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Friday, September 18, 2026

Macron: 'Nessuno è al riparo, risponderemo agli attacchi russi'

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''Nessuno è al riparo": Emmanuel Macron lancia l'allarme sulla minaccia "ibrida" russa che incombe sulla Francia e sull'Europa, annunciando un "piano di protezione delle infrastrutture critiche" francesi. E avverte: gli attacchi ibridi orchestrati da Mosca "non resteranno senza risposta", sarebbe "un errore da parte della Russia continuare ad agire in questo modo nei confronti degli europei".

Video Macron: 'Serve un piano per proteggere le infrastrutture critiche dagli attacchi ibridi russi'

Il presidente francese è intervenuto al termine di un incontro a porte chiuse con i leader dei partiti rappresentati in parlamento o i loro candidati alle presidenziali del 2027, oltre che il primo ministro Sébastien Lecornu e i responsabili militari e dell'intelligence. Sul tavolo dell'incontro altamente confidenziale, i rischi geopolitici che pesano sulla Francia, dalla guerra in Ucraina a quella in Medio Oriente, con le conseguenze sul mercato energetico che pesa sulle tasche dei cittadini a sette mesi dalle elezioni. ''La natura dell'aggressività russa e delle minacce in Europa sta cambiando'', mette in guardia il capo dell'Eliseo, presentandosi come ''garante'' di tutti i francesi fino al voto di maggio. L'intento alla base degli attacchi ibridi della Russia "è quello di intimidirci e di spezzare il nostro sforzo di sostegno agli ucraini. La conseguenza sarà l'opposto", insiste Macron, citando l'esempio del ritrovamento di un drone carico di esplosivo all'aeroporto di Lipsia la scorsa estate. Per lui, tale situazione non "interromperà l'impegno a sostegno degli ucraini", nonostante alcuni candidati - tra cui Marine Le Pen, favorita nei sondaggi (all'Eliseo era presente il presidente Rn, Jordan Bardella) - ritengano insufficienti le risorse per continuare ad aiutare Kiev agli attuali livelli. L'ex premier, Edouard Philippe, candidato di centrodestra, ha riferito all'uscita che Macron è stato ''molto chiaro sulla necessità di continuare a inviare dei messaggi alla Russia'', senza tuttavia entrare in ''belligeranza''.

Macron all'Eliseo

La candidata ecologista, Marine Tondelier, ha sostenuto che non mancano i motivi ''per preoccuparsi'' riguardo alle ''azioni di destabilizzazione'' di Mosca. Secondo il candidato comunista, Fabien Roussel, Macron e i servizi segreti ''ci dicono in sostanza che lo scenario di una rapida risoluzione dei conflitti" in Ucraina e in Medio Oriente ''non esiste più" e bisogna dunque prepararsi a convivere con una minaccia duratura. Attuale presidente di turno del G7, Macron ha inoltre annunciato la convocazione ''nelle prossime settimane'' di una riunione dei sette grandi consacrata ai ''temi energetici''. Obiettivo? ''Progredire su un migliore coordinamento al livello di stock''. Molti partecipanti alla riunione hanno lamentato la mancanza di aiuti più "massicci" a sostegno del potere d'acquisto dei francesi. Messo alle strette da crescenti tensioni sociali, appelli alle proteste di piazza (in Francia dopo i blocchi dei pescatori si teme addirittura il ritorno dei gilet gialli) e critiche dell'opposizione - secondo cui il governo non starebbe facendo abbastanza per i francesi - il presidente ha tuttavia risposto che l'inflazione legata all'energia è "interamente dovuta alle guerre e alla situazione internazionale" che "stiamo subendo".

Macron

 "Le proteste sociali sono sempre legittime", ma "quando le persone protestano contro le conseguenze di fenomeni non derivanti dall'azione del governo, esprimono sofferenza ma offrono ben poche soluzioni", ha aggiunto dall'Eliseo, invitando i concittadini a "restare uniti". Macron ha chiesto quindi al governo di "valutare" e, se necessario, "adeguare" le specifiche misure di sostegno concepite per compensare parzialmente l'aumento dei prezzi del carburante. A meno di un anno dal voto, la Francia è in allerta anche per i rischi di tenuta finanziaria. Oggi, il differenziale (spread) tra i titoli decennali della Francia e il Bund tedesco ha superato i 100 punti base. Non succedeva dal 2012. Mentre il premier Lecornu è a caccia di 54 miliardi di euro per risanare i disastrati conti pubblici della seconda economia della zona euro.

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