Chi sono gli Houthi, la milizia che controlla lo stretto di Bab el-Mandeb nel Mar Rosso


Sciiti di stampo zaydita, controllano ormai da anni la capitale yemenita Sana'a. Dietro di loro c'è l'Iran, alleato ideologico, religioso e militare. Il loro ruolo è diventato ancora più cruciale dopo lo scoppio del conflitto che infiamma il Medio Oriente
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CHI SONO GLI HOUTHI
- Gli Houthi (o Huthi) sono un gruppo armato – principalmente sciita – che ormai da diversi anno controlla Sana’a, la capitale yemenita, nel contesto della guerra civile in corso nel Paese. Prendono il nome dal loro leader fondatore, Ḥusayn Badr al-Dīn al-Ḥūthī, ucciso dalle forze statali yemenite nel 2004. Nati verso la fine del secolo scorso e diventanti sempre più potenti dai primi anni 2000, sempre con spirito antigovernativo, ufficialmente si chiamano Anṣār Allāh, Partigiani di Dio.
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L’APPOGGIO DELL’IRAN
- Da sempre gli Houthi hanno trovato uno Stato amico nell’Iran, che in loro ha visto un alleato per diffondere la corrente sciita in un luogo dove prevalgono i sunniti. L’alleanza non è ovviamente stata soltanto ideologica, ma anche militare e basata su interessi geopolitici nell'area.
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LA GUERRA CIVILE DEL 2014-2015
- Anche grazie all’aiuto di Teheran, gli Houthi a Sana'a sono riusciti a imporsi sulle forze avversarie - che sono invece appoggiate dall’Arabia Saudita - durante la guerra civile scoppiata nel 2014. In quegli anni è nata anche l’alleanza con l’ex presidente Saleh, ai tempi già defenestrato, che fino a quel momento era stato loro nemico. L'amicizia durò poco: Saleh fu ucciso il 4 dicembre 2017 proprio da uomini Houthi, accusato di tradimento.
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NEMICI DI ARABIA SAUDITA ED EMIRATI ARABI UNITI
- Se da un lato c’è l’Iran a coprire le spalle degli Houthi, dalla parte opposta l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti sono nemici della milizia. Dallo scoppio della guerra civile del 2015, Riad ha infatti combattuto su suolo yemenita, a fianco delle forze del governo regolare e quindi contro Saleh e gli Houthi. Negli ultimi anni si è parlato di attacchi da parte del gruppo alle piattaforme petrolifere dell’Arabia Saudita.
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IL BILANCIO DELLA GUERRA CIVILE
- Nei primi 10 anni di guerra nello Yemen, stima l'Onu, sono morte più di 350mila persone. Nell'aprile del 2022, le parti in conflitto avevano raggiunto un accordo per tregua e un anno dopo, il disgelo politico e diplomatico tra Iran e Arabia Saudita, mediato dalla Cina, ha accelerato il dialogo tra Houthi e Riad, prolungando il cessate il fuoco che è durato fino al 2025 (In foto: un generale Houthi durante una manifestazione contro Israele).
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IL RUOLO NELLA GUERRA IN MEDIO ORIENTE
- Dal momento dell’attacco di Hamas a Israele il 7 ottobre 2023, e di quello di Israele alla Striscia di Gaza che ne è seguito, per le strade di Sana’a si è tornati a manifestare contro il governo di Netanyahu e contro gli Stati Uniti. E in parallelo sono partiti gli attacchi marittimi nel Mar Rosso contro le navi dirette in Israele (o di Paesi alleati dello Stato ebraico).
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LE ARMI IN MANO AGLI HOUTHI
- Il governo filo-iraniano di Sana'a nel corso degli anni ha sviluppato un arsenale militare capace di colpire con missili balistici (come il Toophan) e droni di fabbricazione iraniana obiettivi distanti anche duemila chilometri, come nel caso degli attacchi avvenuti nel recente passato contro installazioni petrolifere saudite e degli Emirati o il porto israeliano di Eilat, che dista circa 1.600 chilometri, fino al centro di Tel Aviv.
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IL FRONTE MARITTIMO
- E ancora, gli Houthi hanno in mano anche potenti missili antinave e mine navali pronte a bloccare il passaggio dei nemici su una rotta stretta come il Mar Rosso. Non solo: a tutto questo si aggiungono anche armi non convenzionali, come barchini radiocomandati pronti da far esplodere.
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GLI EFFETTI DELLE AZIONI DEGLI HOUTHI
- Dallo scoppio della guerra in Medio Oriente, gli Houthi hanno costantemente tenuto sotto scacco il transito navale attraverso il Mar Rosso. Gli attacchi portati nel tratto che collega Suez al Golfo di Aden hanno strozzato il traffico marittimo, fatto salire i costi per il trasporto e di conseguenza spinto verso l’alto il prezzo dei beni che da lì transitavano.
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LA GUERRA IN IRAN
- A rendere il quadro dell’area ancora più teso è stato anche lo scoppio della guerra in Iran, nel febbraio 2026. Il blocco dello stretto di Hormuz ha fatto esplodere il prezzo del petrolio, e aumentato ancora di più l’importanza dello strategico passaggio di Bab el-Mandeb nel Mar Rosso.
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LA FINE DELLA TREGUA IN YEMEN
- La tregua in Yemen è dunque finita, e si sono riaccesi gli scontri nel Paese e anche all’esterno. La situazione è precipitata nel settembre 2026: le milizie filo-iraniane hanno lanciato un attacco con droni dal’Iraq contro l’Arabia Saudita, e gli Houthi hanno ripreso l’avanzata contro le forze regolari del Paese.
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LA CONQUISTA DI BAB EL-MANDEB
- Gli Houthi nel settembre 2026 hanno ripreso i loto attacchi e, dopo essersi impossessati della città portuale di Mocha, hanno preso anche il controllo dell'isola di Perim all'imboccatura dello stretto di Bab el-Mandeb. Si tratta di una delle rotte mondiali più importanti per il trasporto di petrolio dal Golfo verso il Mediterraneo, e la sua conquista rappresenta un profondo cambiamento negli equilibri di potere nell’area.
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L’IMPORTANZA DELLA CONQUISTA
- La conquista di Bab el-Mandeb non è solo una vittoria degli Houthi ma anche dell'Iran, che adesso può esercitare una coercizione non solo su Hormuz ma pure su Bab el-Mandeb. Sono dunque sotto minaccia entrambi i più importanti "rubinetti" energetici della regione.
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LA RISPOSTA SAUDITA
- Appena preso il controllo dello stretto, gli Houthi hanno annunciato che il tratto di mare rimane aperto per tutti tranne che per l’Arabia Saudita. Riad ha provato a rispondere, con raid aerei non solo sull'aeroporto ma anche sulla città di Mocha, senza però ottenere grandi risultati. La coalizione anti-Houthi guidata dai sauditi non è riuscita a frenare l’avanzata del nemico e non ha ottenuto il sostegno militare diretto degli Stati Uniti: la milizia ha infatti una tregua con Washington dal maggio 2025.
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