Londra mette al bando i libri di Sally Rooney, sostenitrice di Palestine Action

I libri della scrittrice irlandese Sally Rooney, autrice del bestseller 'Persone normali', non possono più essere venduti legalmente nel Regno Unito a causa del suo sostegno a Palestine Action, inserita l'anno scorso dal governo britannico tra le organizzazioni terroristiche con una decisione fortemente contestata anche a livello internazionale. Lo hanno annunciato l'autrice pluripremiata e il suo editore Faber. "L'attuale legislazione britannica ha creato una situazione in cui Faber non può versare a Sally Rooney i proventi generati dal suo lavoro nel Regno Unito. Di conseguenza, in pieno accordo con Sally, abbiamo deciso di non distribuire più le sue opere nel Regno Unito, in qualsiasi formato", si legge in un comunicato. Nell'agosto 2025, in un intervento sull'Irish Times, Rooney aveva annunciato che avrebbe usato i proventi delle sue opere e la sua piattaforma pubblica per "continuare a sostenere Palestine Action", nonostante il gruppo pro-pal fosse stato dichiarato fuorilegge dal governo laburista quando era premier Keir Starmer. Oltre ai proventi delle vendite dei libri, la scrittrice irlandese percepisce diritti dalla Bbc, che ha coprodotto e trasmesso le serie tv 'Normal People' (2020), un successo mondiale, e 'Conversations with Friends' (2022), tratte dai suoi romanzi. Da quando Palestine Action è stata messa al bando, qualsiasi forma di sostegno è vietata, compreso esporre cartelli o indossare magliette con la scritta del gruppo. Oltre 3.700persone sono state fermate dalla polizia durante le manifestazioni a favore dell'organizzazione, secondo l'associazione Defend Our Juries. La cofondatrice di Palestine Action, Huda Ammori, ha avviato un braccio di ferro giudiziario con il governo per far annullare il divieto. A febbraio l'Alta Corte di Londra le aveva dato ragione, giudicando il bando un'ingerenza illegittima nel diritto di protesta, ma il divieto è rimasto in vigore in attesa dell'appello. A giugno la Corte d'appello ha poi ribaltato la sentenza, giudicando legittima la decisione dell'esecutivo. A fine luglio la Corte suprema britannica aveva concesso ad Ammori il permesso di ricorrere davanti al tribunale di ultima istanza: l'udienza è fissata per l'inizio del mese prossimo.
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