Max Angioni ospite a Stories, domenica 18 ottobre alle 21 su Sky Tg24

Torna su TV8 il “GialappaShow”. New entry nel cast del programma Max Angioni, protagonista della prossima puntata del ciclo di interviste dedicate ai protagonisti dello spettacolo condotte dal vicedirettore di Sky Tg24 Omar Schillaci
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Max Angioni è il protagonista della nuova puntata di “Stories”, il ciclo di interviste ai principali interpreti dello spettacolo di Sky TG24. Ospite del vicedirettore Omar Schillaci, con la regia di Paolo Bonfadini, il comico si racconta in “Max Angioni - C’è simpatia tra di noi”, in onda domenica 18 ottobre alle 21.30 su Sky TG24 e alle 23.20 su TV8. Lunedì 19 ottobre alle 17.30 su Sky Uno, sabato 24 ottobre alle 12.30 su Sky Arte e sempre disponibile on demand.
L’approdo a GialappaShow
Tra le novità della prossima stagione di “GialappaShow”, dal 19 ottobre, ogni lunedì alle ore 21.30, su TV8 e Sky, c’è anche Max Angioni, che arriva in un universo comico con cui è cresciuto. “Sono contentissimo di essere approdato”, ricordando quanto abbiano inciso sulla sua formazione programmi come ‘Mai dire Martedì’ e ‘Mai dire Domenica’: “Sono del 1990, mi è arrivato in piena faccia tutto quel mondo. Fabio De Luigi mi ha traviato l’esistenza” ha raccontato. “Non so quanti danni mi abbia fatto ‘Mai dire Martedì’, credo parecchi, però vabbè, ci facciamo i conti io e la mia psicologa”. L’accoglienza nel nuovo gruppo, assicura, è stata buona, anche se in pieno stile Gialappa: “Mi hanno accolto con un bullismo soft, ma è una cosa che ci sta e me la merito” ha scherzato. Tra i primi ricordi c’è l’incontro con il Mago Forest, che già ai tempi di ‘LOL’ lo aveva preso bonariamente di mira.
Carriera, successo e rapporto con il pubblico
Il pubblico ha iniziato a conoscerlo soprattutto grazie a ‘Italia’s Got Talent’, dove il suo pezzo su Gesù e il bullismo lo ha portato fino alla finale, conclusa al secondo posto. Un risultato che, ammette, sul momento gli ha lasciato un po’ di amaro in bocca: ‘La mia permalosità si è manifestata in quel secondo posto’. Da lì, la sua ascesa in tv e le apparizioni in vari programmi, tra cui ‘LOL – Chi ride è fuori’, e il lavoro a teatro, con spettacoli portati in giro per l’Italia. Angioni racconta la difficoltà di abituarsi a un pubblico che lo riconosce e gli chiede una fotografia, ma preferisce guardare alla popolarità in termini concreti, senza costruirci intorno una mitologia: “A un certo punto ho iniziato a fare dei lavori sempre più visti, sempre più popolari. Questo comporta che più persone ti riconoscono e ti chiedono la foto, vengono a vederti. Però io l’ho vissuta a 31 anni e secondo me mi è servita molto, perché ho visto cos’è la vita reale”. È un momento in cui si sente appagato dal punto di vista professionale e artistico, ma sa che la notorietà può diventare una trappola: “Uno rischia di gonfiare il proprio ego, di sedersi, di sentirsi appagato. Invece è un’illusione”. La misura del suo lavoro, per lui, non è diventare sempre più famoso, ma continuare a offrire qualcosa al pubblico. Lo ha capito anche grazie a un incontro recente, quando un tassista gli ha raccontato che sua figlia, turbata dal tema della religione, aveva visto il suo video su Gesù e si era addormentata più serena. “La sfida di un artista, di un comico, è cercare di portare sempre cose migliori per le persone e per il pubblico”, spiega. E quando gli viene chiesto che cosa vorrebbe che gli altri dicessero di lui, la risposta va oltre il successo professionale: “Una persona una volta ha detto che io sono ‘una cura’. Ora, non so se l’abbia detto davvero, ma se qualcuno dicesse di me ‘guarda, lui è una cura’, cavolo, questa cosa mi emoziona davvero”.
Infanzia, scuola e primi passi
Per tornare alle origini, Angioni parte dalle due case in cui ha trascorso gran parte dell’infanzia: quella dei genitori e quella dei nonni, a Ponte Chiasso, vicino al confine svizzero. Figlio unico, passava molto tempo nella sua cameretta, tra giochi e personaggi immaginari. “Ero permaloso, molto permaloso, ero mammone”, ricorda. Ma c’era già un primo indizio della sua inclinazione comica: alle elementari leggeva le barzellette di Paperino ai compagni. “Non ricordo neanche se ridessero. Però le leggevo meglio di altri”, scherza. La scuola, invece, non è stata sempre una passeggiata. Al liceo scientifico a indirizzo informatico, la matematica era un ostacolo: “A scuola in matematica avevo la media del 2. In fisica del 4. La prof di ripetizioni era disperata, una volta mi disse: ‘Aspetta, ripartiamo dagli insiemi’. Mi ha sempre salvato la simpatia, almeno nelle materie umanistiche perché in quelle scientifiche mi rimandavano sempre”, mentre dopo il diploma si è iscritto a Scienze della comunicazione, lasciando l’università dopo sei mesi. Oggi, guardando indietro, riconosce che avrebbe potuto insistere: “Ho mollato tante cose, gli sport, l’università. Quando le stai vivendo ti sembrano insormontabili, ma poi nel tempo ti accorgi che potevi dare tre anni a quell’indirizzo”. L’idea di riprendere gli studi, però, non è del tutto tramontata: “Ci sto pensando” ha confessato.
Paure, amore e curiosità personali
Prima della televisione ci sono state le feste per bambini, i locali e le serate in cui il pubblico era tutt’altro che numeroso. Angioni ricorda in particolare uno spettacolo organizzato a Milano dopo il lockdown, in uno spazio con 400 posti a sedere: gli spettatori erano soltanto quattro, due coppie che lo avevano già visto. “Sono salito e ho detto: ‘Ragazzi, vabbè, siamo qua. Cosa volete che io vi faccia?’”. In un’altra occasione, davanti a sei persone, tra il pubblico c’era anche il comico Federico Basso. Alla fine, gli disse: “Quando c’è Max Angioni e disagio nella stessa frase, io devo esserci”. Un ricordo che ancora lo diverte. Tra le sue più grandi paure, quella di “morire soffocato” e solo dopo, la paura del palco che, spiega, non mai scompare del tutto, ma “in fondo è giusto che sia così. C’è una responsabilità, la gente ha pagato un biglietto. Con l’esperienza, però, si impara a gestirla e a trovare fiducia nel proprio materiale”. In amore si definisce “giocherellone” e, quando sta bene, “molto orsacchiotto”, ma ammette di essere permaloso – o almeno così direbbe la sua compagna - e di poter diventare, durante un litigio, quasi un avvocato. Tra le piccole manie prima di andare in scena, in passato c’erano il caffè e l’abitudine di scrivere la scaletta dello spettacolo su un foglietto, da riporre in tasca come se le battute potessero arrivargli per osmosi. Oggi porta con sé anche un braccialetto dedicato al cane che non c’è più: non una scaramanzia, precisa, ma un ricordo personale. E se potesse organizzare una cena con personaggi di ogni epoca, inviterebbe “Gesù, Silvio Berlusconi, Gandhi, Giulio Cesare e… perché no? Diletta Leotta”.
STORIES: “MAX ANGIONI – C’È SIMPATIA TRA DI NOI” IN ONDA DOMENICA 18 OTTOBRE ALLE 21:30 SU SKY TG24 (CANALI 100 E 500 DI SKY E CANALE 50 DEL DTT)E ALLE 23.20 SU TV8. LUNEDÌ 19 OTTOBRE ALLE 17.30 SU SKY UNO, SABATO 24 OTTOBRE ALLE 12:30 SU SKY ARTE E DISPONIBILE ON DEMAND E SU SKYTG24.IT
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