The Daily Newsstand · Free, Always
Friday, October 2, 2026

Medici, nel 2025 aumentate del 150% le dimissioni. Superati i pensionamenti

Translate

Nel 2025 le dimissioni volontarie di medici italiani che lavorano in ospedale (3.767) hanno superato i pensionamenti (2.876). Il sorpasso segna uno spartiacque: in un solo anno le dimissioni sono schizzate del 150% rispetto alle 1.503 del 2024, toccando quota 3,5% del totale dei medici della sanità pubblica, una soglia mai registrata neppure nei mesi più̀ critici della pandemia. Emerge da un'indagine del sindacato Anaao Assomed. In ben 12 regioni su 20, nel corso del 2025, i medici che hanno scelto di lasciare il Servizio sanitario nazionale prima della pensione sono più̀ di quelli che hanno raggiunto i limiti di età̀ per il riposo. "Non si tratta di una fisiologica mobilità professionale ma di un vero e proprio esodo, guidato da turni massacranti, stipendi non allineati all'Europa, condizioni di lavoro al limite del burnout, carichi burocratici insostenibili e aggressioni nei reparti". Pierino Di Silverio, segretario nazionale Anaao Assomed, commenta così i risultati dell'indagine condotta dal Centro studi del sindacato dei medici ospedalieri da cui emerge un'impennata di dimissioni del 150% nel 2025. "Per fermare la frana", Anaao Assomed chiede al Governo, al Parlamento e alle Regioni di "passare dalle parole ai fatti" con un piano straordinario in 10 punti. A partire dal rendere strutturale il Decreto Calabria, trasformando la formazione specialistica in un contratto di formazione-lavoro per i giovani. Quindi, superare definitivamente il tetto di spesa per il personale, che soffoca le assunzioni. Tra le richieste, garantire retribuzioni europee, attraverso la detassazione del salario accessorio; riformare la responsabilità professionale per arginare la medicina difensiva; incentivi economici e di carriera per le sedi disagiate e il Mezzogiorno. Spazio poi al welfare, tutelando i riposi e genitorialità, ma anche la sicurezza e la qualità di vita. Infine Anaao chiede un osservatorio nazionale permanente sulle dimissioni, per monitorare motivazioni e destinazioni dei professionisti. "Il 2025 ci consegna un segnale d'allarme che nessuno può permettersi di ignorare", conclude Di Silverio. "Il 2026 ci dirà se si è trattato di un incidente di percorso o dell'inizio di una frana. Abbiamo dimostrato che, quando si investe sui giovani, il sistema risponde. Ora serve il coraggio di investire su chi resta". 

Situazioni più critiche in 4 regioni

Situazioni particolarmente marcate in Lazio, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Sardegna, dove il numero dei camici bianchi dimissionari supera da 2,4 a 3,3 volte quello dei pensionati. E a lasciare non sono i medici a fine carriera, ma professionisti nel pieno della maturità clinica, con un'età media intorno ai 48 anni. Emerge dall'indagine del Centro Studi del sindacato Anaao Assomed, basata sui dati Onaosi, del conto Conto annuale dello Stato e Mef. Resta poi la frattura di un Paese a due velocità, confermando la necessità di interventi mirati. Nell'ultimo decennio il Centro-Nord ha registrato un saldo positivo di 4.029 medici (+5,9%), mentre il Mezzogiorno ha continuato a svuotarsi, perdendo 1.166 unità (-3,1%). A pagare il prezzo più alto in termini di riduzione degli organici sono la Basilicata (-24,6%), il Molise (-17,2%), la Valle d'Aosta (-14,2%) e la Calabria (-12,6%). Nonostante la fuga dai reparti, il tanto atteso ricambio generazionale ha preso il via. Tra il 2015 e il 2024 l'età̀ media dei medici ospedalieri si è ridotta in modo significativo: 2 anni e 7 mesi in meno per i colleghi uomini e 2 anni e 4 mesi per le donne. Un contributo a questo svecchiamento è arrivato dal cosiddetto decreto Calabria, che tra il 2019 e il 2025 ha permesso l'ingresso nel sistema di quasi 10.000 giovani medici, arrivando a coprire fino al 43% delle assunzioni a tempo determinato. "A fronte di un ricambio generazionale avviato con successo però - spiega Pierino di Silverio, segretasio di Anaao Assomed - oggi si rischia di vanificare tutto. Nel 2025, per ogni 100 medici assunti a tempo indeterminato, ben 43 si sono dimessi e 77 sono usciti dal sistema pubblico, tra pensionamenti e altre cause".

View the original on ANSA →

KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.