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Thursday, October 8, 2026

Sinner, il prezzo della Cina: infortunio, polemiche e possibili rivoluzioni nel team

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Jannik Sinner ha chiuso in anticipo la stagione 2026 per un infortunio al ginocchio destro, dopo un tentativo di recupero accelerato. 

Il rispetto di un impegno commerciale con il China Open di Pechino, e la gestione del problema fisico ha sollevato qualche critica interna ed esterna, mentre si moltiplicano le voci su possibili rimescolamenti nello staff tecnico e medico in vista del 2027.

Gli allenatori di Jannik Sinner, Simone Vagnozzi e Darren Cahill

Gli allenatori di Jannik Sinner, Simone Vagnozzi e Darren Cahill (GettyImages)

Il nucleo storico del team di Sinner è composto da Simone Vagnozzi, coach principale e figura chiave sin dalla svolta del 2022, quando Sinner interruppe la collaborazione con Riccardo Piatti, da Darren Cahill, super coach australiano che ha prolungato di un anno il contratto in scadenza nel 2025 ma che ora è dato vicino al pensionamento e potrebbe chiudere la sua esperienza con l’altoatesino, da Umberto Ferrara, preparatore atletico già allontanato durante il caso Clostebol e poi riassunto, e da Alejandro Resnicoff e altri fisioterapisti che formano il reparto medico e di recupero.

Secondo diversi retroscena, Sinner ha provato a forzare i tempi di recupero per essere presente al China Open di Pechino, torneo a cui era legato da un accordo commerciale, e il piano della squadra prevedeva un aumento graduale dell’intensità degli allenamenti a Montecarlo con l’obiettivo di arrivare pronti al via del torneo, ma a metà settembre l'altoatesino era tornato ad allenarsi e il ginocchio non ha retto l’aumento dei carichi, con una ricaduta poco prima della partenza per Pechino, viaggi già organizzati e poi saltati all’ultimo, il forfait ufficiale del 25 settembre e l’annuncio del 6 ottobre della chiusura della stagione.

Jannik Sinner e l'allenatore Darren Cahill ,Australian Open a Melbourne il 10 gennaio 2025

Jannik Sinner e l'allenatore Darren Cahill ,Australian Open a Melbourne il 10 gennaio 2025 (Afp)

Darren Cahill, allenatore di Jannik Sinner

Darren Cahill, allenatore di Jannik Sinner (GettyImages)

L'aria che tira

Proprio su questa accelerazione per Pechino qualcuno, anche all’interno della squadra, avrebbe “storto il naso”, perché l’idea è che Sinner, abituato a reggere carichi di lavoro elevati, abbia spinto oltre il limite per rispettare un impegno, finendo per peggiorare la situazione, e questo ha riaperto il dibattito su quanto peso debbano avere gli obblighi commerciali nelle decisioni sportive e mediche.

La notizia dell’accordo per il China Open ha fatto molto discutere, perché il tennista italiano ha chiuso un “contratto” per giocare altre tre edizioni del torneo di Pechino, a cui si aggiungerà quella del 2030 per recuperare l’edizione appena persa nel 2026, e questo conferma che esisteva già un precedente accordo commerciale che lo legava alla capitale cinese e che il tentativo di giocare nel 2026 non era una scelta estemporanea, quindi di fatto Sinner sarà impegnato a Pechino per quattro edizioni future (2027, 2028, 2029 e 2030), un vincolo importante per un giocatore n.1 al mondo che deve bilanciare calendario ATP, preparazione fisica e obblighi con gli sponsor.

Cambi in vista

Forti i rumors nelle ultime settimane su possibili cambiamenti nello staff di Sinner, perché Darren Cahill è dato in uscita, ha già concesso un anno di “bonus” nel 2026 e non dovrebbero arrivare ulteriori proroghe, si parla di un suo passo verso il pensionamento, e oltre a lui “qualcun altro potrebbe salutare”, perché fonti indicano che non sarà solo Cahill a lasciare, ma che nel 2027 Sinner potrebbe presentarsi in campo con diversi cambiamenti nel team, mentre il punto fermo sembra rimanere Simone Vagnozzi, considerato la base del “nuovo Sinner” e figura stabile dal 2022, e sul fronte medico non è scontato che ci siano rivoluzioni, perché Jannik ha dimostrato di tenere molto a Ferrara e al nucleo italiano, anche se il problema al ginocchio potrebbe spingere a un potenziamento dello staff, ad esempio sul piano della preparazione psicologica o della prevenzione infortuni.

Tra i nomi che circolano come possibili nuovi coach c’è Juan Carlos Ferrero, ex di Alcaraz, che nel 2027 ricomincerà “da una panchina”, anche se non è chiaro con chi, e in sintesi gli scenari più probabili per il prossimo anno sono l’addio o il ridimensionamento del ruolo di Cahill, con un nuovo volto accanto a Vagnozzi, un possibile potenziamento dello staff medico e di prevenzione dopo una stagione segnata da infortuni ricorrenti e da uno stop anticipato, una maggiore attenzione al bilanciamento tra obblighi commerciali e salute soprattutto dopo il caso Pechino e le critiche sulla gestione del ginocchio, e la conferma del nucleo italiano come asse portante con eventuali integrazioni esterne per specifiche competenze, con l’obiettivo dichiarato di tornare in forma per l’Australian Open 2027 dopo un 2026 ricco di titoli ma anche di segnali d’allarme fisici che il team non può più ignorare.

Come rivelato dal Times, uno dei nomi da considerare per una possibile nuova guida tecnica di Sinner è anche Magnus Norman. L'ex numero 2 del ranking Atp ha allenato in carriera Robin Soderling e anche Stan Wawrinka, affiancando lo svizzero nel periodo d'oro dei tre Slam conquistati tra il 2014 e il 2016. Nella possibile short list, c'era anche Ljubicic ma ha ufficializzato l'accordo con Auger-Aliassime.

In questo scenario, il calendario ATP diventa il vero campo di battaglia nascosto: tra obblighi contrattuali con Pechino per quattro edizioni future, la necessità di preservare il fisico per i tornei dello Slam e la pressione di mantenere il n.1, il team di Sinner sarà chiamato a ridefinire priorità e gerarchie. I possibili cambiamenti nello staff, a partire dall’addio di Cahill e dall’arrivo di nuove figure tecniche o mediche, dovranno servire proprio a questo: costruire una programmazione che metta al centro la salute del ginocchio e la longevità della carriera, senza sacrificare gli impegni commerciali che ormai fanno parte del “business Sinner”. Il 2027 potrebbe essere l’anno in cui l’altoatesino e il suo entourage troveranno un nuovo equilibrio, più sostenibile e meno esposto a ricadute, trasformando questa stagione chiusa in anticipo in un punto di svolta per il resto del ciclo.

Poi la chiosa del più grande di tutti i tempi, Novak Djokovic: "Pensare a lungo termine è una scelta intelligente: è importante concedersi più anni di carriera, così da avere più possibilità di raggiungere tutti i propri obiettivi". Ragionare sul futuro - come aveva sottolineato l'altoatesino quando ha annunciato la sua decisione - è una scelta saggia secondo Nole, che in carriera ha fatto i conti con diversi problemi fisici. "Non ho sentito Sinner da quando si è infortunato, lo contatterò per sapere come sta - ha spiegato il serbo in conferenza stampa - In carriera ho attraversato diversi infortuni importanti, so quanto sia difficile".

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