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Wednesday, August 19, 2026

Palestinesi contrassegnati con numeri dall'IDF: le condanne e le ammissioni dell'esercito

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Un Palestinese fermato e poi marchiato con un numero dall'esercito israeliano

Un nuovo episodio controverso riaccende le polemiche sulla condotta delle forze armate israeliane in Cisgiordania. Ahmed Hatna, un residente della località di Qabatiyah, nel nord della regione, è stato rilasciato dopo un fermo dei militari con il numero "44" marchiato a pennarello sulla fronte e sulle braccia. Secondo fonti locali, la stessa sorte è toccata ad altri palestinesi trattenuti durante un blitz condotto lunedì dalle forze di difesa israeliane (IDF), alcuni dei quali avrebbero denunciato anche percosse e interrogatori durissimi.

Il caso, portato alla luce dal quotidiano Haaretz, ha suscitato una dura reazione politica. Ahmad Tibi, membro della Knesset e leader del partito arabo-israeliano Ta'al, ha denunciato l'accaduto sui social media definendolo un segno di disumanizzazione che "richiama periodi bui" della storia.

La versione dell'IDF e i precedenti

In una prima nota, l'esercito israeliano ha spiegato che l'operazione ha interessato circa una cinquantina di edifici per rintracciare individui sospettati di pianificare attentati, portando all'arresto di due persone e all'interrogatorio di diversi residenti. Successivamente, le IDF hanno ammesso che i soldati coinvolti hanno "contrassegnato i sospetti interrogati nell'ambito dell'operazione", definendo l'azione grave, esprimendo un richiamo formale nei confronti dei militari e assicurando che saranno tratti gli opportuni insegnamenti.

Non si tratta di un caso isolato: già nello scorso mese di aprile l'esercito si era trovato a definire una "cattiva valutazione" un episodio analogo, in cui alcuni soldati avevano scritto dei numeri sulle mani di donne palestinesi all'ingresso del campo profughi di Jenin.

Un palestinese con il marchio del numerro 44 in fronte e sul braccio (web)

Tensioni crescenti e attacchi a Gaza

L'episodio di Qabatiyah si inserisce in un contesto di forte escalation in tutta la Cisgiordania, caratterizzato da crescenti azioni violente dei coloni estremisti. A Qusra, un gruppo di coloni mantiene da giorni sotto assedio alcune abitazioni palestinesi, creando il rischio concreto che le famiglie rimangano prive di acqua e medicinali. Blocco ed espropri si registrano anche in altre zone: nella Cisgiordania centrale sono stati appiccati incendi ai campi, a Beita si contano due feriti dopo un'irruzione e nel sud è stata persino attaccata un'ambulanza in transito.

Nel frattempo, non si fermano le ostilità nella Striscia di Gaza. Secondo fonti mediatiche locali, sei persone — tra cui un bambino — sono rimaste uccise e dieci sono ferite in un raid aereo nei pressi del porto di Gaza City. L'esercito israeliano ha comunicato di aver condotto un "attacco di precisione" mirato contro operativi di Hamas.

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