Nata a Carrara, ma per lo Stato è “Apuania”: cosa fare in caso di errori anagrafici

Al rinnovo della carta d’identità un’82enne scopre un diverso luogo di nascita e gli errori come questo non sono così rari
Apuania è un comune creato durante il fascismo; riuniva Massa, Carrara e Montignoso ed è esistito dal 1938 al 1946. Questa nomenclatura è ricomparsa durante il rinnovo della carta d’identità di Anna Maria Tonazzini, che oggi vive nell’isola di Vulcano, e che si era recata a Lipari per ottenere il nuovo documento. Lì ha scoperto che il suo luogo di nascita non risultava più Carrara ma, appunto, Apuania.
La notizia è stata raccontata dal Tirreno, a cui la donna ha raccontato le difficoltà e le preoccupazioni burocratiche della sua vicenda.
Come comportarsi a fronte di un errore
«Prima di tutto andrei in Comune», dice Tonino Morina, fiscalista ed esperto del Sole 24 Ore. Il punto di partenza è l’anagrafe: bisogna farsi spiegare quale informazione sia cambiata, perché e sulla base di quali atti.
«È fondamentale che venga corretto», sottolinea Morina. Nel caso di Apuania, però, il nome del comune scomparso può essere proprio quello giusto. Tonazzini è nata nel 1944, quando quel territorio aveva ancora la denominazione fascista. Il luogo di nascita resta legato alla geografia amministrativa di allora, indipendentemente dai cambiamenti successivi: un principio ribadito dal governo in una risposta alla Camera del 2022.
Una correzione di questo tipo «può essere segnalata direttamente dal cittadino oppure su iniziativa del Comune», spiega Morina. Per gli errori materiali nella scheda anagrafica è attivo anche il servizio online di rettifica dell’Anagrafe nazionale, che permette di chiedere al comune la correzione di dati inesatti o incompleti.
Il collegamento con il vecchio codice
In questo caso la modifica risalirebbe al 2016, ma senza alcuna comunicazione all’interessata. Al rinnovo della carta d’identità i dati sono quindi stati aggiornati anche all’interno del documento. «In teoria il cittadino non deve fare nulla, però è bene informarsi con l’anagrafe competente», dice Morina. Sistemare gli archivi è compito degli uffici, quindi anche l’aggiornamento del codice fiscale e del luogo di nascita; al cittadino conviene comunque accertare che il lavoro sia stato completato.
Nella replica che l’Agenzia delle entrate ha fatto pervenire al giornale Open si legge che «il nuovo codice fiscale risulta già collegato al vecchio e, di conseguenza, anche a tutte le informazioni ad esso associate e registrate nelle banche dati del Fisco». Morina spiega che il «codice fiscale di oggi vale anche per il passato». Il cambio deve permettere di ritrovare anche le informazioni associate al codice precedente.
Nati a dicembre, registrati a gennaio
«In realtà non è raro vedere casi del genere», continua Morina, che ha già seguito casi di dati anagrafici discordanti, soprattutto di nascite a cavallo d’anno: una persona nata a dicembre ma registrata a gennaio: «Quelli che ho seguito io sono quelli nati tra fine anno e dichiarati con 2-3 giorni, 4 giorni di ritardo». Succedeva in passato, spiega, quando si nasceva spesso in casa e la registrazione arrivava dopo.
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