Le borse prendono fiato, Piazza Affari chiude a +0,81%

Le borse europee oggi hanno preso fiato, grazie al calo del prezzo del petrolio e il giorno dopo la decisione della banca centrale statunitense, la Fed, di alzare i tassi di 25 punti base.
A Milano l'indice Ftse Mib ha chiuso in rialzo dello 0,81%, leggermente meglio di Parigi (+0,57%) e Francoforte (+0,68%). Londra la migliore +1,23%, dopo che oggi la Bank of England ha lasciato i tassi invariati.
È positiva anche Wall Street, +1,09% per l'S&P500, +1,53% per il Nasdaq. I mercati, che davano segni di preoccupazione per corsa dell'inflazione e per l'aumento dei rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine sembrano essere stati rassicurati dalla mossa della banca centrale americana e avere accettato la prospettiva di un rialzo rialzo dei tassi entro fine anno. Dopo che una larga maggioranza di membri del consiglio direttivo della Fed (Fomc) hanno indicato come probabile un secondo rialzo dei tassi entro fine anno, la probabilità di rialzi di almeno 25, registrata dalla piattaforma FedWatchTool di Cme Group, è del 50,9% nella riunione di ottore è dell'87% nella riunione di dicembre.
Scendono i rendimenti dei titoli di Stato lungo termine. Negli Stati Uniti il Treasury decennale è al 4,94%, -6 punti base. Due giorni fa era arrivato al 5,03%.
Scende di 6 punti base anche il rendimento del Btp decennale, pari al 4,34%, con lo spread rispetto al Bund tedesco in calo di un punto, a quota 86 punti base.
Si attenuano in parte i timori sulle forniture di petrolio dal Medio Oriente, con l'Arabia Saudita che promette di riaprire parzialmente l'oleodotto Est-Ovest nel giro di pochi giorni.
Il prezzo del petrolio Brent è in calo di circa il 2% a 103,5 dollari al barile, due giorni fa aveva sfiorato i 110.
Scende anche il prezzo del gas sulla piazza di Amsterdam, -1%, a quota 77 euro al megawattora.
A Piazza Affari sono in verde i titoli del comparto bancario e gli industriali. I rialzi maggiori sono per Poste Italiane (+3,40%) e Tim (+2,98%). Correzione al ribasso per gli energetici Eni (-0,60%) e Tenaris (-0,77%). I maggiori cali sono per Buzzi (-0,91%) e Campari (-1,56%).
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