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Wednesday, October 7, 2026

Porsche fa retromarcia per ripartire. La cura Leiters cambia le priorità

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Porsche fa retromarcia per ripartire. La cura Leiters cambia le priorità

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Diventare più piccoli per tornare a guadagnare di più. È attorno a questo apparente paradosso che Michael Leiters sta costruendo la nuova Porsche. A nove mesi dall’arrivo al vertice, il manager presenta a Weissach “Sports Car Company ’35”, il piano chiamato a risollevare un marchio che dalla quotazione del 2022 ha perso quasi metà del proprio valore in Borsa. Anche perché frattempo la Cina ha smesso di essere la locomotiva di un tempo e alcuni nuovi modelli sono arrivati in ritardo, magari con powertrain non proprio azzeccati.

La Porsche immaginata da Leiters parte dunque da una misura più contenuta: circa 250.000 auto all’anno, con un punto di pareggio da portare verso quota 180.000. Macan e Cayenne continueranno a garantire i volumi, ma attorno alla 911 dovrà crescere quella parte della gamma capace di produrre margini più ricchi. Non basta tagliare i costi, insomma: bisogna vendere le Porsche giuste.

E se il cliente non fosse ancora pronto a seguire fino in fondo la strada elettrica? La Macan a batteria, lanciata nel 2024, ha raccolto buoni risultati in Europa, ma l’uscita della precedente versione a benzina ha lasciato scoperti i mercati dove la transizione procede con maggiore fatica. Dal 2028 il progetto M1 dovrebbe riempire quel vuoto riportando una motorizzazione termica nel segmento.

A Stoccarda si valuta poi un grande suv a sette posti con motore a combustione, sopra Cayenne, costruito sulla Premium Platform Combustion del gruppo Volkswagen e imparentato con Audi Q9. Il grande sport utility elettrico K1, al contrario, è stato rinviato senza una nuova scadenza. Anche Boxster e Cayman a elettroni, attese nel 2027, hanno accumulato ritardi mentre resta da capire quanto sia ampio il pubblico disposto a comprare una sportiva a batteria.

Non è una ritirata dall’elettrico, quanto una correzione di rotta dettata dal mercato. E mentre una parte dei programmi viene ripensata, Leiters guarda pure all’estremo opposto del listino. Tra i progetti allo studio c’è una supersportiva ispirata alla 918 Spyder, sviluppata sulla base della 911, con un nuovo V8 e un prezzo superiore ai 500.000 euro. Anche l’ampliamento del programma di personalizzazione Sonderwunsch segue la stessa logica: aumentare il valore di ogni automobile senza doverne costruire di più.

Il conto di una trasformazione del genere, naturalmente, sarà salato. Dopo 3.900 posizioni già eliminate, il “Future Pact” prevede altri 5.000 posti di lavoro tagliati entro la fine del decennio, insieme a una struttura manageriale più snella. Porsche promette in cambio due miliardi di investimenti a Zuffenhausen e Weissach e nessun licenziamento obbligatorio fino al 2035. Più componenti e piattaforme condivise con il gruppo Volkswagen, processi di sviluppo più corti e un maggiore ricorso agli strumenti digitali dovranno fare il resto.

L’obiettivo è riportare nel medio periodo il margine operativo al 10-15%, dal 5,5-7,5% previsto quest’anno. Ma è proprio qui che si nasconde il passaggio più delicato della cura Leiters: condividere di più, spendere e produrre meno senza intaccare ciò che permette a Porsche di chiedere prezzi da Porsche. In altre parole, rimpicciolire per ritornare grande.

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