Attacco al checkpoint di Hebron, scattata un'operazione antiterrorismo
L'allarme al più alto livello lanciato nei giorni scorsi dal governo per possibili attacchi contro civili e soldati israeliani a ridosso delle elezioni si è concretizzato venerdì mattina. A un check point temporaneo allestito dall'Idf all'uscita di Hebron, due uomini armati hanno sparato per venti minuti contro i soldati uccidendone due e ferendo altri tre. I due attentatori sono stati colpiti a loro volta dai militari.
L'Idf e lo Shin Bet, hanno avviato un'operazione antiterrorismo che ''durerà diversi giorni''. Lo riferisce il portavoce dell'Idf. ''Le forze in campo hanno avviato perquisizioni mirate per individuare e smantellare infrastrutture terroristiche e armi, e interrogare sospettati. L'operazione è mirata e circoscritta all'area da cui operavano i terroristi". ''I residenti della zona interessata potranno uscire attraverso tre punti designati, previa verifica e interrogatorio. Chiunque susciti sospetti verrà trasferito per essere interrogato''.
Durissima la reazione di Israele, con il premier che ha fatto sigillare la Cisgiordania, annunciando che il quartiere dei terroristi sarà evacuato e le infrastrutture terroristiche rase al suolo per fare posto a un insediamento di coloni. Mentre il ministro delle Finanze di ultradestra Bezalel Smotrich, architetto dell'espansione delle comunità ebraiche nella West Bank, ha dato ordine di abbattere gli edifici abusivi di proprietà araba nelle vicinanza del luogo dell'attentato.
A quattro giorni dalle elezioni per la 26ma Knesset, la retorica politica israeliana ha raggiunto il culmine. Si rivolge a un Paese provato, arrabbiato, impoverito, a lutto. Con i continui disordini nelle strade provocati dagli ultrareligiosi che protestano contro la leva obbligatoria, i candidati che ricevono minacce di morte, la tensione altissima in Cisgiordania per gli attacchi dei coloni estremisti e, soprattutto, lo spettro del ritorno della guerra che incombe.
Il sergente maggiore Ron Yonatan Roytman e il sergente Yuval Shai Svilem
A rendere più cupo l'orizzonte ci ha pensato venerdì sera l'ambasciatore Usa in Turchia Tom Barrack affermando che un attacco americano contro l'Iran potrebbe "assolutamente" avvenire già questo fine settimana. L'ultimo sondaggio pubblicato giovedì continua a ritrarre un Paese spaccato. Secondo i commentatori politici israeliani, nemmeno l'attentato poche ore prima dello Shabbat pare destinato a parlare alla pancia del Paese. Il forte sostegno espresso all'esercito da tutta l'opposizione, da Yair Golan a Gadi Eizenkot, rende anche difficile per il primo ministro fare della questione sicurezza una sua prerogativa.
Nei sondaggi, nessuno dei due blocchi politici ha ottenuto una chiara maggioranza. Realtà che si rifletterà sulla formazione del futuro governo. Netanyahu, in un'intervista andata in onda su Channel 10, si è detto "preoccupato" per le sanzioni internazionali. Inoltre "decine di miliardi di dollari di aiuti Usa al bilancio della Difesa non continueranno ad arrivare. Perché l'America è cambiata. È finita. E' solo questione di tempo", ha detto.
Secondo la ricostruzione dell'esercito, ma anche guardando i video pubblicati sui social, Mohammad Jaaba e Firas Jaaba, 27 anni, con moglie e figli, di Hebron, sono arrivati in auto alle 7,30 del mattino al posto di blocco che effettuava controlli di routine. I due si sarebbero resi conto di non riuscire a superare il check point, raggiungere la Route 35 e colpire automobilisti civili israeliani. Quindi avrebbero deciso - secondo l'Idf - di aprire il fuoco sui soldati con un fucile d'assalto e una pistola.
Nel loro veicolo successivamente è stata trovata una grande quantità di munizioni, inducendo a pensare che il piano fosse quello di un attacco di dimensioni più grandi. Hamas, che ha una forte presenza a Hebron, ha elogiato l'attentato lanciando un appello a prendere le armi, come aveva fatto dopo il 7 ottobre. Netanyahu, in un video girato davanti al check point di Hebron ha affermato che "l'Idf entrerà nei quartieri da cui sono partiti gli attentatori, evacuerà i residenti, distruggerà le infrastrutture terroristiche".
Poi, rivolgendosi agli "eroici coloni" ha dichiarato che al posto dei siti del terrore, saranno costruiti nuovi insediamenti. Diversi filmati postati sui social mostrano soldati dell'Idf che ordinano ai residenti palestinesi della zona di Farsh al-Hawa, vicino a Hebron, di evacuare le proprie case prima della demolizione, e alcuni edifici mentre vengono distrutti dalle ruspe. L'Autorità palestinese ha dichiarato che si tratta di "una punizione collettiva" dopo l'attacco.
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