Pampers Village, il progetto che supporta i genitori arriva a Roma con InFamiglia Festival

Il 19 e 20 settembre Pampers Village fa tappa a Roma all'interno di InFamiglia Festival. Il progetto, sviluppato da Pampers insieme al Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini (CSB), ha l’obiettivo di far incontrare i genitori per costruire relazioni, ascolto e sostegno reciproco, aiutandoli a non sentirsi soli. “Vogliamo contribuire a creare occasioni di incontro e condivisione, perché crediamo che il benessere dei bambini passi anche attraverso comunità capaci di accompagnare e sostenere le loro famiglie”
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“Per crescere un bambino serve un villaggio”. Lo sanno bene i genitori italiani: secondo quanto è emerso dall’Osservatorio Pampers, uno su due ha dichiarato di sentirsi solo nel suo percorso di crescita dei figli, tra dubbi, paure, carenza di servizi e mancanza di reti di supporto. Proprio per cercare di colmare questo vuoto, ispirandosi all’antico proverbio africano citato anche da Papa Francesco, un anno fa è nato Pampers Village: il progetto, sviluppato da Pampers insieme al Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini (CSB), ha l’obiettivo di far incontrare i genitori per creare condivisione e sostegno reciproco. Dopo le tappe di Milano e Pescara, il 19 e il 20 settembre 2026 Pampers Village arriva a Roma all'interno di InFamiglia Festival.
Cos’è Pampers Village
Il proposito di Pampers Village è di contribuire a costruire quel “villaggio” di supporto di cui ogni genitore ha bisogno. Come? Mettendo a disposizione delle mamme e dei papà ricerca, strumenti digitali e momenti di incontro sul territorio, in modo da offrire alle famiglie occasioni concrete di condivisione, ascolto e sostegno e permettere loro di creare relazioni e rete. L’iniziativa è stata sviluppata da Pampers insieme al Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini (CSB), punto di riferimento in Italia per la promozione della salute, dello sviluppo e dei diritti dell’infanzia e del sostegno alla genitorialità. Il progetto ha dato vita a una community digitale, che conta più di 100.000 utenti e 370.000 interazioni, all’interno dell’App Coccole Pampers. Tra i servizi dell’App c’è anche la possibilità di accedere gratuitamente a uno sportello psicologico online in collaborazione con Heart4Children. Anche in questo caso, l’obiettivo è fare in modo che nessun genitore si senta solo e possa contare su un luogo di incontro virtuale. Ma il progetto va oltre l’online e prevede anche una serie di eventi itineranti in Italia.
La tappa a Roma
Così, dopo il debutto a Milano nel 2025 e la tappa a Pescara, ora il Pampers Village arriva a Roma all'interno di InFamiglia Festival. Questo appuntamento rappresenta una nuova occasione per offrire ai genitori uno spazio in cui confrontarsi, ricevere informazioni utili e costruire relazioni con altre famiglie. Durante le due giornate, il 19 e il 20 settembre, sarà possibile dialogare con il personale educativo di CSB e partecipare ad attività di gioco, momenti di lettura ed esperienze sonoro-musicali proposte nell’ambito del progetto Un Villaggio per Crescere – sede di Roma e poi replicabili a casa.
InFamiglia Festival 2026
La terza edizione di InFamiglia Festival è in programma a Roma, il 19 e 20 settembre, presso Forte! Trionfale Urban Factory. L’evento, gratuito e dedicato alle famiglie con bambini di tutte le età, offre due giornate con diverse iniziative per genitori e figli: dalle attività creative, artistiche e sensoriali da svolgere insieme, ai laboratori solo per i piccoli, fino agli appuntamenti riservati agli adulti e agli incontri sulla genitorialità. Previsti anche laboratori organizzati da Kids&Us, scuola di inglese specializzata nell’apprendimento naturale della lingua da 1 a 18 anni. Non mancano giochi, animazione, sport, musica. Oltre al Pampers Village c’è l’Area Salute, con consulenze gratuite e campagne di prevenzione. Spazio anche alle attività dedicate al benessere di adulti e bambini, in particolare con l’approccio multidisciplinare del Centro Sarai e Guarda Oltre RIAB. Presente anche Mica Macho, associazione no profit che lavora sull’identità maschile: per ribadire che questo è il festival tanto delle mamme quanto dei papà. A completare il quadro ci sono anche il Salotto Podcast per le interviste, il Food Village e un mercatino realizzato in collaborazione con Hippie Market. InFamiglia Festival è un progetto culturale ed esperienziale ideato dall’Associazione Mamà, fondata da Alessandra Stendardo: lo scopo è creare un luogo in cui le famiglie possano sentirsi accolte, ascoltate e dove costruire relazioni, per non vivere in solitudine l’esperienza di crescere un figlio. L’evento, che coinvolge professionisti e realtà del territorio, ha il patrocinio dell'Assemblea Capitolina e il sostegno del Municipio Roma XIV. L’ingresso al Festival è gratuito, ma è necessario prenotarsi sul sito.
“Un'occasione concreta per costruire il villaggio”
“La scelta di portare Pampers Village all'interno di InFamiglia Festival nasce dalla volontà di raggiungere le famiglie in contesti capaci di favorire connessioni autentiche e relazioni durature, trasformando un evento in un'occasione concreta per costruire quel 'villaggio' di cui ogni bambino ha bisogno”, ha dichiarato Sergio Caccavale, Baby Care Category Executive Director. “L'Osservatorio ci racconta che, pur vivendo la genitorialità con grande coinvolgimento e gioia, molti genitori sentono il peso della responsabilità e la mancanza di una rete di supporto. Con Pampers Village vogliamo contribuire a creare occasioni di incontro e condivisione, perché crediamo che il benessere dei bambini passi anche attraverso comunità capaci di accompagnare e sostenere le loro famiglie”, ha aggiunto. Sulla stessa linea Anduena Alushaj, Responsabile Area Early Child Development e Nurturing Care del CSB e di Un Villaggio per Crescere: “Partecipare a questi eventi per noi significa creare opportunità per le famiglie e gettare semi per relazioni durature e significative. Il nostro obiettivo è offrire alle famiglie con bambine e bambini nella fascia 0-3 anni punti di riferimento stabili sul territorio, luoghi in cui essere accompagnati nel percorso di crescita dei loro figli e figlie e nella costruzione della propria esperienza genitoriale. In questo caso, il ‘luogo’ è il Villaggio per Crescere di Roma: uno spazio gratuito, pronto ad accogliere bambine, bambini e i loro genitori”.
L’indagine sulla genitorialità
Pampers Village, quindi, nasce come risposta ai bisogni emersi da una ricerca sociale dedicata alla genitorialità e in particolare al dato che un genitore su due dichiara di sentirsi solo dopo la nascita di un figlio. Questa fotografia è stata scattata dall'Osservatorio Pampers realizzato con Eumetra, che ha analizzato percezioni e vissuti di 3.000 genitori tra mamme e papà nelle diverse aree del Paese. L’indagine offre anche un focus sulla figura del papà, restituendo il ritratto di una paternità moderna, partecipe ed emotivamente coinvolta. Da quanto emerge, i papà italiani hanno un ruolo sempre più centrale e attivo nella crescita dei figli: partecipano alla vita familiare, condividono responsabilità, cercano informazioni, si confrontano con esperti e vogliono essere presenti in ogni fase dello sviluppo dei bambini. Questo maggior coinvolgimento, spiega l’indagine, comporta anche una dimensione emotiva significativa tra dubbi, paure e il bisogno di sentirsi meno soli. Basta guardare i numeri: il 63% dichiara di temere di non fare abbastanza per i propri figli. La percentuale sale al 72% nel Nord Ovest, dove i papà appaiono particolarmente coinvolti ma anche più severi con sé stessi. I papà più presenti e partecipi risultano quelli del Centro Italia, anche se il 57% dice di aver bisogno di maggiore supporto nel proprio ruolo genitoriale. Nel Nord Est i papà guardano sia all'esperienza delle generazioni precedenti sia agli strumenti offerti dalla tecnologia: il 56% ritiene che in passato fosse più facile essere genitori, mentre il 46% utilizza smartphone e tablet come supporto nella gestione dei figli. Nel Sud e nelle Isole, infine, emerge una paternità più sicura e pragmatica: si registra il livello più basso di senso di inadeguatezza (28% contro il 34% della media) e una maggiore fiducia nei consigli degli esperti (60% contro il 53% della media nazionale). “Al di là delle differenze territoriali, emerge una richiesta comune: i papà italiani – come mostra l’Osservatorio – non cercano di essere perfetti, ma di non essere soli. Confronto, ascolto e una rete di supporto rappresentano oggi bisogni sempre più centrali nell'esperienza della paternità”.
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