Settimana dei Nobel, oggi è la volta della Fisica. Tra i favoriti anche l'italiano Capasso

Oggi l'Accademia svedese a Stoccolma assegna il premio della Fisica.
Le previsioni puntano su scoperte di frontiera come quella dei materiali che controllano la luce. In questo caso tra i vincitori potrebbe esserci Federico Capasso, nato in Italia e che da decenni lavora negli Usa. Fra le altre candidature, le scoperte relative a orologi atomici, superconduttività, informazione quantistica e i nuovi materiali per chip e sensori.
Le analisi previsionali di Clarivate, che ogni anno indica ricercatori con lavori consideratiNobel class", indicano tra i favoriti del 2026 la ricercatrice svizzera Nicola Spaldin, fisica dei materiali all’ETH di Zurigo, Qikun Xue indicato per l’osservazione sperimentale dell’effetto Hall quantistico anomalo, John Pendry (nome che torna da anni). Infine David DiVincenzo e Daniel Loss da tempo tra i nomi importanti per l’architettura dei qubit di spin nei quantum dots.
Medicina, il primo premio della settimana del Nobel
Ieri il premio Nobel per la Medicina 2026 è stato assegnato a Karl Deisseroth, Peter Hegemann e Georg Nagel per aver gettato le base dell'optogenetica, la disciplina che combina genetica e ottica per studiare il comportamento delle cellule. L'americano Deisseroth e i tedeschi Hegemann e Nagel hanno vinto congiuntamente "per le loro scoperte relative ai canali ionici attivati dalla luce e all'optogenetica", si legge nella motivazione del premio.
In particolare le loro ricerche hanno gettato le basi per controllare i segnali nervosi con la luce. Le loro scoperte e i loro esperimenti hanno reso possibile studiare il cervello con un grandissimo dettaglio, fino a poter accendere o spegnere l'attività di singole cellule nervose in un cervello vivente.
Questo metodo viene ora utilizzato in laboratori di tutto il mondo per capire in che modo il cervello organizza emozioni e ricordi.
Hegemann e Nagel hanno aperto la strada a queste ricerche con la scoperta della proteina chiamata canale rodopsina che, se viene introdotta nelle cellule, le rende sensibili alla luce.
In seguito l'americano Deisseroth ha trasferito il gene della canale rodopsina nelle cellule nervose di ratti e, Illuminandole con luce blu, è riuscito a far partire un segnale nervoso. In altri esperimenti questo speciale interruttore dalla luce ha permesso di controllare le cellule nervose nel cervello di topi vivi.
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