Lettera ai lettori: la magistratura ha il dovere d’indagare, noi siamo stati corretti
Care lettrici e cari lettori, per dovere di trasparenza, e nella convinzione di non aver commesso nulla di illecito, voglio raccontarvi che cosa mi è accaduto. A me – e a una lunga serie di direttori e amministratori delegati di importanti quotidiani e siti d’informazione, tra i quali la nostra Cinzia Monteverdi – è stata notificata un’informazione di garanzia nella quale viene ipotizzato il concorso in corruzione tra privati.Una cosa voglio dirla subito: non ho mai intascato un euro, né accettato doni, regali o promesse di alcun tipo. Dai nomi di alcuni indagati si desume che l’inchiesta riguardi il gruppo Multiversity, che negli ultimi anni è subentrato alla precedente proprietà di università online come Pegaso e Mercatorum.
Da qualche tempo Multiversity collabora con alcuni corsi della Scuola de Il Fatto ed è anche uno dei nostri investitori pubblicitari.Quando abbiamo pubblicato articoli sulle inchieste riguardanti le università online, i vertici di Multiversity sono stati contattati, o hanno contattato la direzione e la società, per fornire chiarimenti e, quando necessario, la propria versione dei fatti, come è accaduto e accade in tutti i casi analoghi. L’inchiesta coinvolge quasi tutte le maggiori testate italiane e numerosi direttori. Ma questo, francamente, non mi consola. Dopo aver trascorso una vita professionale a raccontare e denunciare corruzione e malaffare, avrei preferito non vedere il mio nome e quello del Fatto accostati a un’ipotesi di reato di questo genere. So però altrettanto bene che la magistratura ha il dovere di verificare ogni ipotesi di reato e deve farlo indipendentemente dal nome e dal ruolo delle persone coinvolte. È giusto che lo faccia. Nei prossimi giorni, se ci saranno sviluppi, vi terrò aggiornati. Con la convinzione che tutto possa essere chiarito al più presto.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.