Malta sotto shock per l'assoluzione di Fenech per il delitto Caruana Galizia: rabbia e proteste

"Disgusto", "vergogna", "sfiducia" e "rabbia". Dalle 19.31 di ieri queste sono le uniche parole che attraversano Malta. A quasi nove anni dall'attentato che è costato la vita alla giornalista Daphne Caruana Galizia, il Paese si trova improvvisamente a fare i conti con una verità incompiuta: i cinque esecutori materiali sono in galera da anni, ma per l'omicidio non c'è più alcun mandante.
Yorgen Fenech, il miliardario ed erede del Tumas Group arrestato il 21 novembre 2019 mentre tentava di fuggire a bordo del suo yacht, è stato assolto a sorpresa a monte di un verdetto che Matthew Caruana Galizia, figlio di Daphne, ha definito senza mezzi termini "osceno". Non sono bastati quasi due mesi di deposizioni e testimonianze sciorinate in aula dalla Procura, né i 5 anni e 2 mesi di carcerazione preventiva già scontati dall'imputato: l'8-1 finale espresso dai giurati ha spazzato via il castello d'accusa.
Daphne Caruana Galizia, assoluzione per l'accusato di essere il mandante del suo omicidio (@web)
A far breccia nella giuria sono stati i dubbi insinuati dalla difesa e il dito puntato da Fenech contro Keith Schembri, ex amico ed ex potentissimo capo di gabinetto. I contatti, i legami e il viluppo di protezioni emersi nel corso del dibattimento hanno fatto riaffiorare i fantasmi dell'inchiesta pubblica del 2021, che registrò come lo Stato avesse creato un "clima d'impunità".
I legali di Fenech sono riusciti a scardinare la credibilità del testimone chiave dell'accusa, il mediatore Melvin Theuma, la cui grazia "tombale" concessa a suo tempo dall'ex premier Muscat è stata descritta come uno strumento costruito ad hoc per incastrare il magnate. Restano tuttavia sul fondo zone d'ombra mai chiarite: né in aula né durante gli interrogatori è stato mai chiesto a Fenech perché un re dei casinò avesse bisogno di una tale rete di scatole societarie segrete.
Daphne Caruana Galizia (gettyimages)
Il verdetto ha riportato Malta indietro di sette anni. Le manifestazioni di piazza sono ricominciate e l'opposizione è tornata all'attacco. Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo ed esponente del Partito Nazionalista, ha garantito che non verrà permesso "alcun insabbiamento", mentre il giovane leader Alex Borg ha ottenuto che il premier Robert Abela accettasse un confronto parlamentare urgente.
Dal canto suo, Abela ha preferito trincerarsi dietro la neutralità istituzionale: “Non spetta a me commentare le decisioni dei giurati”, ha dichiarato in conferenza stampa, pur ammettendo di aver parlato con il vedovo di Daphne e ricordando come la stessa famiglia ritenesse che ci fossero tutte le prove per una condanna. Per ora il premier considera "prematuro" discutere la revoca della grazia a Theuma.
Roberta Metsola al Parlamento Europeo (rainews)
Il punto fermo, tuttavia, potrebbe non essere stato ancora scritto. La giudice, al momento di annunciare il verdetto, ha espressamente chiesto alla polizia di avviare nuove indagini sulla base delle testimonianze emerse in aula. La Procura avrà ora due settimane di tempo per decidere se presentare ricorso e tentare di ribaltare una sentenza che ha riaperto una ferita mai curata nel cuore dell'Europa.
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