'In un battito', la storia di Bove debutta al cinema in un docufilm
In un battito la vita può cambiare. Come è successo ad Edoardo Bove, giocatore che il 1° dicembre 2024 venne colto da un malore durante Fiorentina-Inter accasciandosi improvvisamente sul terreno di gioco, e la cui storia è diventata un docufilm presentato alla Festa del Cinema di Roma. "In un battito", il titolo della pellicola nella quale è proprio Bove il protagonista, parla soprattutto del viaggio di un ragazzo che "vede la sua traiettoria deviata su uno spazio vuoto che deve riempire. Vorrei che chi va via dal cinema avesse le energie per affrontare le proprie sfide personali e, se serve, per farsi aiutare", ammette lo stesso Bove.
Un'esperienza cinematografica che, per l'ex centrocampista della Roma ora in forza al Watford, ha rappresentato "un modo per andare avanti e mettermi in gioco. Ho trovato dei lati di me che non conoscevo e maturato una consapevolezza di me stesso differente". Da quell'esperienza, però, non è nato solo un docufilm diretto da Giovanni Troilo, prodotto da No Name Entertainment, Alea Film con Rai Cinema e che arriverà nelle sale dal 16 al 18 novembre con 01 Distribution, ma anche un disegno di legge sul primo soccorso che "a gennaio dovrebbe essere calendarizzato. E' un percorso che abbiamo iniziato a fare proprio grazie al film, una proposta trasversale che spero venga approvata, nata perché sono entrato in contatto con associazioni sul primo soccorso. Io volevo essere utile e fare qualcosa, non è una legge sullo sport ma su ciò che avviene in Italia perché tante persone non sono in grado di intervenire o hanno paura", prosegue Bove.
Una proposta che, "se venisse approvata permetterebbe di passare dalle 15mila attuali a 100mila persone formate ogni anno", aggiunge Bove. Una storia a lieto fine, quella di Bove, ma soprattutto vera, fatta di alti e bassi e che ha riportato il calciatore a scendere in campo con la maglia del Watford, in Inghilterra; e se le regole sull'abilitazione sportiva dovessero cambiare, potrebbe portarlo a tornare in Italia. "In futuro perchè no, non voglio chiudere nessuna porta. Ma il mio sogno era tornare a giocare a calcio e ci sono riuscito", conclude.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.