Ue: Meta offra anche in Europa misure permanenti per proteggere i minori

La Commissione europea ha avviato un confronto con Meta dopo l’accordo raggiunto dalla società negli Stati Uniti sugli effetti potenzialmente dannosi dei suoi prodotti sugli adolescenti.
Bruxelles - ha spiegato un portavoce durante il briefing quotidiano a Bruxelles - si attende che il gruppo proponga nell’Ue impegni in grado di garantire ai minori una protezione almeno equivalente a quella prevista negli Stati Uniti.
La Commissione ha ricordato di avere già contestato in via preliminare a Facebook e Instagram la violazione del Digital Services Act a causa delle caratteristiche dei servizi che possono creare dipendenza.
"Il pallone è nel campo di Meta", ha affermato il portavoce, sottolineando che spetta ora alla società presentare gli interventi necessari per conformarsi alla normativa europea. Bruxelles chiede in particolare strumenti adeguati per la gestione del tempo trascorso davanti allo schermo e controlli parentali efficaci. Gli eventuali impegni assunti da Meta nell’Ue non potranno essere limitati a pochi anni, come alcune misure concordate negli Stati Uniti, ma dovranno avere carattere permanente. "Se si propongono impegni in Europa, valgono per tutto il futuro. Non sono per uno o due anni", ha precisato il portavoce.
L’obiettivo della Commissione non è comminare la sanzione più elevata, ma assicurare una protezione effettiva dei minori online. L’accordo statunitense mostra inoltre che Ue e Stati Uniti condividono le stesse preoccupazioni sulla sicurezza dei bambini e degli adolescenti sulle piattaforme digitali.
Lo afferma il portavoce della Commissione europea per il Digitale Thomas Regnier nel briefing quotidiano con la stampa.
"Abbiamo seguito - ha detto Regnier - la vicenda molto da vicino. Siamo a conoscenza delle notizie diffuse dai media e dell'accordo transattivo annunciato dall'altra parte degli Stati Uniti. Per contestualizzare, queste cause legali sono durate più di 5 anni e l'accordo transattivo verrà attuato nei prossimi 10 anni. Durante questo periodo, non siamo rimasti con le mani in mano. Al contrario, nello stesso arco di tempo, abbiamo proposto il DSA (Digital Services Act), i nostri colleghi legislatori lo hanno adottato, abbiamo avviato un'indagine su Meta per gli stessi sospetti e il mese scorso siamo giunti alla conclusione che Meta, sia per Facebook che per Instagram, e il suo design che crea dipendenza, viola il DSA. Ora, non si tratta di stabilire chi infliggerà la multa più salata. Ciò che vogliamo è proteggere efficacemente i nostri minori online. Questo è precisamente il lavoro che stiamo svolgendo attualmente".
L'Unione europea dovrebbe adottare "misure analoghe" a quelle contenute nell'accordo raggiunto tra Meta e diversi Stati Usa per chiudere un processo relativo ai danni arrecati da Facebook e Instagram alla salute mentale dei giovani, che ha "restituito un quadro di estrema gravità".
Lo scrivono in una nota due eurodeputati del Partito democratico (S&D), il capodelegazione Nicola Zingaretti, e Sandro Ruotolo, relatore della relazione sull'impatto dei social media e dell'ambiente online sui giovani.
I due europarlamentari danno conto di un'interrogazione presentata alla alla vicepresidente esecutiva della Commissione europea con delega alla Sovranità tecnologica, Henna Virkkunen, nella quale sottolineano che quanto emerso negli Usa "richiede una risposta anche in Europa". Nel processo statunitense "sono emerse testimonianze e ammissioni secondo cui Meta avrebbe mantenuto misure di protezione poco utilizzate dagli adolescenti e accantonato interventi più incisivi per evitare una riduzione del tempo trascorso sulle piattaforme. Se confermati, questi elementi mostrerebbero che gli interessi commerciali sono stati anteposti alla sicurezza e al benessere dei minori", scrivono.
"L'accordo statunitense prevede inoltre misure concrete, tra cui limiti giornalieri di utilizzo e restrizioni all'accesso nelle ore notturne per i minori", proseguono Ruotolo e Zingaretti. "Abbiamo chiesto se misure analoghe possano essere richieste alle piattaforme nell'ambito degli obblighi già previsti dal Digital Services Act o se siano necessarie ulteriori iniziative legislative europee". La tutela dei minori "non può essere subordinata agli interessi economici delle piattaforme. L'Europa deve garantire che la sicurezza e il benessere dei più giovani vengano prima dei profitti delle grandi piattaforme digitali", concludono.
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