Cina e Usa: intesa sui dazi, ma restano le tensioni su armi a Taiwan, chip e dossier Iran

Sappiamo di rappresentare sistemi diversi, dice Trump alla cena di Stato in onore di Xi Jinping, ma non siamo mai andati così d'accordo. Da una parte la scelta del leader cinese di essere a Washington per tre giorni, mentre a New York si svolge l'Assemblea Generale ONU, dall'altra lo sfarzo del cerimoniale della Casa Blanca, simboli che rafforzano un canale di comunicazione e stabilizzano le relazioni.
Ma restano alcuni nodi della competizione tra le due grandi potenze. Sull'intelligenza artificiale non è sufficiente una scena tra leader e titani dell'I-TEC americano, da Elon Musk a Jensen Wang, a chiarire cosa sarebbe la sfida alla frontiera tra Washington e Pechino.
In America, dopo il Covid-19, la fiducia nella trasparenza cinese è di minimi. Quanto al commercio, è prolungata di due mesi la tregua sui dazi minerari. Intese su diversi prodotti, saranno annunciate lunedì, ma le restrizioni all'export di chip avanzati verso la Cina non si discutono, precisa l'amministrazione con Jamieson Greer, sono questioni di sicurezza nazionale.
Su Taiwan, Xi suggerisce prudenza a Trump e oggi l'ambasciatore americano in Cina sembra replicare.
La nostra posizione non cambia, vogliamo la pace nell'area e sulla vendita di nuove armi a Taipei, osteggiata da Pechino, deciderà il presidente.
Infine, la guerra con l'Iran, Xi ha chiesto di tornare alla diplomazia. Trump, da parte sua, ha sentito il bisogno di ribadire che sarebbe inaccettabile qualsiasi forma di aiuto cinese a Teheran.
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