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Wednesday, October 7, 2026

Pfizer Catania, confermati chiusura del reparto penicilline e 330 licenziamenti. Il ministero chiede di allungare la procedura a 12 mesi

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Pfizer Catania, confermati chiusura del reparto penicilline e 330 licenziamenti. Il ministero chiede di allungare la procedura a 12 mesi

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Il confronto al ministero delle Imprese e del Made in Italy non cambia il quadro per lo stabilimento Pfizer di Catania. La multinazionale conferma la chiusura definitiva del reparto penicilline e, al termine della procedura prevista a dicembre dalla legge 234/2021, l’avvio dei licenziamenti collettivi per circa 330 lavoratori. Sono 550 i dipendenti complessivi del sito.

Sul tavolo del ministero non arriva, per ora, un piano industriale in grado di riassorbire gli esuberi. Pfizer ha infatti escluso nuovi investimenti di sviluppo, limitando quelli previsti alla manutenzione e alla digitalizzazione della linea sterile. È questo uno dei punti sui quali resta aperta la distanza con i sindacati, che respingono il piano dell’azienda e chiedono invece il ritiro dei licenziamenti e un progetto di rilancio per lo stabilimento.

Dal confronto è emersa però la richiesta del Mimit di allungare a 12 mesi la procedura, così da utilizzare questo arco di tempo per individuare possibili soluzioni industriali alternative. Il ministero, riferiscono Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, ha inoltre messo a disposizione gli strumenti di sostegno statale e chiesto “massima trasparenza” sulle trattative di vendita e sull’Advisor incaricato.

È su questo terreno che i sindacati intendono ora spostare la vertenza. Le segreterie nazionali delle tre sigle hanno giudicato positivamente la posizione del Mimit, in particolare il rifiuto di una “gestione passiva degli esuberi“, ma considerano insufficiente il piano prospettato da Pfizer. La partita si sposta adesso sul fronte della mobilitazione. Nei prossimi giorni sono previste le assemblee dei lavoratori, che dovranno definire il pacchetto di iniziative contro la chiusura del reparto e i licenziamenti annunciati. Già nel febbraio del 2022 la multinazionale erano stati 130 lavoratori che lamentarono in quell’occasione che la lista degli esuberi era circolata su Whatsapp.

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