Sicurezza, vertice con Meloni sull’ordine pubblico. Sul tavolo nuove misure antiviolenti

Gli scontri di Milano, i saccheggi e le devastazioni, le mobilitazioni già organizzate nelle principali città italiane per il 24 e il 30 ottobre. Per fare il punto sull’origine delle proteste e individuare nuovi strumenti di prevenzione e repressione Giorgia Meloni ha riunito alle 13 di oggi a Palazzo Chigi i vicepremier Matteo Salvini (in videocollegamento) e Antonio Tajani, i ministri Matteo Piantedosi (Interno), Guido Crosetto (Difesa) e Francesco Lollobrigida (Agricoltura), i sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, i vertici di Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza, e quelli dell’intelligence. Un summit durato oltre un’ora e mezza e interamente dedicato alla gestione dell’ordine pubblico.
I timori di una regìa occulta come in Francia e Albania
L’eco delle piazze di Francia e Spagna, come l’Italia attese al varco delle elezioni politiche nei prossimi mesi, risuona anche a Roma. Brucia pure l’Albania di Edi Rama, sotto pressione per il caro vita e le accuse di corruzione. La similitudine più importante sta nella difficoltà di individuare una “struttura”, un’organizzazione o una regìa politica dietro le proteste, che rende complicato il lavoro tradizionale del mantenimento dell’ordine pubblico.
Il focus sui minorenni
Ha colpito il Governo l’età media degli oltre 200 giovani fermati dopo le devastazioni di Milano: l’80% è minorenne. Per questo si valuta la possibilità di prevedere l’arresto in flagranza differita degli under 18 e l’estensione del fermo preventivo a chi non è ancora maggiorenne. La stessa Meloni ha ribadito domenica di stare valutando «ulteriori strumenti contro chi sfrutta manifestazioni legittime per seminare violenza e caos». Ma sotto esame c’è anche la risposta offerta dalle forze dell’ordine che, nonostante la valanga di decreti Sicurezza approvati dal Governo, sembra ancora piena di falle.
Il segnale alle forze dell’ordine
Anche per questo è condivisa l’intenzione di lanciare nuovi segnali concreti con la prossima legge di bilancio, di cui la premier discuterà in serata in un altro vertice, stavolta con gli alleati e con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: aumentare risorse e dotazioni per Carabinieri, Polizia e Gdf, spendendo in sicurezza parte dei 7,2 miliardi dell’extradeficit concesso dall’Europa per la difesa. Dunque assunzioni, equipaggiamenti, interventi perequativi sulla previdenza. Mani tese all’indirizzo di quella platea a cui il Governo non ha mai fatto mancare il suo pieno sostegno.
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