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Thursday, October 29, 2026

Ex Ilva: la Cassazione rigetta il ricorso, l’area a caldo resta ferma

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La corte di cassazione ha rigettato il ricorso contro il decreto con il quale la corte d’appello di Milano ha ordinato lo stop dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto, la parte centrale dello stabilimento siderurgico. Il decreto dei giudici milanesi resta quindi valido. La decisione è stata presa dalle sezioni unite civili dopo l’udienza del 20 ottobre.

Il decreto della corte d’appello risale al 27 luglio, con 90 giorni di tempo concessi all’azienda per adempiervi, ed è stato confermato dai giudici di Milano in due diverse occasioni, nelle udienze del 9 e del 30 settembre. L’impianto industriale sarebbe dannoso per la salute umana a causa dell’emissione di polveri in atmosfera e della presenza di amianto negli altiforni: queste le motivazioni centrali della corte d’appello nel suo decreto.

Alla Suprema corte hanno presentato due distinti ricorsi straordinari contro il decreto le società Ilva e Acciaierie d’Italia Spa-Acciaierie d’Italia Holding, sollecitandone l’annullamento.

Due controricorsi a sostegno del provvedimento dei giudici di Milano sono stati invece presentati dai cittadini di Taranto che si sono costituiti in un giudizio svoltosi negli anni tra il tribunale di Milano, dove ha sede legale Acciaierie d’Italia, la Corte di giustizia dell’Unione europea di Lussemburgo, la corte d’appello di Milano e infine la cassazione a Roma.

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