Famiglie italiane sempre più indebitate, quasi 7mila euro a nucleo: l’analisi della Cgia

L’Ufficio studi della Cgia ha analizzato i dati sul credito al consumo erogato dalle banche e dalle finanziarie alle famiglie consumatrici italiane, sottolineando come la cifra – che nel 2025 ha sfiorato i 178 miliardi di euro – sia aumentata del 62% rispetto a nove anni fa. Dal conto, inoltre, sono esclusi i mutui per la casa. L’analisi mostra anche quali sono le regioni in cui vivono le famiglie più esposte.
Lo studio della Cgia si riferisce ai dati del 2025, ma la tendenza degli italiani a indebitarsi è confermata anche dai numeri riportati nel Rapporto mensile dell'Abi diffuso nelle scorse ore: ad agosto 2026, da quanto si legge nel documento, il totale dei prestiti a imprese e famiglie è cresciuto del 3,4% su base annua, in accelerazione rispetto alla variazione registrata il mese precedente (+3,3%). “Prosegue il percorso di crescita dei prestiti iniziato a marzo 2025 e tornato ai livelli di ottobre 2022”, spiega l’Abi. Per le famiglie, aggiunge, è il ventesimo mese di incremento e per le imprese è il quattordicesimo.
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Quello che devi sapere
Quanto si indebitano gli italiani?
Tornando all’analisi dell’Ufficio studi della Cgia, emerge che nel 2025 il credito al consumo erogato dalle banche e dalle finanziarie alle famiglie consumatrici italiane ha sfiorato i 178 miliardi di euro, pari a 6.657 euro in media per nucleo familiare: rispetto al 2016 l’aumento è di circa 68 miliardi in termini assoluti, cioè +62% in nove anni. “Un balzo notevole che dice molto sui cambiamenti nelle abitudini di spesa e, soprattutto, nella capacità economica delle famiglie”, spiega l’analisi.
In questo conteggio dei 178 miliardi la Cgia non considera i mutui per la casa, perché “sono un capitolo a parte, trattandosi di investimenti di lungo periodo finalizzato ad accrescere il patrimonio immobiliare”.
Per approfondire: Banche, il Rapporto Abi: prestiti a famiglie e imprese in rialzo del 3,4%
I mutui
Riguardo ai mutui, l’Ufficio studi della Cgia sottolinea: se al credito al consumo erogato dalle sole banche (127 miliardi di euro) si aggiungono i 447,5 miliardi di mutui per l'acquisto di un'abitazione che 3,8 milioni di famiglie hanno acceso con gli istituti di credito e altre forme di prestiti residuali, il debito complessivo sale a 612,6 miliardi di euro. Nel 2025, aggiunge la Cgia, i mutui accesi in Italia per l’acquisto di un immobile sono stati 382.389: la Lombardia, con 93.994, è la regione che ne ha sottoscritti di più. Seguono il Veneto con 39.753 e l’Emilia Romagna con 38.453.
Per approfondire: Ricchezza famiglie, Italia indietro rispetto all’Eurozona: i dati su redditi e risparmi
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Le regioni
L’analisi della Cgia mostra anche quali sono le regioni italiane dove le famiglie consumatrici sono più esposte a breve con banche e finanziarie: al primo posto c’è l’Umbria, con 7.514 euro per nucleo (+5,1% rispetto al 2024). Seguono la Toscana con 7.399 euro (+5,6%) e la Sicilia con 7.383 euro (+4,5%). Dal lato opposto della classifica troviamo il Friuli Venezia Giulia con 5.845 euro (+4,9%), la Basilicata con 5.536 euro (+3,7%) e il Trentino Alto Adige con 3.824 euro (+5,7%). Ricordiamo che il dato medio nazionale per famiglia nel 2025 si è attestato sui 6.657 euro (+4,9% sul 2024).
Per approfondire: L'analisi della Cgia
Le province
Guardando alle province, quella più esposta risulta Siracusa con 8.437 euro a famiglia (+4% rispetto al 2024). Seguono Massa-Carrara con 8.373 euro (+5,8%), Lodi con 8.280 euro (+6,5%) e Pistoia con 8.168 euro. Pistoia, insieme a Ravenna, registra anche la variazione maggiore sull'ultimo anno: +7,1%. Dall’altro lato, le province con le esposizioni minori risultano Trento con 4.524 euro (+5,9%), Sondrio con 4.400 euro (+6,1%), Bolzano con 3.106 euro (+5,3%).
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I tassi
La Cgia mette in evidenza anche come, guardando al credito al consumo, l'aumento del Taeg degli ultimi anni è stato “notevole”: è passato dal 7,64% del 2021 fino al 10,16% nel 2023, nei due anni successivi è oscillato attorno al 10%, poi a luglio di quest'anno è salito sino al 10,38%. “Se tra la fine del 2025 e luglio 2026 il Taeg sull'acquisto della casa è rimasto immutato, quello del credito al consumo è salito di 41 punti base. Una spinta arrivata soprattutto dalle fiammate inflazionistiche che hanno colpito l'Eurozona, a cui la Bce ha risposto alzando il tasso sui rifinanziamenti, oggi al 2,65%”, è il commento della Cgia.
I motivi
Ma perché gli italiani si indebitano sempre di più? Nella sua analisi la Cgia prova a rispondere a questa domanda: “Le ragioni sono principalmente due. Da un lato c'è chi ha bisogno di liquidità immediata, magari per far fronte a spese impreviste o per arrivare a fine mese. Dall'altro c'è chi accende un prestito per acquistare beni durevoli: l'auto nuova, il televisore, i mobili, gli elettrodomestici, tutti quegli acquisti importanti che un tempo si facevano con i risparmi”.
“Dietro questi numeri – continua la Cgia - non sempre si intravede il disagio economico che sta attraversando una parte importante del Paese. Tuttavia, negli ultimi anni l'aumento dell'inflazione ha progressivamente eroso il potere d'acquisto degli italiani: per molti gli stipendi e le pensioni sono rimaste sostanzialmente ferme, mentre i prezzi di beni e servizi sono schizzati all’insù. Il risultato è che molte famiglie, in particolar modo del cosiddetto ceto medio, per mantenere lo stesso tenore di vita di prima, si sono trovate costrette a ricorrere al credito, alimentando così quella crescita del debito privato verso banche e finanziarie che i numeri raccontano con chiarezza”.
Per approfondire: Soldi, 56% degli italiani ha risparmiato nel 2026. Casa investimento preferito, ma in calo
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