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Thursday, September 24, 2026

Tetto per gli stranieri nelle classi in cdm, Valditara: "Riguarderà da quest'anno i nuovi arrivi"

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Alla vigilia dell'arrivo sul tavolo del Consiglio dei ministri del provvedimento che introduce un tetto degli stranieri nelle scuole, il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara fornisce alcuni dettagli sulla misura, mentre proseguono le interlocuzioni tra gli uffici del Quirinale e quelli del ministero per limare il testo, dopo le tensioni delle ultime ore.
"Sarà un decreto legge, perché occorre intervenire subito", annuncia Valditara collegandosi da New York alla conferenza stampa di presentazione di un pacchetto di norme della Lega contro l'integralismo islamico in Italia, tra cui la proposta di legge su "luoghi di culto, cittadinanza, finanziamenti dall'estero e predicatori". 

Il tetto per i nuovi arrivi

"Riguarderà da quest'anno i nuovi arrivi ma sia chiaro, non disarticoliamo le classi" assicura Valditara parlando di "tanta strumentalizzazione" su questa vicenda, con l'utilizzo di "parole improprie, come razzismo e suprematismo, che in un Paese civile" non avrebbe voluto sentire. 

"Sono state strumentalizzate le parole di Mattarella e Zuppi - attacca - Anche noi vogliamo l'integrazione"

Dal Quirinale nessun commento sul tema. Anche se in ambienti parlamentari, interpretando il pensiero del Colle sull'argomento, si ricorda che il diritto allo studio è sancito dall'articolo 34 della Costituzione e sarà quello il faro con cui il Capo dello Stato esaminerà il testo allo studio del governo. Così come si dovrà valutare - da parte dell'Esecutivo - l'effettiva necessità di un decreto d'urgenza su norme che dovrebbero partire dal prossimo anno. Tutto dipenderà - ragionano le medesime fonti - dal suo contenuto sul quale, al momento, continua ad esserci massimo riserbo: non c'è stato il pre Consiglio dei ministri e diversi ministeri fanno sapere di non aver avuto alcun tipo di anticipazione.
Il provvedimento, in sostanza, introdurrà un limite del 30% nelle classi di studenti che non conoscono adeguatamente l'italiano. Riguarderà, quindi, anche i ragazzi comunitari.
Sarà, invece, escluso dal conteggio chi ha frequentato la scuola dell'infanzia o un numero sufficiente di anni negli istituti italiani. Per questo, potrebbe non interessare tutte le 34mila classi con un'alta concentrazione di stranieri. 

Nella pratica, gli uffici scolastici coordineranno i presidi per distribuirli "in maniera più equilibrata tra le scuole di prossimità" e dove ciò non sarà materialmente possibile, saranno previste deroghe e un potenziamento dell'insegnamento dell'italiano. In particolare, ribadisce il ministro, è previsto un finanziamento di oltre 14 milioni per corsi 'personalizzati'. "L'obiettivo è evitare concentrazioni che rallentino l'apprendimento di tutti i ragazzi" e "favorire l'integrazione" sostiene.
Scatteranno poi i corsi obbligatori di lingua anche per i genitori di studenti stranieri con particolari difficoltà di apprendimento o di comportamento. Al bando, inoltre, l'abbigliamento islamico. "Burqa e niqab non hanno spazio nella scuola italiana" taglia corto Valditara. 

Ci sarà però da capire come verrà scritta questa norma in quanto il divieto potrebbe entrare in contrasto con la sentenza del Consiglio di Stato del 2008 nella quale si stabilisce che indossare il velo integrale per motivi religiosi costituisce un "giustificato motivo" che esclude la violazione delle norme sul divieto di mascheramento, a meno che non ci sia un rifiuto immotivato di farsi identificare dalle autorità.
 

E all'indomani dell'intervista della premier Giorgia Meloni a Porta a Porta che ha tirato in ballo le circolari da ministro dell'Istruzione di Sergio Mattarella in cui si invitava a non concentrare gli stranieri nelle stesse classi, le polemiche non si placano. 

Parla di una norma "sensata" il vicepremier Matteo Salvini che coglie l'occasione per un nuovo affondo all'opposizione: "Per qualcuno del Pd il problema non è rilevante perché molti di loro possono mandare i figli negli istituti privati all'interno della ztl". "Non ho capito la polemica. L'obiettivo mi è sembrato comune a tutti, quello di aiutare l'integrazione" sostiene il presidente del Senato, Ignazio La Russa

Di diverso avviso il sindaco di Milano Giuseppe Sala che liquida il decreto come "fuffa". Per la vicepresidente della Camera e deputata dem Anna Ascani, invece, "il governo sta facendo propaganda sulla scuola, sulla pelle dei bambini e dei ragazzi". 

Il portale Skuola.net mette in evidenza che all'epoca delle disposizioni di Mattarella ministro gli studenti stranieri in Italia erano poco più di 15mila, rappresentando un'incidenza del tutto marginale sul totale degli iscritti. Oggi, invece, sono quasi un milione.

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