Arbitri, si cambia ancora (4 volte nell’ultimo lustro): il nuovo presidente è Massini, ma l’associazione resta spaccata a metà
Per la quarta volta in cinque anni, gli arbitri italiani hanno un nuovo presidente, che poi in un certo senso è anche un po’ il vecchio, perché negli ultimi mesi aveva fatto da reggente dopo la decadenza dell’ex n.1 Zappi. Romano, 57 anni, Massini è stato arbitro internazionale di calcio a 5, dal 2013 ha intrapreso la carriera dirigenziale che l’ha portato nell’ultima gestione a fare il vicevicario, e adesso a diventare presidente dell’Aia. Alle elezioni (assemblea da remoto, con voto elettronico) ha battuto di un soffio, appena venti voti, lo sfidante Carlo Pacifici, un altro ex (presidente dal 2023 al 2024). Massini un po’ a sorpresa aveva chiuso il primo turno avanti di due voti, e lì si è capito che era il favorito: ha conservato il risicato vantaggio al ballottaggio, dove i voti dell’altro candidato Pisacreta si sono divisi equamente (il terzo incomodo dunque non è stato decisivo). È la vittoria dell’immediata continuità, visto che il movimento ha scelto di affidarsi a chi lo aveva traghettato negli ultimi mesi, a chi aveva in mano la struttura (mentre con Pacifici stavano anche l’altro ex Trentalange e il suo deus ex machina Duccio Baglioni). Indirettamente, è anche un messaggio alla Figc (a quella vecchia targata Gravina–Viglione), che aveva defenestrato Zappi con un colpo di mano che ha retto al giudizio del tribunale (giusto a poche ore dal voto è stato respinto il suo ricorso).
Dalle urne, però, esce anche e soprattutto un’associazione spaccata, esattamente (o quasi) a metà. Non è un buon segno, e non è nemmeno una novità. Lo storico n.1 Marcello Nicchi sarà pure stato una specie di “dittatore”, per nulla rimpianto, ma da quando se n’è andato lui si è scoperchiato un vaso di Pandora di tensioni e rancori intestini, che nessuno è più riuscito a richiudere. Basta contare i presidenti saltati: Trentalange silurato dalla Figc per il caso D’Onofrio, Pacifici travolto da caos ed errori, Zappi decaduto dopo essersi opposto alla riforma federale. La prima sfida di Massini sarà innanzitutto sopravvivere, alle divisioni interne, e alle pressioni esterne della politica (anche se Malagò, a differenza della precedente gestione, fin qui ha dimostrato di non volersi intromettere nelle vicende arbitrali; del resto, ha avuto altro a cui pensare). “L’Aia non aveva bisogno di pacificazione, ma di essere liberata dalle correnti politiche. Lo abbiamo fatto”, dice lui, anche se ci credono in pochi.
Il suo mandato (in teoria) arriva fino al 2028, la squadra sarà composta da Michele Affinito, vicepresidente vicario, e Francesco Carrieri, vicepresidente. I proclami sono i soliti di sempre: professionalizzazione degli arbitri di vertice, “tema determinante e non più rimandabile”, autonomia economica dalla Figc, riforme regolamentari, centralità delle sezioni, tecnologia purché l’arbitro resti al centro. Meno chiaro come si riuscirà ad attuare concretamente un programma così vasto, a maggior ragione con un’associazione divisa. Intanto, almeno sul campo, i fischietti sembrerebbero aver voltato pagina. Orsato non sarà particolarmente amato (neppure all’interno del suo mondo) però in poche settimane ha impresso una direzione e un’identità alla classe arbitrale immediatamente riconoscibile, confermando quanto sia stata confusa e deleteria l’era Rocchi (oggi fresco opinionista di Dazn, chissà con quale credibilità). Le ombre restano, dall’allergia al Var a quella per la trasparenza, e anche le contraddizioni: le abbiamo viste pure nell’ultimo turno, con il ritorno dei rigorini, stavolta in favore del Napoli, anche se quantomeno si è trattato di una decisione (sbagliata) di campo. Ma, a differenza del recente passato, i direttori di gara sembrano remare tutti dalla stessa parte, e almeno finora ne ha beneficiato il campionato: è aumentata la qualità del gioco, sono diminuite le polemiche. Insomma, forse abbiamo gli arbitri. Adesso bisogna fare pure l’Associazione.
Credits: foto dal sito internet dell’Associazione italiana arbitri
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