Legale agenti: "La morte di Fakir per mancanza d'ossigeno dovuta alla droga"

"La causa centrale della morte per ipossia" di Abderrahim Fakir "è la droga, con il sanguinamento alveolare dei polmoni, come io ho detto fino alla noia da sempre, quando c'era qualcuno che diceva che il sangue nei polmoni era il frutto della compressione. Invece è il frutto dell'utilizzo smodato della cocaina, che è stato ritrovato in un valore metabolico superiore di tre volte alla dose letale".
Lo afferma all'ANSA l'avvocato Gabriele Bordoni, che assiste i due poliziotti iscritti nel fascicolo della Procura di Bologna sulla morte del 42enne, dopo aver parlato col proprio consulente di parte, il medico legale Matteo Tudini.
Legale famiglia: morte per mancanza ossigeno, cocaina non è concausa
La presunta causa della morte di Abderrahim Fakir sarebbe per ipossia provocata dal mantenimento della posizione prona. Lo dice a LaPresse l’avvocato Fabio Anselmo, che difende i familiari del 42enne morto il 19 luglio durante un fermo nel quartiere Pilastro a Bologna.
"Morte per ipossia determinata da posizione prona, da aumentato fabbisogno di ossigeno per cocaina e stato di agitazione. Ma la cocaina non è una concausa. Come nella sentenza Magrini, citata nella discussione, la cocaina non è nemmeno concausa, insieme all'agitazione ha aumentato il fabbisogno di ossigeno di cui è stato privato a causa del mantenimento della posizione prona da parte degli agenti". Secondo il legale, dai consulenti sarebbero arrivati pure rilievi sull’operato dei sanitari, in particolare per non avere chiamato un medico mentre Fakir si trovava in stato di agitazione. Gli accertamenti dovranno chiarire la dinamica del decesso.
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