupata che chiede che il diritto alla casa non finisca in una notifica di sfratto.
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