L'ombra di Diana torna a far tremare Carlo e i Windsor
Il fantasma di Lady Diana torna a incombere come una Nemesi su re Carlo III e sui Windsor, a 29 anni dalla tragica fine della 'Principessa del popolo' nel tunnel parigino dell'Alma. A proiettarne l'ombra accusatrice è una biografia scritta stavolta da suo fratello Charles, IX conte Spencer, in uscita a breve e anticipata a stralci dal Daily Mail: pagine da cui emergono rivelazioni shock sull'immagine stessa di Carlo, tanto da spingere Buckingham Palace a una rara smentita immediata, inedita nei toni.
Una "guerra di parole", come è stata ribattezzata dai media britannici, che oscura una giornata importante per il sovrano, protagonista in Scozia di un forum sui "pericoli esistenziali" d'uno sviluppo incontrollato dell'Intelligenza artificiale (Ia) dinanzi a una platea internazionale di businessmen ed esperti.
Mentre minaccia d'infliggere un ennesimo scossone alla monarchia, non bastassero le incognite e gli scandali che la circondano.
La biografia del conte Spencer, intitolata 'Il Canto del Cigno - Diana, mia sorella', ricostruisce la vita di un'icona del tardo '900 dal suo punto di vista di fratello minore. Non nuovo alle polemiche con la Royal Family e alle controversie, ma deciso a dire "la verità", o almeno la propria verità, nell'approssimarsi del trentresimo anniversario. Nel libro egli racconta fra l'altro d'essersi opposto invano, nel 1997, alla scelta dei reali di far sfilare i principi William e Harry, che allora avevano 15 e 12 anni, dietro il corteo funebre della madre 36enne: convinto che Lady D non avrebbe voluto. E di aver per questo scatenato una collera maligna in Carlo, all'epoca principe di Galles e reduce dal turbolento divorzio dell'anno prima, condita di "disprezzo" per l'ex moglie appena morta e di "orrore" per l'emozione suscitata nel mondo: "Stai tranquillo, la dimenticheremo presto".
Frase assai poco profetica, se mai fu pronunciata. E che peraltro la corte si è affrettata a smentire nero su bianco a nome dell'attuale monarca 77enne, senza concessioni alla diplomazia: "Sua Maestà è consapevole che il dolore per la perdita di una sorella può offuscare la ragione, influenzare la capacità di giudizio e alterare i ricordi". Una reazione che ad alcuni rammenta il precedente della risposta riservata nel 2021 da Buckingham Palace - quando ancora regnava Elisabetta II - a un'intervista laddove il principe ribelle Harry e la sua consorte Meghan avevano attributo una battuta inappropriata (ai limiti del razzismo involontario) a un membro anonimo di casa Windsor sul colore della pelle del loro primo figlio Archie: attraverso un comunicato in cui si affermava che "a volte i ricordi possono differire". La distanza da allora sta tuttavia negli accenti d'ira malcelata che traspare dalla replica al conte Spencer. Come rileva persino Peter Hunt, paludato ex royal correspondent della Bbc, domandandosi se lo staff reale non abbia "perso la testa" nel precipitarsi a esprimersi in modo quasi minaccioso.
Altri commentatori, più allineati con la macchina di pr di corte, difendono viceversa il re a spada tratta, in un contesto nel quale il riserbo tradizionale di palazzo - sintetizzato dal motto 'never complain, never explain' - sarebbe potuto apparire un'ammissione di colpa. Commentatori pronti a mettere in dubbio la credibilità del 62enne fratello di Diana, rievocandone i trascorsi più chiacchierati e soprattutto avanzando sospetti d'interesse commerciale dietro l'emergere di ricordi finora inediti a quasi tre decenni dai fatti. O, nel caso di Julian Payne, ex portavoce di Carlo, a giurare di "non riconoscerlo affatto nel linguaggio" di quell'offesa alla memoria a cadavere caldo rinfacciata dallo zio materno dei suoi figli.
Figli un tempo inseparabili e oggi ai ferri corti fra loro, che restano per ora silenziosi di fronte a una contesa che comunque li costringe a fare i conti con i traumi del passato.
Ma da posizioni diverse. Quella dell'erede al trono necessariamente solidale con il padre per il primogenito William, in visita istituzionale con Kate nell'isola scozzese di Bute. Quella del cadetto indocile per Harry, tornato a vivere in patria a sorpresa da poche settimane con la famiglia dopo sei anni di autoesilio americano e alle prese con un primo impegno pubblico di raccolta fondi di beneficenza a Londra sullo sfondo di nuove tensioni recenti col casato. Dopo essere stato ospite guardacaso dello zio Charles Spencer giusto un paio di mesi fa, nella dimora avita di Althorpe: nel cui parco Diana riposa in una pace che neppure la morte sembra poter rendere davvero definitiva.
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