Nobel Letteratura, i pronostici sul toto-nomi: dopo un autore premiato nel 2025, in lizza tre donne

Dopo uno scrittore, una scrittrice? È la domanda che accompagna l'attesa del Premio Nobel per la Letteratura 2026, alla vigilia del verdetto dell'Accademia di Svezia. Giovedì 8 ottobre sarà annunciato il nome del nuovo “laureato” (o della nuova laureata, appunto): dopo il Nobel assegnato nel 2025 all'ungherese László Krasznahorkai, è lecito sospettare che quest’anno il premio possa andare a una donna. Non esiste una regola ufficiale di alternanza di genere ma la successione delle ultime edizioni ha alimentato una tendenza che ormai viene osservata come uno degli elementi del tradizionale “toto-Nobel”. Nel 2024 il premio era andato alla sudcoreana Han Kang, nel 2023 al norvegese Jon Fosse, nel 2022 alla francese Annie Ernaux e nel 2021 al tanzaniano Abdulrazak Gurnah. Una sequenza che, insieme alla crescente attenzione internazionale per alcune importanti voci femminili, rende plausibile l'ipotesi di una nuova vincitrice.
A rafforzare questa lettura sono anche le indicazioni provenienti dagli ambienti letterari svedesi. “In questa nuova ondata, sono le donne a prendere il comando” ha osservato Lina Kalmteg, critica letteraria della radio pubblica svedese SR, sottolineando come molte delle autrici oggi al centro dell'attenzione propongano opere segnate da temi femministi, atmosfere oscure e violente e componenti surreali.
Le tre autrici più in vista: Can Xue, Jamaica Kincaid, Cristina Rivera Garza
Tra i nomi che circolano c'è soprattutto quello della cinese Can Xue, attualmente in testa alle quotazioni degli scommettitori riportate da Ladbrokes, a 10/1. Seguono l’eterno Haruki Murakami, autore giapponese, amato soprattutto dalle giovani generazioni, a 14/1; e da Gerald Murnane e dal misterioso (e per questo affascinante) Thomas Pynchon, entrambi a 16/1.
Ma, restando su una scelta femminile, la rosa delle possibili vincitrici comprende soprattutto la antiguo-barbudana Jamaica Kincaid e la messicana Cristina Rivera Garza, quotata 20/1. Nella stessa fascia, figurano Margaret Atwood (l’autrice del fortunatissimo Il racconto dell’ancella) e Lidia Jorge, mentre a 33/1 sono indicate, tra le altre, Anne Carson, Yoko Tawada, Edwidge Danticat e Rachel Cusk. C’è anche l'argentina Samanta Schweblin, insignita pochi giorni fa del Premio Malaparte a Capri.
L'autore giapponese Haruki Murakami, 77 anni (AFP)
Rivera Garza è tra le autrici osservate con particolare attenzione anche per il percorso internazionale e per una produzione che ha affrontato temi come la violenza contro le donne e il femminicidio in America Latina.
Kincaid, considerata una voce di rilievo della letteratura postcoloniale caraibico-americana, ha recentemente ricevuto il Mermaid Award alla Fiera del Libro di Göteborg, in Svezia.
In oltre 120 anni di premi, solo 68 donne “laureate”
La possibile scelta di una donna avrebbe anche un forte peso simbolico in un premio che, nei suoi oltre 120 anni di storia, resta caratterizzato da una netta prevalenza maschile. Dal 1901 sono stati assegnati 633 Nobel e soltanto 68 sono andati a donne, anche se la presenza femminile è aumentata nelle assegnazioni più recenti. Il genere, però, è soltanto uno degli elementi considerati dall'Accademia svedese, che mantiene segrete per 50 anni le candidature e le proprie deliberazioni, lasciando spazio a interpretazioni basate sui percorsi letterari, sulla provenienza geografica, sulle lingue di scrittura e sui precedenti riconoscimenti internazionali.
Le quote dei bookmaker confermano comunque un quadro di grande incertezza. Nessun nome presenta una quotazione paragonabile a quella di Krasznahorkai alla vigilia dell'annuncio dell’anno scorso, quando lo scrittore ungherese era indicato intorno a 6/1. Restano così in corsa anche nomi di lunga esperienza internazionale come Salman Rushdie, Don DeLillo, Joyce Carol Oates, Amitav Ghosh, David Grossman, Colm Tóibín e Mircea Cărtărescu, insieme ad autori come Alexis Wright, Mia Couto e Adania Shibli.
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